Toscana
Case popolari, 187 morosi C’è chi deve 36mila euro
Il Comune di Cascina ha terminato le verifiche su chi occupa gli alloggi popolari L’assessore Ziello: saremo inflessibili con chi si è approfittato dell’assegnazione
2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. È finita la fase di verifica della situazione degli alloggi popolari cascinesi che era iniziata nei mesi scorsi. Sono state accertate centottantasette morosità suddivise in quattro fasce: alta, media, bassa e lieve. Sei rientrano nella fascia alta e che va dai 36.000 ai 26.000 euro; ventidue in quella media che comprende quella dai 25.000 ai 10.000 euro; cinquanta nella fascia da 8.000 a 2.000 euro e infine centonove morosità da 1.900 a 100 euro.
«Per chi si trova in difficoltà oggettive – spiega l’assessore al sociale Edoardo Ziello – agiremo con un programma di recupero, che prepareremo insieme ai servizi sociali che stanno già avviando tutte le procedure. Ma la linea sarà inflessibile nei confronti di chi si è approfittato dell'assegnazione dell'alloggio, non pagandone il relativo canone, senza alcuna problematica economica».
Anche per sottolineare l’importanza delle verifiche, Ziello ricorda che il mancato incasso regolare dei canoni impedisce di eseguire con efficienza tutti quegli interventi di manutenzione necessari agli alloggi di edilizia sociale.
«Sul versante dei redditi - spiega - è stata avviata una verifica su centosessantacinque Isee e grazie a queste verifiche siamo riusciti a rideterminare il canone ad alcune famiglie che pagavano troppo poco rispetto al proprio valore reddituale».
Sono state anche controllate le eventuali proprietà degli assegnatari. «Sono emersi trentasette occupanti titolari parziali di qualche possedimento. In particolare quindici con una quota su terreni e ventidue tra usufrutti e nude proprietà», aggiunge l’assessore precisando ulteriori aspeti. «Su questi proprietari parziali non possiamo avviare alcuna procedura di decadenza poiché, in questi casi, la legge, che regola la materia, non ammette la decadenza dall'assegnazione».
Nel frattempo per il controllo sulle proprietà immobiliari nei confronti dei cittadini dell’Unione Europea ed extra-Ue stanno per scadere i termini per la presentazione delle certificazioni autenticate attestanti l'assenza della titolarità di diritti reali all'estero. Richiesta che è stata fatta con lettere protocollate nei mesi scorsi, concedendo un termine di sessanta giorni.
Alcune persone per problemi di salute certificati hanno ottenuto una proroga per il termine di presentazione, ma chi non porterà la documentazione richiesta entro il termine utile integrerà una causa di decadenza e dovrà lasciare l'alloggio.
Sono venute alla luce altre 33 situazioni anomale per le quali sono stati chiesti chiarimenti ai singoli nuclei familiari con l'ausilio dell'ufficio anagrafe in quanto gli alloggi sono occupati da persone diverse da quelle che risultano al Comune.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Per chi si trova in difficoltà oggettive – spiega l’assessore al sociale Edoardo Ziello – agiremo con un programma di recupero, che prepareremo insieme ai servizi sociali che stanno già avviando tutte le procedure. Ma la linea sarà inflessibile nei confronti di chi si è approfittato dell'assegnazione dell'alloggio, non pagandone il relativo canone, senza alcuna problematica economica».
Anche per sottolineare l’importanza delle verifiche, Ziello ricorda che il mancato incasso regolare dei canoni impedisce di eseguire con efficienza tutti quegli interventi di manutenzione necessari agli alloggi di edilizia sociale.
«Sul versante dei redditi - spiega - è stata avviata una verifica su centosessantacinque Isee e grazie a queste verifiche siamo riusciti a rideterminare il canone ad alcune famiglie che pagavano troppo poco rispetto al proprio valore reddituale».
Sono state anche controllate le eventuali proprietà degli assegnatari. «Sono emersi trentasette occupanti titolari parziali di qualche possedimento. In particolare quindici con una quota su terreni e ventidue tra usufrutti e nude proprietà», aggiunge l’assessore precisando ulteriori aspeti. «Su questi proprietari parziali non possiamo avviare alcuna procedura di decadenza poiché, in questi casi, la legge, che regola la materia, non ammette la decadenza dall'assegnazione».
Nel frattempo per il controllo sulle proprietà immobiliari nei confronti dei cittadini dell’Unione Europea ed extra-Ue stanno per scadere i termini per la presentazione delle certificazioni autenticate attestanti l'assenza della titolarità di diritti reali all'estero. Richiesta che è stata fatta con lettere protocollate nei mesi scorsi, concedendo un termine di sessanta giorni.
Alcune persone per problemi di salute certificati hanno ottenuto una proroga per il termine di presentazione, ma chi non porterà la documentazione richiesta entro il termine utile integrerà una causa di decadenza e dovrà lasciare l'alloggio.
Sono venute alla luce altre 33 situazioni anomale per le quali sono stati chiesti chiarimenti ai singoli nuclei familiari con l'ausilio dell'ufficio anagrafe in quanto gli alloggi sono occupati da persone diverse da quelle che risultano al Comune.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
