Attenzione
L’ex hotel Marco Polo centro per migranti
Fa parte degli immobili che la prefettura ha potuto trovare disponibili dopo il bando per l’accoglienza che è stato pubblicato nei mesi scorsi
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BIENTINA. L’ex albergo, o meglio affittacamere, “Marco Polo” vicino alla zona industriale di Bientina, è stato trasformato in un centro accoglienza per migranti richiedenti asilo nel nostro paese. Se il modello dell’accoglienza diffusa sul territorio, cioè quella per piccoli nuclei, resta quello preferito dai sindaci della provincia di Pisa, è pure vero che la prefettura si trova quasi ogni giorno a dover gestire un fenomeno che non conosce tregua e che molto probabilmente è destinato ad aumentare nelle prossime settimane, con l’arrivo dell’estate. Se la logica resta quella degli appartamenti in cui fare alloggiare piccoli nuclei di migranti è anche vero che la prefettura dove trova la disponibilità di strutture con una maggiore capacità di accoglienza, una volta che sono stati verificati i requisiti degli immobili, si trova a dover procedere all’assegnazione del servizio. Recentemente infatti la Prefettura – ufficio territoriale del Governo di Pisa, su richiesta del ministero dell’Interno, del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – ha indetto una nuova procedura di gara per l’individuazione di strutture idonee ad accogliere cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
Il bando era finalizzato all’individuazione di più operatori economici ai quali affidare il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri fino alla fine dell’anno. Sono stati ammessi progetti di Arnera di Pontedera, il Cammino di Lari, Lunazzurra di Conselve, Arcisolidarietà di Cecina, Oltreilmare di Castagneto Carducci, Consorzio Co&So di Firenze, La Pietra d’Angolo di San Miniato, Paim di Cascina, Movimento Shalom di San Miniato, consorzio Opere di Misericordia di Firenze, Mcmulticons di Montelupo Fiorentino, Agape di Fornacette.
Nella sua prima fase di attuazione il bando ha permesso di trovare nuove strutture, dove fare arrivare gruppi più numerosi, sia a Bientina che nel comune di Montopoli Valdarno. Nuovi posti letto in più oltre a quelli che già si trovano sul territorio in più strutture alcune delle quali sono gestite da cooperative, altre della Croce Rossa italiana. Posti che si aggiungono anche ai circa 15 che sono stati ricavati nell’ex casa cantoniera che il prefetto di Pisa ha requisito e affidato alla Croce Rossa. L’immobile era abbandonato da tempo, si trova sul lato nord del Ponte dell’Aurelia a Pisa.
Nel caso della struttura ricettiva di Bientina, collegata anche con una mensa, gli affari non andavano più tanto bene da tempo. I proprietari hanno messo a disposizione l’edificio per progetti di accoglienza. Si parla in prima istanza dell’accoglienza di una ventina di migranti. Ma potrebbero anche aumentare. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il bando era finalizzato all’individuazione di più operatori economici ai quali affidare il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri fino alla fine dell’anno. Sono stati ammessi progetti di Arnera di Pontedera, il Cammino di Lari, Lunazzurra di Conselve, Arcisolidarietà di Cecina, Oltreilmare di Castagneto Carducci, Consorzio Co&So di Firenze, La Pietra d’Angolo di San Miniato, Paim di Cascina, Movimento Shalom di San Miniato, consorzio Opere di Misericordia di Firenze, Mcmulticons di Montelupo Fiorentino, Agape di Fornacette.
Nella sua prima fase di attuazione il bando ha permesso di trovare nuove strutture, dove fare arrivare gruppi più numerosi, sia a Bientina che nel comune di Montopoli Valdarno. Nuovi posti letto in più oltre a quelli che già si trovano sul territorio in più strutture alcune delle quali sono gestite da cooperative, altre della Croce Rossa italiana. Posti che si aggiungono anche ai circa 15 che sono stati ricavati nell’ex casa cantoniera che il prefetto di Pisa ha requisito e affidato alla Croce Rossa. L’immobile era abbandonato da tempo, si trova sul lato nord del Ponte dell’Aurelia a Pisa.
Nel caso della struttura ricettiva di Bientina, collegata anche con una mensa, gli affari non andavano più tanto bene da tempo. I proprietari hanno messo a disposizione l’edificio per progetti di accoglienza. Si parla in prima istanza dell’accoglienza di una ventina di migranti. Ma potrebbero anche aumentare. (s. c.)
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