La protesta
associazione amici del vallo di diano guidata da Gesualdo russo
Conferenza sul brigantaggio
Il prof Cinnella ha spiegato l’origine e lo sviluppo del fenomeno
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CASCINA. Buona affluenza di pubblico alla prima iniziativa dell’associazione Amici del Vallo di Diano in Toscana, che ha aperto le proprie attività con una conferenza sulla storia del brigantaggio curata da Ettore Cinnella, professore dell’Università di Pisa.
«L’associazione – spiega il presidente Gesualdo Russo – è nata per iniziativa di alcuni valdianesi residenti in provincia e nel resto della Toscana. Vogliamo promuovere eventi culturali e tenere vivo il rapporto con la nostra terra di origine, con la nostra storia. Un popolo senza storia è senza futuro. Infatti abbiamo deciso di organizzare una conferenza sul brigantaggio, un fenomeno originario delle nostre terre».
L’associazione ha sede alla Misericordia di Latignano e conta già 50 soci. Tra questi, anche Daniele Arnone, cascinese di prima generazione, legato alle terre di origine del padre. «Nel 1986 – racconta Arnone – mio padre si traferì in Toscana dal Vallo di Diano e conobbe quella che poi sarebbe stata mia mamma. Anche lei ha origini campane ed io sono rimasto legato a quelle terre. Laggiù ho i parenti, il Vallo di Diano è un posto bellissimo. A Padula ad esempio, c’è la certosa di San Lorenzo, la più grande di Europa».
Presente in sala anche don Andrea La Regina, responsabile emergenze della Caritas italiana. «Ho risposto volentieri all’invito – spiega – poiché campani e toscani hanno molto in comune su diversi aspetti: l’attaccamento al lavoro, l’essere propositivi e capaci imprenditori».
L’associazione Amici del Vallo di Diano in Toscana è giovane, ma già conosciuta. All’evento ha voluto partecipare anche Antonio Americo Cimino, dottore residente a Cascina da oltre quarant’anni e salito in Toscana in giovane età per studiare medicina a Pisa: «Dopo gli studi, conosciuta mia moglie, sono rimasto in Toscana. Resto legato alle mie origini, turno al Sud spesso. Credo che questa associazione potrà servire per legare due località lontane, ma molto vicine dal punto di vista del pensiero e della cultura. Per noi che da tanto tempo viviamo lontani da casa, sarà un modo per rimanere meno isolati e rivivere le emozioni e i ricordi del passato».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«L’associazione – spiega il presidente Gesualdo Russo – è nata per iniziativa di alcuni valdianesi residenti in provincia e nel resto della Toscana. Vogliamo promuovere eventi culturali e tenere vivo il rapporto con la nostra terra di origine, con la nostra storia. Un popolo senza storia è senza futuro. Infatti abbiamo deciso di organizzare una conferenza sul brigantaggio, un fenomeno originario delle nostre terre».
L’associazione ha sede alla Misericordia di Latignano e conta già 50 soci. Tra questi, anche Daniele Arnone, cascinese di prima generazione, legato alle terre di origine del padre. «Nel 1986 – racconta Arnone – mio padre si traferì in Toscana dal Vallo di Diano e conobbe quella che poi sarebbe stata mia mamma. Anche lei ha origini campane ed io sono rimasto legato a quelle terre. Laggiù ho i parenti, il Vallo di Diano è un posto bellissimo. A Padula ad esempio, c’è la certosa di San Lorenzo, la più grande di Europa».
Presente in sala anche don Andrea La Regina, responsabile emergenze della Caritas italiana. «Ho risposto volentieri all’invito – spiega – poiché campani e toscani hanno molto in comune su diversi aspetti: l’attaccamento al lavoro, l’essere propositivi e capaci imprenditori».
L’associazione Amici del Vallo di Diano in Toscana è giovane, ma già conosciuta. All’evento ha voluto partecipare anche Antonio Americo Cimino, dottore residente a Cascina da oltre quarant’anni e salito in Toscana in giovane età per studiare medicina a Pisa: «Dopo gli studi, conosciuta mia moglie, sono rimasto in Toscana. Resto legato alle mie origini, turno al Sud spesso. Credo che questa associazione potrà servire per legare due località lontane, ma molto vicine dal punto di vista del pensiero e della cultura. Per noi che da tanto tempo viviamo lontani da casa, sarà un modo per rimanere meno isolati e rivivere le emozioni e i ricordi del passato».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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