Gioco
Dopo il rave party controlli in questura per gli organizzatori
ORENTANO. Potrebbe essere avere strascichi il rave party organizzato nelle colline del Compitese, nel territorio di Capannori, e a due passi dai confini municipali di Altopascio, Bientina e...
2 MINUTI DI LETTURA
ORENTANO. Potrebbe essere avere strascichi il rave party organizzato nelle colline del Compitese, nel territorio di Capannori, e a due passi dai confini municipali di Altopascio, Bientina e Castelfranco di Sotto, nella notte tra sabato e domenica (ma che, stando ad alcune testimonianze, avrebbe avuto un seguito – seppur in forma più ridotta – fino alla scorsa notte).
Diversi partecipanti alla manifestazione sono stati oggetto di controlli e identificazione da parte delle forze dell’ordine, e alcuni di loro (tra questi vi sarebbero anche alcuni dei quelli riconosciuti come organizzatori della manifestazione) sono stati anche condotti in questura. Sul posto erano intervenuti i carabinieri del compitese e gli agenti della polizia di Lucca, oltre ai vigili urbani dei diversi Comuni coinvolti per il grande flusso di auto alla volta della festa e per i parcheggi selvaggi, il tutto su una viabilità pericolosa.
Tutto era cominciato sabato notte, quando non solo nel Compitese, ma anche nei comuni confinanti, e persino in località distanti diversi chilometri (come nella frazione altopascese di Spianate, sul confine comunale opposto rispetto a Capannori) la quiete della notte è stata violata da musica, o rumore a seconda dei punti di vista, a un volume altissimo. Musica (o rumore) che arrivava da un appezzamento di campagna dove, secondo il meccanismo dei rave party, attraverso il tam tam su internet, si erano dati appuntamento gli appassionati di queste “feste clandestine”, allestite cioè senza richiedere alcun tipo di autorizzazione.
Un appuntamento che ha avuto successo, anche perché accanto al passaparola via social si era aggiunto quello diretto, a voce: molti dei partecipanti infatti sono arrivati qua direttamente da Pisa dove, sabato pomeriggio, si era svolta “Canapisa”, la manifestazione a favore della liberalizzazione delle droghe leggere.
Alla fine un migliaio le persone, in gran parte giovani, che si sono ritrovate in quest’angolo di tranquilla – prima del loro arrivo – campagna, per tirare a ballare fino all’alba (e oltre, visto che alcuni sono rimasti in zona fino alla notte successiva).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Diversi partecipanti alla manifestazione sono stati oggetto di controlli e identificazione da parte delle forze dell’ordine, e alcuni di loro (tra questi vi sarebbero anche alcuni dei quelli riconosciuti come organizzatori della manifestazione) sono stati anche condotti in questura. Sul posto erano intervenuti i carabinieri del compitese e gli agenti della polizia di Lucca, oltre ai vigili urbani dei diversi Comuni coinvolti per il grande flusso di auto alla volta della festa e per i parcheggi selvaggi, il tutto su una viabilità pericolosa.
Tutto era cominciato sabato notte, quando non solo nel Compitese, ma anche nei comuni confinanti, e persino in località distanti diversi chilometri (come nella frazione altopascese di Spianate, sul confine comunale opposto rispetto a Capannori) la quiete della notte è stata violata da musica, o rumore a seconda dei punti di vista, a un volume altissimo. Musica (o rumore) che arrivava da un appezzamento di campagna dove, secondo il meccanismo dei rave party, attraverso il tam tam su internet, si erano dati appuntamento gli appassionati di queste “feste clandestine”, allestite cioè senza richiedere alcun tipo di autorizzazione.
Un appuntamento che ha avuto successo, anche perché accanto al passaparola via social si era aggiunto quello diretto, a voce: molti dei partecipanti infatti sono arrivati qua direttamente da Pisa dove, sabato pomeriggio, si era svolta “Canapisa”, la manifestazione a favore della liberalizzazione delle droghe leggere.
Alla fine un migliaio le persone, in gran parte giovani, che si sono ritrovate in quest’angolo di tranquilla – prima del loro arrivo – campagna, per tirare a ballare fino all’alba (e oltre, visto che alcuni sono rimasti in zona fino alla notte successiva).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google