Italia
pomarance
Il gruppo Frosali smentisce le voci di fallimento
POMARANCE. Ci sono voci di paese che riescono a mettere in difficoltà una famiglia e, in questo caso, anche un’azienda, visto che è a conduzione familiare. In tempi di Internet e di social network, è...
1 MINUTI DI LETTURA
POMARANCE. Ci sono voci di paese che riescono a mettere in difficoltà una famiglia e, in questo caso, anche un’azienda, visto che è a conduzione familiare. In tempi di Internet e di social network, è emblematico il caso che si è creato attorno al gruppo Frosali, che opera nel campo dei lavori stradali. Donatella Panicucci e suo figlio Francesco Frosali parlano di «voci messe in giro a Pomarance rispetto al fallimento della ditta di famiglia che sono assolutamente infondate».
«Sentiamo dire in paese che abbiamo fatto fallimento – dicono – In realtà stiamo lavorando, ma nella zona di Roma. E un indizio su cui si basano queste voci è legato al fatto che, nel piazzale della nostra azienda, non ci sono più alcuni mezzi che utilizzavamo per i lavori in Valdicecina. Questi mezzi sono stati venduti, perché non avevamo più utilità nel tenerli».
«Un nostro cliente è in concordato – sottolinea Francesco Frosali – Nei suoi confronti vantiamo un credito di 120mila euro, oltre a circa 70mila euro che dobbiamo avere da aziende della zona. Questo ha fatto sì che anche noi avessimo debiti con fornitori». E poi l’avvertimento: «Denunceremo ai carabinieri gli autori di queste voci nei nostri confronti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA+.
«Sentiamo dire in paese che abbiamo fatto fallimento – dicono – In realtà stiamo lavorando, ma nella zona di Roma. E un indizio su cui si basano queste voci è legato al fatto che, nel piazzale della nostra azienda, non ci sono più alcuni mezzi che utilizzavamo per i lavori in Valdicecina. Questi mezzi sono stati venduti, perché non avevamo più utilità nel tenerli».
«Un nostro cliente è in concordato – sottolinea Francesco Frosali – Nei suoi confronti vantiamo un credito di 120mila euro, oltre a circa 70mila euro che dobbiamo avere da aziende della zona. Questo ha fatto sì che anche noi avessimo debiti con fornitori». E poi l’avvertimento: «Denunceremo ai carabinieri gli autori di queste voci nei nostri confronti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA+.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google