Toscana
a un anno dalle amministrative
«Mdp non credibile con Antonelli»
Secondo Bizzarri la linea del rancore personale non può pagare
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lCASCINA. Il Pd ha perso il Comune dopo 70 anni candidando Alessio Antonelli. L’ex sindaco, dopo avere sbandierato la sua intenzione di lasciare la politica, pare avere cambiato idea.
«Ho letto che Antonelli sarebbe stato sconfitto come candidato sindaco del Pd perché “non sostenuto dai suoi” e “che sarebbe uscito dal Pd anche in caso di vittoria”. Ho sostenuto (anche con un ruolo operativo) il rivale di Antonelli alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco e trovo risibili queste affermazioni. L’analisi del voto ha mostrato che Antonelli ha (ahimé) perso perché prima e più di tutto migliaia di elettori del Pd non avevano più fiducia in lui – dice Ranieri Bizzarri -. La sconfitta però è stata sempre condivisa con tutto il gruppo dirigente del Pd, incluso me, che l’ha lealmente supportato e sostenuto dopo le primarie. Quando, dopo la sconfitta, Antonelli si è dimesso, non ha lasciato il Pd ripetendo anzi di voler svolgere al suo interno un ruolo di rilievo, ma ha abbandonato il consiglio comunale nonostante il mandato ricevuto dai cittadini e senza fornire alcuna spiegazione, lasciando così gli altri consiglieri eletti al loro destino». Un dato di fatto. Questa piccola storia «non meriterebbe di essere ricordata se non fornisse una chiave di lettura sul tema delle future alleanze del Pd. Condivido l’idea di un grande Pd, partito fulcro di un’alleanza di governo con forze più piccole e programmaticamente molto omogenee. È l’idea originale dell’Ulivo. Ma due fattori vanno sottolineati: la politica corre con le gambe delle persone e le rendite di posizione non sono accettabili. Chiedo, dunque: che credibilità può avere MdP a Cascina o altrove con promotori che fanno del rancore personale una linea politica? Dobbiamo, come si sta facendo a Pisa, incentrare il dibattito sull’alleanza con MdP partendo dall’idea che senza il suo seguito politico siamo condannati alla sconfitta alle future comunali nel capoluogo? E questo non vale solo per MdP, sia chiaro. La rendita di posizione dei partitini non sostituisce la credibilità di governo, che è basata sulla chiarezza programmatica e sull’analisi scevra da pregiudizi di quello che ha o non ha funzionato in precedenza. Mi sia lecito pensare che discutere con certi improvvisati capopopolo, o riconoscere a prescindere un rilievo politico senza guardare al merito molto spesso può essere l’anticamera di una cocente sconfitta», conclude Bizzarri, membro della direzione provinciale e della segreteria comunale del Pd.
«Ho letto che Antonelli sarebbe stato sconfitto come candidato sindaco del Pd perché “non sostenuto dai suoi” e “che sarebbe uscito dal Pd anche in caso di vittoria”. Ho sostenuto (anche con un ruolo operativo) il rivale di Antonelli alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco e trovo risibili queste affermazioni. L’analisi del voto ha mostrato che Antonelli ha (ahimé) perso perché prima e più di tutto migliaia di elettori del Pd non avevano più fiducia in lui – dice Ranieri Bizzarri -. La sconfitta però è stata sempre condivisa con tutto il gruppo dirigente del Pd, incluso me, che l’ha lealmente supportato e sostenuto dopo le primarie. Quando, dopo la sconfitta, Antonelli si è dimesso, non ha lasciato il Pd ripetendo anzi di voler svolgere al suo interno un ruolo di rilievo, ma ha abbandonato il consiglio comunale nonostante il mandato ricevuto dai cittadini e senza fornire alcuna spiegazione, lasciando così gli altri consiglieri eletti al loro destino». Un dato di fatto. Questa piccola storia «non meriterebbe di essere ricordata se non fornisse una chiave di lettura sul tema delle future alleanze del Pd. Condivido l’idea di un grande Pd, partito fulcro di un’alleanza di governo con forze più piccole e programmaticamente molto omogenee. È l’idea originale dell’Ulivo. Ma due fattori vanno sottolineati: la politica corre con le gambe delle persone e le rendite di posizione non sono accettabili. Chiedo, dunque: che credibilità può avere MdP a Cascina o altrove con promotori che fanno del rancore personale una linea politica? Dobbiamo, come si sta facendo a Pisa, incentrare il dibattito sull’alleanza con MdP partendo dall’idea che senza il suo seguito politico siamo condannati alla sconfitta alle future comunali nel capoluogo? E questo non vale solo per MdP, sia chiaro. La rendita di posizione dei partitini non sostituisce la credibilità di governo, che è basata sulla chiarezza programmatica e sull’analisi scevra da pregiudizi di quello che ha o non ha funzionato in precedenza. Mi sia lecito pensare che discutere con certi improvvisati capopopolo, o riconoscere a prescindere un rilievo politico senza guardare al merito molto spesso può essere l’anticamera di una cocente sconfitta», conclude Bizzarri, membro della direzione provinciale e della segreteria comunale del Pd.
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