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Enel, a rischio investimenti per un miliardo 

Enel, a rischio investimenti per un miliardo 

Attacco di sindaci, aziende e sindacati alla Regione a causa dello stallo delle concessioni geotermiche

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POMARANCE. Sindaci, sindacati e aziende compatti a chiedere alla Regione di rivedere la delibera sulle aree non idonee per la coltivazione geotermica.
Gli imprenditori di trenta aziende dell’indotto tra le province di Pisa, Siena e Grosseto scrivono alla giunta del presidente Enrico Rossi dicendosi «sgomenti» e «amareggiati» per quella che reputano la pietra tombale di un settore che dà lavoro a 1. 800 persone. Massimo Montemaggi, responsabile Geotermia di Enel Green Power, parla di un piano da poco meno di un miliardo d’investimenti dal 2018 al 2022 in Toscana presentato alla Regione, a cui l’ente non ha ancora risposto, prospettando anche un eventuale diminuzione dei soldi dati in appalto nei territori toscani dai 213 milioni del 2016 ai 70 per il 2018 se la situazione non cambierà.
Temi e paure emerse durante l’assemblea che si è svolta l’altro giorno nello spazio Savioli a Pomarance in cui erano presenti 150 persone. L’argomento, del resto, desta interesse in un territorio periferico rispetto ai grandi centri, ma che dipende al 90% dalla geotermia. «Perdere questa produzione significherebbe veder sfumare il 50% dei posti di lavoro», ha detto il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni nella sua relazione. Concetti già espressi, nei giorni scorsi, da tutti i suoi colleghi che operano nelle zone tradizionalmente votate alla geotermia.
«Montemaggi ha parlato del piano d’investimenti presentato alla Regione che non ha ancora avuto risposte — ha detto il consigliere comunale di Pomarance con delega alle attività produttive, Loriano Fidanzi — Ma soprattutto ha detto che il piano in cui fare ricerca ed eventualmente costruire centrali riguarda solo territori dove la geotermia è ormai consolidata».
Il nodo attorno al quale si aggroviglia questa vicenda sta, appunto, nella volontà della Regione di stabilire dove poter sviluppare questo settore. Un atteggiamento dovuto alle tante battaglie combattute dai vari comitati di cittadini contro le richieste di esplorazione della risorsa geotermica. Ma che, a detta degli operatori del settore, «è in grado di produrre un danno incalcolabile al territorio con conseguenze imprevedibili e drammatiche per la coltivazione futura di questa strategica risorsa naturale e per le aziende dell’indotto geotermico che subirebbero un colpo probabilmente letale e definitivo». Parole forti, usate nella lettera indirizzata a Rossi e agli assessori regionali, da parte di imprenditori che si dicono «stupiti dalla miopia e la superficialità con cui si è andati a trattare e si vorrebbe normare una materia tanto delicata».
Presente anche il segretario provinciale Pd Massimiliano Sonetti che ha assicurato di voler impegnare tutto il partito provinciale in questa vicenda: «La geotermia è un settore ancora di "frontiera", sebbene in provincia di Pisa venga sviluppata da anni con importantissimi risultati e non è immune da questioni critiche, né da importanti opportunità di sviluppo. Chiederò a tutti i nostri tre consiglieri regionali di seguire la questione in Regione, che prima di assumere decisioni deve consultare il territorio, per mezzo dei suoi sindaci».
La richiesta degli imprenditori geotermici, però, è di «essere parti attive nella discussione sulle prospettive future e lo sviluppo dei nostri territori. Per questo vi chiediamo di fermarvi, di riflettere e di aprire un tavolo concertativo». E poi l’avvertimento: «In assenza di segni tangibili, le aziende, i lavoratori e la cittadinanza difenderanno in ogni modo e con ogni mezzo la propria storia e il proprio lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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