Gioco
Tradito dallo scontrino viene arrestato con l’accusa di rapina
di Flavia Barsotti
In carcere un 37enne accusato di un raid nella casa di un imprenditore Nell’auto abbandonata dopo la fuga la prova di un acquisto a Pisa
3 MINUTI DI LETTURA
MONTECARLO. Sono stati uno scontrino e la Skoda Fabia di colore grigio, abbandonata dopo il colpo, a mettere gli inquirenti sulle tracce di Agron Hasani, il kosovaro di 37 anni ritenuto uno degli autori della rapina messa a segno a Montecarlo lo scorso 27 febbraio, nell’abitazione dell’imprenditore Giovanni Pieroni. Due elementi che, a seguito delle indagini condotte dal tenente colonnello Dario Anfuso, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Salvatore Giannino, hanno fatto scattare le manette per l’uomo che si trovava nella sua abitazione di Cascina già agli arresti domiciliari.
Da qui, la misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lucca, Riccardo Nerucci, perché il kosovaro risultava recidivo in virtù di una sentenza di condanna per rapina negli ultimi cinque anni. Un soggetto già noto alle forze dell’ordine anche per una serie di furti in abitazione commessi tra Pisa, Firenze e Cascina e perché coinvolto negli scontri avvenuti a gennaio 2008 nel campo nomadi di Coltano a Pisa.
L’episodio accaduto a Montecarlo, in località San Salvatore, risale invece a due mesi e mezzo fa. Intorno alle 21, una banda composta da quattro o cinque individui con accento dell’est Europa, aggredirono alle spalle Giovanni Pieroni, titolare del concessionario “Pieroni Moto”, uscito in giardino perché insospettito dal continuo abbaiare del cane. Pieroni venne colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola e, con le mani bloccate da alcune fascette di plastica da elettricista, venne costretto a riaprire la porta di casa. I banditi salirono al piano superiore, dopo aver immobilizzato anche la moglie e la figlia della vittima, e obbligarono l’uomo ad aprire la cassaforte da cui prelevarono diversi oggetti in oro e alcuni Rolex per un valore complessivo di circa 70-80mila euro. I criminali, che agirono muniti di guanti e a volto coperto, scapparono poi a bordo di una Skoda Fabia grigia in direzione Valdinievole, ma in prossimità della rotonda di Macchie di San Piero a Pescia, persero il controllo della vettura andando a sbattere contro un muretto. Proprio dall’auto, abbandonata sul posto, sono iniziate le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, coadiuvati dalla stazione di Altopascio.
«All’interno è stato rinvenuto uno scontrino che riportava ora e data di acquisto di un paio di guanti in un negozio della provincia di Pisa - racconta il procuratore capo, Pietro Suchan –. Le telecamere di sicurezza dell’esercizio hanno permesso di individuare Agron Hasani mentre, tre giorni prima della rapina, acquistava i guanti utilizzati per il colpo». Inoltre, la Skoda Fabia, intestata ad altre persone ma in uso con continuità al kosovaro, si è rivelata essere la stessa con cui l’uomo si presentava quotidianamente alla stazione dei carabinieri perché soggetto ad obbligo di firma. Il 37enne è accusato di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e sequestro di persona ed è in carcere a San Giorgio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Da qui, la misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lucca, Riccardo Nerucci, perché il kosovaro risultava recidivo in virtù di una sentenza di condanna per rapina negli ultimi cinque anni. Un soggetto già noto alle forze dell’ordine anche per una serie di furti in abitazione commessi tra Pisa, Firenze e Cascina e perché coinvolto negli scontri avvenuti a gennaio 2008 nel campo nomadi di Coltano a Pisa.
L’episodio accaduto a Montecarlo, in località San Salvatore, risale invece a due mesi e mezzo fa. Intorno alle 21, una banda composta da quattro o cinque individui con accento dell’est Europa, aggredirono alle spalle Giovanni Pieroni, titolare del concessionario “Pieroni Moto”, uscito in giardino perché insospettito dal continuo abbaiare del cane. Pieroni venne colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola e, con le mani bloccate da alcune fascette di plastica da elettricista, venne costretto a riaprire la porta di casa. I banditi salirono al piano superiore, dopo aver immobilizzato anche la moglie e la figlia della vittima, e obbligarono l’uomo ad aprire la cassaforte da cui prelevarono diversi oggetti in oro e alcuni Rolex per un valore complessivo di circa 70-80mila euro. I criminali, che agirono muniti di guanti e a volto coperto, scapparono poi a bordo di una Skoda Fabia grigia in direzione Valdinievole, ma in prossimità della rotonda di Macchie di San Piero a Pescia, persero il controllo della vettura andando a sbattere contro un muretto. Proprio dall’auto, abbandonata sul posto, sono iniziate le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, coadiuvati dalla stazione di Altopascio.
«All’interno è stato rinvenuto uno scontrino che riportava ora e data di acquisto di un paio di guanti in un negozio della provincia di Pisa - racconta il procuratore capo, Pietro Suchan –. Le telecamere di sicurezza dell’esercizio hanno permesso di individuare Agron Hasani mentre, tre giorni prima della rapina, acquistava i guanti utilizzati per il colpo». Inoltre, la Skoda Fabia, intestata ad altre persone ma in uso con continuità al kosovaro, si è rivelata essere la stessa con cui l’uomo si presentava quotidianamente alla stazione dei carabinieri perché soggetto ad obbligo di firma. Il 37enne è accusato di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e sequestro di persona ed è in carcere a San Giorgio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
