Il Tirreno

Pontedera

Cittadini arrabbiati contro l’insistenza dei parcheggiatori 

Cittadini arrabbiati contro l’insistenza dei parcheggiatori 

Nel quartiere Galimberti è ormai un problema la presenza degli abusivi in piazza della Solidarietà

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PONTEDERA. La scena è sempre la stessa. Uno parcheggia l’auto e subito arriva il venditore abusivo straniero. Tutti i giorni così. E se una persona lavora, abita o frequenta spesso questa zona la situazione è indubbiamente pesante. È questo il problema maggiore del quartiere Galimberti che ieri è stato al centro del Caffè Tirreno al bar Caffè 87 che si affaccia proprio sul parcheggio di piazza della Solidarietà. Un tema ricorrente e sempre nel vivo delle polemiche.
Insofferenti all’insistenza. «Usiamo il parcheggio quando veniamo all’ospedale. Non abbiamo particolari problemi anche se la presenza dei parcheggiatori abusivi è costante e a volte anche un po’invasiva — dice Sandra Pallaoro di Fauglia — Ci troviamo a volte in situazioni di difficoltà per le richieste insistenti dei parcheggiatori». Valentina Alberti, invece, abita proprio a ridosso del parcheggio e non ne può più: «Cerco sempre di evitare di lasciare l’auto in piazza perché dovrei discutere in continuazione. Non è razzismo, ma è stressante dover respingere sempre l’insistenza dei venditori». Anche le bariste del Caffè 87 sottolineano questo problema. «Lavorando in questo locale vediamo clienti che arrivano davvero arrabbiati — dice Giada Papineschi — Noi stesse siamo in difficoltà, perché diventerebbe un costo dover dare tutti i giorni soldi ai parcheggiatori». E c’è anche l’aspetto dei controlli, secondo Cristiana Nelli: «Le forze dell’ordine ogni tanto passano, ma i venditori tornano, forse più numerosi del giorno precedente. È davvero un problema».
Non solo polemiche. Quella dei venditori abusivi è quasi una situazione consolidata e c’è chi l’accetta. «A me non danno fastidio. Almeno non più di tanti italiani», dice di buon mattino, Sergio Piccini. E poi ci sono loro, i venditori. Come Bara Loum, senegalese di 63 anni, venditore ambulante: «Abito a Pontedera da circa 8 anni, le nostre condizioni di vita sono peggiorate, ci sono tanti immigrati. Passo la giornata in questo parcheggio da anni, mi conoscono tutti, non ho mai avuto un problema con gli automobilisti, sono il più anziano. Di solito mi fermo davanti al parcometro e aiuto gli automobilisti, soprattutto i più anziani, a mettere i soldi per la sosta a pagamento. Mi lasciano anche pochi centesimi, di fatto è come se aiutassi la Siat».
Posti insufficienti. Ma il problema del parcheggio nasconde un’altra criticità. «In certi momenti della giornata non è sufficiente a sopperire alle necessità di una zona carica di servizi come questa — spiega Piero Vetturi, presidente della consulta di quartiere — Una situazione destinata ad aggravarsi con i nuovi servizi sanitari della nuova Asl di area vasta. A questo si lega poi il fenomeno dei parcheggiatori. Molti preferiscono lasciare l’auto in via Galimberti, creando difficoltà ai residenti. Speriamo nei progetti, annunciati dall’amministrazione, per il parcheggio multipiano».
Negozianti abbandonati. Il clima nel quartiere non è dei migliori. Nel cuore del Galimberti, dove si trova il grande giardino, gli operai del Comune tagliano l’erba. Ma i negozianti di via Cei scuotono la testa. «Qui è tutto abbandonato — dice l’edicolante Renato Filippeschi indicando lo spazio davanti alle attività che è obiettivamente messo male — I cestini per i rifiuti sono sfondati, le panchine hanno vent’anni e le mattonelle in mezzo all’erba sono spaccate. Siamo abbandonati». La pensa così anche il macellaio, Enrico Ciandri: «Abbiamo sentito promesse d’intervento, ma quasi mai abbiamo visto interventi. Manca l’illuminazione, la notte è terra di nessuno e a me hanno già rubato due volte». Rincara la dose Roberta Frassi, della panetteria: «La pavimentazione, quando piove, diventa scivolosa e molto pericolosa. Andrebbe cambiata».
Tombini e viabilità. Rodano Baldini sottopone una questione semplice, ma concreta: «Più volte ho segnalato al Comune la mancata pulizia dei tombini, spesso ci sono problemi». E Sergio Sartini, ex vigile urbano e volontario della Pubblica Assistenza segnala un tombino sprofondato in mezzo al marciapiede di via Vanoni: «È venuto giù dopo gli ultimi lavori — racconta Sartini — creando una buca proprio in mezzo al marciapiede. È così da tre o quattro mesi. Lo abbiamo segnalato più volte ma ancora il problema non è stato risolto». Ma Sartini parla anche di altro: dall’abbandono del parcheggio di via Fantozzi, alla pericolosità dell’incrocio tra via Cei e via Fantozzi dove Il Comune è già intervenuto per migliorare la situazione, ma bisognerebbe indicarlo meglio, magari usando un new jersey centrale o qualcosa del genere, in modo da richiamare il più possibile l’attenzione degli automobilisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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