Il Tirreno

Pontedera

Buscemi condannato  a risarcire la ex compagna 

di Pietro Barghigiani
Buscemi condannato  a risarcire la ex compagna 

In Corte d’Appello il verdetto sulla presunta vicenda di stalking: l’attore è stato assolto per i fatti prima del febbraio 2009, prescritto per i successivi

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PISA. Un lungo pomeriggio davanti ai giudici della Corte d’Appello di Firenze e poco dopo le 19 la sentenza: assolto per i fatti anteriori al febbraio 2009 perché all’epoca la legge non li prevedeva come reati, non doversi procedere per quelli successivi fino al novembre dello stesso anno. Con una variante rispetto al verdetto di assoluzione «perché il fatto non sussiste» dell’8 gennaio 2016 a Pisa: la corte fiorentina ha condannato l’imputato Andrea Buscemi a risarcire i danni alla parte civile, Patrizia Pagliarone. La quantificazione del danno è demandata al Tribunale civile.
L’attore e regista Buscemi, 53 anni, presidente del Teatro di Cascina, era accusato di stalking dalla sua ex, Patrizia Pagliarone, 46 anni, di Pisa. «Sono contento matto, è una sentenza che mi soddisfa», commenta a caldo pochi minuti dopo la lettura del dispositivo. Al suo fianco gli avvocati Rubina Colombini e Carlo Porcaro D’Ambrosio.
«A livello penale è tutto finito – sottolinea Colombini – Sul risarcimento vedremo, va considerata anche la prescrizione». Il pm aveva chiesto la condanna a un anno.
L’udienza è iniziata nel primo pomeriggio: per ore tra accusa, difesa e parte civile le versioni sulla storia Buscemi-Pagliarone sono state rievocate e sottolineate a seconda delle prospettive dei soggetti in campo. Che la prescrizione fosse la tagliola che avrebbe interrotto il fronte penale della vicenda era un elemento acquisito. Era solo una questione di calendario alla mano. Il fatto nuovo, rispetto alla sentenza riformata di primo grado, è il riconoscimento del danno alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Eriberto Rosso. Non era quella di ieri la sede per fissare un importo. Sarà necessaria una nuova causa, stavolta davanti al Tribunale civile.
«I giudici hanno stabilito che il fatto storico c’è stato – rimarca il legale di Pagliarone – È stata fatta una rilettura degli episodi e dei contesti che ha portato a una risposta di giustizia. Come parte civile avevamo una pretesa risarcitoria e sul punto abbiamo avuto soddisfazione».
Il duello penale, insomma, si è chiuso ieri con una sentenza che riconosce il danno subito dalla donna e, in parte, prende atto della lunghezza dei tempi per accertare la verità. E come conseguenza di ciò la Corte d’Appello ha fissato le condizioni per aprire un nuovo fronte, quello civile. Un fuori tempo massimo a livello penale in cui i giudici introducono, in sostanza, un elemento per non chiudere definitivamente la partita. Con il Tribunale che non dovrà stabilire responsabilità penali, ma monetizzare il danno - evidentemente riconosciuto come tale - subìto dalla donna che per la Procura di Pisa fu il bersaglio di quello che avrebbe potuto essere l’autore di un manuale dello stalking.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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