La carica delle 99 lottizzazioni rimaste incompiute
Gli interventi sono stati ultimati anche più di dieci anni fa ma il Comune di Cascina non li ha mai collaudati
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CASCINA. La storia delle 99 lottizzazioni incompiute (tra loro anche piani unitari convenzionati), senza un collaudo definitivo, ha ancora un finale aperto. Non è chiaro come finirà per molte di queste pratiche che senza un apparente motivo sono rimaste chiuse in qualche cassetto e rispolverate ogni volta che un cittadino andava a protestare, anche se poi una vera soluzione non è stata trovata. Ci sono cittadini che devono pagare ogni anno le fidejussioni a garanzia perché il Comune non ha fatto i collaudi. Un contesto in cui emergerebbero responsabilità di carattere tecnico e politico a cui il Comune deve comunque dare risposte. È questo uno dei motivi che in passato avrebbe portato al trasferimento ad un altro settore della vecchia responsabile dei lavori pubblici in quanto lei non poteva oggettivamente firmare collaudi per opere che non erano a norma.
L’amministrazione subentrata a quella dell’ex sindaco Alessio Antonelli, già assessore all’urbanistica quando era sindaco Moreno Franceschini tra le varie eredità, ha trovato anche questa. «Sì, abbiamo trovato 99 casi di lottizzazioni in cui i lavori sono stati conclusi, ma di cui per un motivo o un altro la pratica è rimasta aperta, mai chiusa e archiviata come invece sarebbe logico immaginare», spiega Gino Logli, assessore all’urbanistica.
Uno dei leitmotiv del centrosinistra e dell’opposizione in generale è quello che vuole l’attuale amministrazione invischiata in questioni politiche e poco legata al fare concreto. È emerso in questi giorni con la lottizzazione di via Fosso Vecchio e le proteste per il mancato taglio della siepe lungo la strada che peraltro compete ai privati. Ma se capita un incidente chi ne risponde? Probabilmente anche il Comune.
«Noi ci stiamo occupando di queste 99 lottizzazioni da 8 mesi — spiega Logli — e stiamo cercando di ricostruire quello che è successo tra ditte che sono fallite, altre che hanno lasciato i lavori, altre ancora che sono subentrate. A questo punto, oltre a fare denunce, ci siamo messi al lavoro con i vari settori edilizia privata, urbanistica, lavori pubblici e ufficio patrimonio, nel tentativo di dare risposte a quei cittadini che da anni aspettano di vedere chiudere pratiche urbanistiche incompiute».
Alla successiva domanda, mirata a capire come mai si è arrivati a questa situazione di stallo, tanto per usare un eufemismo, l’assessore di Forza Italia risponde dicendo che i casi sono diversi e che la revisione al regolamento urbanistico è stata chiusa dai predecessori troppo in fretta, poiché c’era una scadenza elettorale vicina ma i problemi non sono stati affrontati.
«Ci sono sei o sette lottizzazioni ferme in quanto le opere di urbanizzazione realizzate non sono compatibili con i progetti. Abbiamo trovato strade, all’interno di piani di lottizzazione, che sono state realizzate troppo strette e sono in contrasto con quello che prevede il codice stradale».
Si segnalano poi inghippi ulteriori in quanto gli uffici danno una interpretazione parziale del decreto che regola le norme per la costruzione delle strade.
Il quadro delle “incompiute” è stato presentato anche alla commissione urbanistica e lavori pubblici. Dagli armadi lentamente escono altri scheletri. Ci sono due strade “gemelle”, una è stata collaudata e un’altra no. Quella non collaudata è vicino a via Di Mezzo a Laiano e l’altra si trova tra via Di Mezzo e via Cammeo a Zambra.
Il motivo? «Ancora non lo sappiamo — conclude l’assessore — ma non è questa l’unica stranezza. Il Comune non aveva un archivio delle lottizzazioni, per esempio. Negli ultimi 10-15 anni nessuno ne aveva sentito il bisogno. Ora lo abbiamo istituito. Abbiamo bisogno ancora di un po’ di tempo e poi contiamo di chiudere di firmare convenzioni bloccate da tempo», chiude l’assessore.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’amministrazione subentrata a quella dell’ex sindaco Alessio Antonelli, già assessore all’urbanistica quando era sindaco Moreno Franceschini tra le varie eredità, ha trovato anche questa. «Sì, abbiamo trovato 99 casi di lottizzazioni in cui i lavori sono stati conclusi, ma di cui per un motivo o un altro la pratica è rimasta aperta, mai chiusa e archiviata come invece sarebbe logico immaginare», spiega Gino Logli, assessore all’urbanistica.
Uno dei leitmotiv del centrosinistra e dell’opposizione in generale è quello che vuole l’attuale amministrazione invischiata in questioni politiche e poco legata al fare concreto. È emerso in questi giorni con la lottizzazione di via Fosso Vecchio e le proteste per il mancato taglio della siepe lungo la strada che peraltro compete ai privati. Ma se capita un incidente chi ne risponde? Probabilmente anche il Comune.
«Noi ci stiamo occupando di queste 99 lottizzazioni da 8 mesi — spiega Logli — e stiamo cercando di ricostruire quello che è successo tra ditte che sono fallite, altre che hanno lasciato i lavori, altre ancora che sono subentrate. A questo punto, oltre a fare denunce, ci siamo messi al lavoro con i vari settori edilizia privata, urbanistica, lavori pubblici e ufficio patrimonio, nel tentativo di dare risposte a quei cittadini che da anni aspettano di vedere chiudere pratiche urbanistiche incompiute».
Alla successiva domanda, mirata a capire come mai si è arrivati a questa situazione di stallo, tanto per usare un eufemismo, l’assessore di Forza Italia risponde dicendo che i casi sono diversi e che la revisione al regolamento urbanistico è stata chiusa dai predecessori troppo in fretta, poiché c’era una scadenza elettorale vicina ma i problemi non sono stati affrontati.
«Ci sono sei o sette lottizzazioni ferme in quanto le opere di urbanizzazione realizzate non sono compatibili con i progetti. Abbiamo trovato strade, all’interno di piani di lottizzazione, che sono state realizzate troppo strette e sono in contrasto con quello che prevede il codice stradale».
Si segnalano poi inghippi ulteriori in quanto gli uffici danno una interpretazione parziale del decreto che regola le norme per la costruzione delle strade.
Il quadro delle “incompiute” è stato presentato anche alla commissione urbanistica e lavori pubblici. Dagli armadi lentamente escono altri scheletri. Ci sono due strade “gemelle”, una è stata collaudata e un’altra no. Quella non collaudata è vicino a via Di Mezzo a Laiano e l’altra si trova tra via Di Mezzo e via Cammeo a Zambra.
Il motivo? «Ancora non lo sappiamo — conclude l’assessore — ma non è questa l’unica stranezza. Il Comune non aveva un archivio delle lottizzazioni, per esempio. Negli ultimi 10-15 anni nessuno ne aveva sentito il bisogno. Ora lo abbiamo istituito. Abbiamo bisogno ancora di un po’ di tempo e poi contiamo di chiudere di firmare convenzioni bloccate da tempo», chiude l’assessore.
Sabrina Chiellini
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