La protesta
La Banca di Pisa presenta ai soci l’adesione a Iccrea
La decisione è stata presa dal Consiglio d’amministrazione l’assemblea dovrà approvarla con il rinnovo delle cariche
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FORNACETTE. È tempo di grandi cambiamenti per la Banca di Pisa e Fornacette.
Dopo la riforma delle banche di credito cooperativo la Banca di Pisa si appresta a scegliere Iccrea e quindi a lasciare il gruppo Cabel. La decisione dell’adesione al Gruppo bancario è stata presa dal consiglio d’amministrazione e sarà sottoposta per l’approvazione definitiva all’assemblea dei soci che si svolgerà sabato 20 maggio nella sede direzionale a Fornacette.
Questa delibera del Consiglio d’amministrazione dell’istituto pisano sarà all’ordine del giorno insieme all’approvazione del bilancio 2016 e al rinnovo delle cariche sociali, come la banca spiega e secondo le informazioni che i soci hanno già ricevuto insieme alla convocazione dell’assemblea. Un passaggio questo a cui la direzione della Banca di Pisa e Fornacette ha lavorato a partire dalle settimane successive alla modifica del quadro normativo di riferimento: la riforma del credito cooperativo ha infatti imposto un importante riflessione per valutare e decidere un nuovo percorso da intraprendere. La scelta di Iccrea (gruppo che nel contesto nazionale ha raccolto 171 adesioni di cui molte sono banche di grandi dimensioni) è stata ritenuta la più opportuna per dare la possibilità all’istituto di credito, che oggi ha 238 dipendenti e 20 filiali presenti sul territorio, e che da circa un anno ha una sede anche in Lungarno a Pisa, di continuare ad avere radici salde nel territorio e al tempo stesso di mantenere la sua autonomia, nell’ambito di una struttura più grande che assicurerà la massima solidità patrimoniale alla banca.
«La riforma prevede la costituzione di una capogruppo, in questo caso Iccrea, con un patrimonio netto di almeno un miliardo di euro - precisa il direttore generale Mauro Benigni - Il capitale della spa deve essere in ogni caso detenuto dalle Bcc per almeno il 51%. La capogruppo controlla le Bcc attraverso un contratto di coesione che definisce anche un sistema di garanzie incrociate per mettere a fattor comune il patrimonio delle Bcc aderenti al gruppo. Questo meccanismo amplifica e consolida la solidità patrimoniale di ogni singola banca partecipante».
La decisione ha tenuto conto anche di altri aspetti ad esempio la possibilità di poter continuare a destinare il patrimonio della banca a sostegno dello sviluppo del territorio di riferimento poiché Iccrea ha una dotazione patrimoniale di 1, 7 miliardi e per questo non avrà necessità di sottrarre risorse alle singole banche.
«L’adesione al gruppo bancario Iccrea assicura inoltre un sistema ampio e personalizzato di prodotti e servizi, viene dunque considerata un passo importante per permettere alla Banca di Pisa e Fornacette di rispondere sempre meglio e con soluzioni innovative alle necessità della propria clientela», spiegano ancora dalla banca pisana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dopo la riforma delle banche di credito cooperativo la Banca di Pisa si appresta a scegliere Iccrea e quindi a lasciare il gruppo Cabel. La decisione dell’adesione al Gruppo bancario è stata presa dal consiglio d’amministrazione e sarà sottoposta per l’approvazione definitiva all’assemblea dei soci che si svolgerà sabato 20 maggio nella sede direzionale a Fornacette.
Questa delibera del Consiglio d’amministrazione dell’istituto pisano sarà all’ordine del giorno insieme all’approvazione del bilancio 2016 e al rinnovo delle cariche sociali, come la banca spiega e secondo le informazioni che i soci hanno già ricevuto insieme alla convocazione dell’assemblea. Un passaggio questo a cui la direzione della Banca di Pisa e Fornacette ha lavorato a partire dalle settimane successive alla modifica del quadro normativo di riferimento: la riforma del credito cooperativo ha infatti imposto un importante riflessione per valutare e decidere un nuovo percorso da intraprendere. La scelta di Iccrea (gruppo che nel contesto nazionale ha raccolto 171 adesioni di cui molte sono banche di grandi dimensioni) è stata ritenuta la più opportuna per dare la possibilità all’istituto di credito, che oggi ha 238 dipendenti e 20 filiali presenti sul territorio, e che da circa un anno ha una sede anche in Lungarno a Pisa, di continuare ad avere radici salde nel territorio e al tempo stesso di mantenere la sua autonomia, nell’ambito di una struttura più grande che assicurerà la massima solidità patrimoniale alla banca.
«La riforma prevede la costituzione di una capogruppo, in questo caso Iccrea, con un patrimonio netto di almeno un miliardo di euro - precisa il direttore generale Mauro Benigni - Il capitale della spa deve essere in ogni caso detenuto dalle Bcc per almeno il 51%. La capogruppo controlla le Bcc attraverso un contratto di coesione che definisce anche un sistema di garanzie incrociate per mettere a fattor comune il patrimonio delle Bcc aderenti al gruppo. Questo meccanismo amplifica e consolida la solidità patrimoniale di ogni singola banca partecipante».
La decisione ha tenuto conto anche di altri aspetti ad esempio la possibilità di poter continuare a destinare il patrimonio della banca a sostegno dello sviluppo del territorio di riferimento poiché Iccrea ha una dotazione patrimoniale di 1, 7 miliardi e per questo non avrà necessità di sottrarre risorse alle singole banche.
«L’adesione al gruppo bancario Iccrea assicura inoltre un sistema ampio e personalizzato di prodotti e servizi, viene dunque considerata un passo importante per permettere alla Banca di Pisa e Fornacette di rispondere sempre meglio e con soluzioni innovative alle necessità della propria clientela», spiegano ancora dalla banca pisana.
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