Gioco
Assoconcia, Francioni verso il ritorno nel ruolo di presidente
Negli ultimi tre anni ha fatto il vice di Franco Donati La nomina in settimana dal consiglio d’amministrazione
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SANTA CROCE SULL’ARNO. Franco Donati lascia la presidenza e scatta il toto successore. E la voce più ricorrente è che sia Alessandro Francioni, l’uomo incaricato di «unire i conciatori», come chiesto proprio da Donati nella relazione annuale di pochi giorni fa. Una figura, quella dell’imprenditore legato alla conceria Sanlorenzo di Castelfranco di Sotto che è già stato a capo di Assoconciatori, ricoprendo anche cariche all’interno dell’Unione industriale. Un personaggio esperto di vita associativa, di grande esperienza e di capacità di guardare al lungo periodo forse come pochi nel panorama di pelle e cuoio toscano.
Francioni è il vice presidente uscente, insieme a Roberto Giannoni, ed è quasi il candidato naturale per questa carica così importante nel settore conciario italiano, perché l’associazione santacrocese raggruppa circa duecento aziende tra Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Fucecchio. Insieme al Consorzio conciatori di Ponte a Egola rappresenta il meglio del settore che, negli ultimi anni, ha subìto la contrazione del mercato dovuta alla flessione delle griffe e dall’instabilità internazionale. Una fase, quella attuale, che probabilmente ha bisogno di uno come Francioni per riuscire a navigare in acque un po’ agitate e riportare il comparto di pelle e cuoio sulla rotta giusta.
La prossima settimana il rinnovato consiglio d’amministrazione si riunirà per decidere chi sarà il nuovo presidente come sempre accade ogni volta che finisce un mandato. Un cda che, eccezion fatta per la new entry Francesca Signorini, che arriva dal Gruppo giovani imprenditori, è lo stesso dell’ultimo triennio. Un indizio da non sottovalutare rispetto al fatto che Alessandro Francioni potrebbe davvero tornare a essere presidente di Assoconciatori. Si tratterebbe di una nomina nel segno della continuità, ma con l’obiettivo di ottenere un risultato che finora, in tanti anni di attività, nessuno è mai riuscito a far diventare realtà: l’unione con i conciatori di Ponte a Egola.
Probabilmente siamo arrivati al momento decisivo per trovare punti d’incontro tra le due sponde dell’Arno per creare un’associazione unica tra imprenditori che fanno lo stesso mestiere. Il lavoro in comune su molti aspetti della vita associativa viene già portato avanti da anni. Ma troppo spesso le divergenze tra Associazione e Consorzio hanno fatto naufragare un progetto che, a questo punto, dovrebbe essere obiettivo di tutti. (a.q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Francioni è il vice presidente uscente, insieme a Roberto Giannoni, ed è quasi il candidato naturale per questa carica così importante nel settore conciario italiano, perché l’associazione santacrocese raggruppa circa duecento aziende tra Santa Croce, Castelfranco di Sotto e Fucecchio. Insieme al Consorzio conciatori di Ponte a Egola rappresenta il meglio del settore che, negli ultimi anni, ha subìto la contrazione del mercato dovuta alla flessione delle griffe e dall’instabilità internazionale. Una fase, quella attuale, che probabilmente ha bisogno di uno come Francioni per riuscire a navigare in acque un po’ agitate e riportare il comparto di pelle e cuoio sulla rotta giusta.
La prossima settimana il rinnovato consiglio d’amministrazione si riunirà per decidere chi sarà il nuovo presidente come sempre accade ogni volta che finisce un mandato. Un cda che, eccezion fatta per la new entry Francesca Signorini, che arriva dal Gruppo giovani imprenditori, è lo stesso dell’ultimo triennio. Un indizio da non sottovalutare rispetto al fatto che Alessandro Francioni potrebbe davvero tornare a essere presidente di Assoconciatori. Si tratterebbe di una nomina nel segno della continuità, ma con l’obiettivo di ottenere un risultato che finora, in tanti anni di attività, nessuno è mai riuscito a far diventare realtà: l’unione con i conciatori di Ponte a Egola.
Probabilmente siamo arrivati al momento decisivo per trovare punti d’incontro tra le due sponde dell’Arno per creare un’associazione unica tra imprenditori che fanno lo stesso mestiere. Il lavoro in comune su molti aspetti della vita associativa viene già portato avanti da anni. Ma troppo spesso le divergenze tra Associazione e Consorzio hanno fatto naufragare un progetto che, a questo punto, dovrebbe essere obiettivo di tutti. (a.q.)
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