Gioco
la ricorrenza
Celebrata in tutta la provincia la Festa della Liberazione
PONTEDERA. Celebrata in tutta la provincia, presenti le autorità civili e militari, la ricorrenza del 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascimo. Oltre alla deposizione di corone ai...
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PONTEDERA. Celebrata in tutta la provincia, presenti le autorità civili e militari, la ricorrenza del 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascimo. Oltre alla deposizione di corone ai vari monumenti ai Caduti e in ricordo dei martiri antifascisti, la giornata ha visto anche un concerto a Fornacette con i 99 Posse e altri gruppi musicali.
Il 25 Aprile è stato celebrato anche a Cascina. «La festa della Liberazione - ha detto il vicesindaco Michele Parrini - ci invita a riflettere e confrontarci su uno dei princìpi della convivenza civile, se non anche il fondamentale, il primario, l’irrinunciabile: la libertà. Infatti, è in nome della ricerca della libertà che milioni di uomini e donne europee imbracciarono le armi rischiando consapevolmente la vita, perdendola, come rivelano molte struggenti lettere pubblicate recentemente nel libro “Lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea”. In queste lettere — prosegue Parrini — sono sostanzialmente assenti i desideri di vendetta e le manifestazioni di odio. Prevalgono invece gli auspici ed i desideri che le loro morti siano utili a dare un contributo per preparare un mondo migliore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il 25 Aprile è stato celebrato anche a Cascina. «La festa della Liberazione - ha detto il vicesindaco Michele Parrini - ci invita a riflettere e confrontarci su uno dei princìpi della convivenza civile, se non anche il fondamentale, il primario, l’irrinunciabile: la libertà. Infatti, è in nome della ricerca della libertà che milioni di uomini e donne europee imbracciarono le armi rischiando consapevolmente la vita, perdendola, come rivelano molte struggenti lettere pubblicate recentemente nel libro “Lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea”. In queste lettere — prosegue Parrini — sono sostanzialmente assenti i desideri di vendetta e le manifestazioni di odio. Prevalgono invece gli auspici ed i desideri che le loro morti siano utili a dare un contributo per preparare un mondo migliore».
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