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Conciatori, Matteoli rimane al timone 

Conciatori, Matteoli rimane al timone 

Confermato il cda del Consorzio di Ponte a Egola. Il presidente: battere la contraffazione

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PONTE A EGOLA. La fotografia è quella di un mercato incerto, dove il top di gamma cede terreno a favore di un lusso più accessibile. Il tutto accompagnato da un contesto di instabilità internazionale che certo non aiuta. Ad ogni modo, all’inizio della filiera produttiva, il trend del distretto conciario mostra una sostanziale stabilità, se non un leggero miglioramento rispetto al 2015, come dimostra la quantità di acqua depurata e di carniccio prodotto.
A dirlo è la relazione del presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, Michele Matteoli, illustrata martedì sera nell’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali. Assemblea che ha confermato in blocco il precedente Cda, composto insieme a Matteoli da Ettore Valori, Mauro Fiaschi, Alessio Bonciolini, Francesco Brotini, Michele Carrara, Marco Montanelli e dal revisore unico Rosella Terreni.
«Nel corso del 2016 – ha detto Matteoli – non si è assistito all’auspicato miglioramento della situazione economica nazionale e internazionale: il settore del lusso è riuscito a chiudere con un incremento del 2-2, 5% nel segmento calzature, pelletteria e accessori, a fronte però del 5, 5% ottenuto nell’ultimo decennio. Gli attacchi terroristici, la Brexit e la volatilità del mercato cinese, hanno reso più incerto il contesto economico: le preferenze dei consumatori, più esigenti ed attenti al prezzo, insieme alla vivacità del settore casual, hanno determinato un risultato più deludente del segmento top a vantaggio di un lusso più accessibile».
Tutto questo, però, non ha impedito al settore di vedere schiarite e miglioramenti, soprattutto nell’ultima parte dell’anno.
«Russia e Brasile – ha proseguito Matteoli – evidenziano segnali positivi anche legati a favorevoli dinamiche valutarie, mentre la Cina ha mostrato una ripresa del consumo domestico».
Tuttavia, se la qualità rende il distretto vincente sul mercato mondiale, «la componente prezzo – fa notare Matteoli – non può e non deve essere sottovalutata, perché le firme cercano sempre più di ottimizzare sugli acquisti, ma nel contempo cercano servizi aggiuntivi oltre a materiali nuovi e convenienti».
Per il futuro del settore, quindi, saranno fondamentali secondo Matteoli i temi della tracciabilità e della lotta alla contraffazione, insieme ai temi della sicurezza dei luoghi di lavoro e della tutela dell’ambiente.
«Perché chi non rispetta la regole, non solo fa concorrenza sleale, ma favorisce campagne di diffamazione che in un attimo demoliscono quanto faticosamente costruito in anni di lavoro».
Giacomo Pelfer
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