Sicurezza
Stella Maris, alcuni operatori sospesi chiedono di tornare al lavoro
Fauglia, dopo i casi di maltrattamento scoperti in seguito alla denuncia di una famiglia. Le telecamere hanno documentato i comportamenti degli operatori
FAUGLIA.La prossima settimana si conosceranno le decisioni del tribunale di Firenze, a cui hanno presentato ricorso - discusso ieri mattina - i legali di tre degli operatori sospesi dal servizio per un anno dal Gip del tribunale di Pisa, nell’ambito dell’inchiesta sui maltrattamenti ai danni dei disabili seguiti nella struttura di Montalto di Fauglia, gestita dalla Fondazione Stella Maris. L’inchiesta, condotta dal pm Paola Rizzo, della Procura di Pisa, è partita dopo la denuncia dei familiari di un ragazzo assistito nella struttura. I carabinieri hanno poi installato all’interno della residenza una telecamera, che ha controllato quanto è avvenuto per più mesi all’interno di una delle due mense della struttura. Una volta che sono stati documentati i comportamenti, che nove operatori avevano nei confronti dei disabili, e valutata la loro rilevanza penale, il pubblico ministero ne ha chiesto la sospensione del servizio per un anno. La misura, applicata prima a 4 operatori, e poi ad altri, era stata giudicata eccessiva dai difensori. Di conseguenza i legali di tre degli indagati avevano fatto ricorso in appello per chiedere o la revoca della sospensione o un’attenuazione del provvedimento, che ne riduca la durata. L’avvocato Francesco Guardavaccaro, che difende uno degli indagati, fin dall’inizio aveva spiegato che molti degli operatori non hanno la formazione e la preparazione necessarie per affrontare disabili che sono così impegnativi per le gravi patologie psichiatriche che hanno. La vicenda è seguita con grande attenzione dalle famiglie dei disabili ma anche dall'Asl che finora, come dimostra l'inchiesta, non aveva seguito con grande attenzione - questo emerge dalle segnalazioni - quello che avveniva nella struttura di Fauglia.
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