Sicurezza
Bivacchi e degrado nel capannone del Consorzio agrario
L’ente provvede a sbarrare gli ingressi dopo recenti intrusioni Il direttore: abbiamo un piano di recupero, ma non finanziatori
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PONTEDERA. «Le strutture sono fatiscenti e da tempo sono occupate da sbandati e senzatetto. Le forze dell’ordine intervengono per allontanare gli occupanti, ma puntualmente l’edificio torna ad essere un dormitorio. Occorre una soluzione».
La scena descritta da Luca Firmani durante il Caffè Tirreno dell’altra mattina al Bibi bar nel quartiere dei Villaggi ha uno scenario ben noto ai residenti della zona. Si tratta del Consorzio agrario, centro piuttosto importante per il settore in Valdera negli anni scorsi, ma da tanto tempo chiuso e, di fatto, abbandonato. All’inizio del mese di maggio, dentro al capannone che si affaccia su via Brigate Partigiane, avevano preso un 22enne di origine marocchina, evaso dagli arresti domiciliari. Un esempio di quello che accade nella struttura e che la proprietà sta cercando di arginare. Servirebbe un piano di recupero che, dalla sede di Pisa, dicono di avere già pronto. Ma che il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, dice di non avere mai visto. In realtà si tratta di un progetto di massima a cui, però, manca l’elemento più importante: gli investitori.
In attesa di capire quale futuro avrà il Consorzio, in questi giorni prosegue l’opera di chiusura del capannone. Operai di una ditta, incaricata dal Consorzio agrario provinciale di Pisa, ente proprietario dell’immobile, stanno provvedendo a proseguire i lavori di sbarramento di porte e finestre. L’obiettivo è quello d’impedire a sbandati, senza tetto e malintenzionati di trascorrere la notte nello stabile. «Ci avevano segnalato il problema degli ingressi e dei pernottamenti abusivi – dicono dalla sede di Pisa del Consorzio – Ed è normale intervenire con questo tipo di operazione per sbarrare gli accessi».
Del progetto, invece, si sa che dovrebbe prevedere l’abbattimento dell’attuale capannone e della costruzione di quattro palazzine da adibire a centro direzionale, abitazioni e negozi. Millozzi cade dalle nuvole quando gli viene chiesto che futuro potrà avere uno stabile di notevoli dimensioni in un’area a ridosso di una realtà densamente popolata come il Villaggio Gramsci da una parte e i binari della ferrovia dall’altro. Il direttore del Consorzio agrario provinciale di Pisa, Michele Conti, dice che «l’area di via Brigate Partigiane è inserita da anni nel piano di vendita e dismissioni di immobili di proprietà dell’ente. Il problema è che mancano investitori a cui consegnare gli spazi per realizzare le nuove costruzioni».
L’edilizia è ferma e blocca anche il recupero di un’area storica del quartiere dei Villaggi, con cui sono cresciute intere generazioni di ragazzini che guardavano oltre le sbarre del muro di cinta del piazzale, senza l’ardire di oltrepassare quel limite invalicabile. Lì dentro, un tempo, c’era lavoro, movimento di mezzi di prodotti, c’era ricchezza umana ed economica. Vederlo abbandonato è un pugno nello stomaco per chi è nato e cresciuto ai Villaggi.
Il direttore Conti, però, contesta la parola “abbandono”. «Non è assolutamente così – prosegue – In questi giorni abbiamo murato porte e finestre per impedire che chiunque possa entrare e fare i suoi comodi. Abbiamo guardie private che monitorano ogni notte la situazione, ma è chiaro che, essendo un’area molto vasta, è difficile se non impossibile controllare ogni centimetro quadrato della proprietà. Una cosa è certa, però. Non abbiamo abbandonato il consorzio di Pontedera. E anche dal punto di vista de taglio dell’erba interveniamo con regolarità. Anche nei prossimi giorni è prevista la presenza di addetti a questa specifica mansione. Proprio per evitare che la struttura cada nel degrado più assoluto e che si creino disagi per gli abitanti delle case nelle vicinanze del capannone».
Andreas Quirici
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La scena descritta da Luca Firmani durante il Caffè Tirreno dell’altra mattina al Bibi bar nel quartiere dei Villaggi ha uno scenario ben noto ai residenti della zona. Si tratta del Consorzio agrario, centro piuttosto importante per il settore in Valdera negli anni scorsi, ma da tanto tempo chiuso e, di fatto, abbandonato. All’inizio del mese di maggio, dentro al capannone che si affaccia su via Brigate Partigiane, avevano preso un 22enne di origine marocchina, evaso dagli arresti domiciliari. Un esempio di quello che accade nella struttura e che la proprietà sta cercando di arginare. Servirebbe un piano di recupero che, dalla sede di Pisa, dicono di avere già pronto. Ma che il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, dice di non avere mai visto. In realtà si tratta di un progetto di massima a cui, però, manca l’elemento più importante: gli investitori.
In attesa di capire quale futuro avrà il Consorzio, in questi giorni prosegue l’opera di chiusura del capannone. Operai di una ditta, incaricata dal Consorzio agrario provinciale di Pisa, ente proprietario dell’immobile, stanno provvedendo a proseguire i lavori di sbarramento di porte e finestre. L’obiettivo è quello d’impedire a sbandati, senza tetto e malintenzionati di trascorrere la notte nello stabile. «Ci avevano segnalato il problema degli ingressi e dei pernottamenti abusivi – dicono dalla sede di Pisa del Consorzio – Ed è normale intervenire con questo tipo di operazione per sbarrare gli accessi».
Del progetto, invece, si sa che dovrebbe prevedere l’abbattimento dell’attuale capannone e della costruzione di quattro palazzine da adibire a centro direzionale, abitazioni e negozi. Millozzi cade dalle nuvole quando gli viene chiesto che futuro potrà avere uno stabile di notevoli dimensioni in un’area a ridosso di una realtà densamente popolata come il Villaggio Gramsci da una parte e i binari della ferrovia dall’altro. Il direttore del Consorzio agrario provinciale di Pisa, Michele Conti, dice che «l’area di via Brigate Partigiane è inserita da anni nel piano di vendita e dismissioni di immobili di proprietà dell’ente. Il problema è che mancano investitori a cui consegnare gli spazi per realizzare le nuove costruzioni».
L’edilizia è ferma e blocca anche il recupero di un’area storica del quartiere dei Villaggi, con cui sono cresciute intere generazioni di ragazzini che guardavano oltre le sbarre del muro di cinta del piazzale, senza l’ardire di oltrepassare quel limite invalicabile. Lì dentro, un tempo, c’era lavoro, movimento di mezzi di prodotti, c’era ricchezza umana ed economica. Vederlo abbandonato è un pugno nello stomaco per chi è nato e cresciuto ai Villaggi.
Il direttore Conti, però, contesta la parola “abbandono”. «Non è assolutamente così – prosegue – In questi giorni abbiamo murato porte e finestre per impedire che chiunque possa entrare e fare i suoi comodi. Abbiamo guardie private che monitorano ogni notte la situazione, ma è chiaro che, essendo un’area molto vasta, è difficile se non impossibile controllare ogni centimetro quadrato della proprietà. Una cosa è certa, però. Non abbiamo abbandonato il consorzio di Pontedera. E anche dal punto di vista de taglio dell’erba interveniamo con regolarità. Anche nei prossimi giorni è prevista la presenza di addetti a questa specifica mansione. Proprio per evitare che la struttura cada nel degrado più assoluto e che si creino disagi per gli abitanti delle case nelle vicinanze del capannone».
Andreas Quirici
Tommaso Silvi
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