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Pontedera

Il misuratore di pressione? Gli infermieri se lo portano da casa

Un misuratore della pressione all'ospedale Lotti di Pontedera (foto Silvi)
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Un misuratore della pressione all'ospedale Lotti di Pontedera (foto Silvi)

Pontedera: i professionisti di ortopedia del Lotti hanno chiesto apparecchi elettronici e non avendoli ricevuti hanno deciso di acquistarli con i propri soldi

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PONTEDERA. In tempi di crisi economica e di tagli indiscriminati alla spesa può anche capitare che gli infermieri, se chiedono ausili che l’azienda sanitaria non ritiene necessari, decidano di portarseli da casa. È quello che a quanto pare succede a Pontedera, all’ospedale Lotti, nel reparto di ortopedia. Lo strumento in questione è sfigmomanometro per misurare la pressione arteriosa. Alcuni infermieri hanno chiesto all’Asl di poter misurare la pressione arteriosa dei pazienti con apparecchi elettronici. La richiesta però non è stata presa in considerazione dall’Asl che li ritiene meno affidabili di quelli tradizionali, con bracciale e pompetta, utilizzati normalmente dai medici.

Ma dopo che la richiesta è caduta nel vuoto, come spiega Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, c’è stato chi, sempre per cercare di ottimizzare i tempi, ha acquistato in proprio lo strumento di lavoro. Di questo si sono accorti alcuni pazienti rimasti colpiti dal fatto che, oltre a dover portare da casa alcuni farmaci, hanno visto che alcuni infermieri usano misuratori di pressioni portati da casa.

Abbiamo provato a saperne di più su questa che appare comunque un’anomalia. L’Asl prima ha smentito il problema e successivamente ha preso tempo per verificare se effettivamente alcuni infermieri usano uno strumento acquistato con soldi propri. «Per l’Asl l’unico strumento che deve essere utilizzato è quello che viene messo a disposizione dall’azienda stessa – spiega Andrea Lenzini, direttore del servizio infermieristico di Pontedera – faremo alcune verifiche per capire se c’è un problema. Nessuno potrà dire che nel reparto non ci sono strumenti per misurare la pressione. Poi se qualcuno non si attiene alle regole verificheremo».

«Come sappiamo bene nei reparti del Lotti, così come succede nell’azienda ospedaliera pisana – spiega Carbocci – il vero problema è la carenza di infermieri e di personale che si occupa dell’assistenza dei degenti, in modo particolare degli anziani che sono sempre più numerosi». Nel reparto di ortopedia gli infermieri hanno chiesto di avere strumenti più moderni rispetto a quelli classici forniti dall’Asl. «La risposta che hanno ottenuto – spiega Carbocci – è stata negativa e così alcuni colleghi hanno acquistato in proprio un paio di strumenti automatici».

E questo passaggio non dovrebbe essere sfuggito all’azienda. Tanto che più volte al personale, che quando resta senza alcuni presidi medici chiede aiuto ai reparti vicini, in attesa che l’azienda sostituisca quelli che non possono essere utilizzati.

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