Attenzione
Per il nuovo Marconi nessuna certezza «Piani megalomani»
SAN MINIATO. Nessuna certezza sulle risorse per il progetto, ancor meno per quelle necessarie alla costruzione. Alla fine, secondo il Comitato polo scolastico di San Miniato, il risultato sono solo...
2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Nessuna certezza sulle risorse per il progetto, ancor meno per quelle necessarie alla costruzione. Alla fine, secondo il Comitato polo scolastico di San Miniato, il risultato sono solo «piani megalomani che sanno di campagna elettorale». Continua a far discutere, all’ombra della Rocca, la decisione di avviare l’iter per la costruzione del nuovo liceo Marconi a Fontevivo.
Decisione che è attesa ora dalla grande incognita dei finanziamenti, per la quale il sindaco Vittorio Gabbanini ha inviato pochi giorni una lettera al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, nella speranza di ottenere intanto 500mila euro dalle Regione per sostenere la progettazione.
«Dunque - commentano dal Comitato - solo per il nuovo progetto servono 500mila euro, anche se, da quanto afferma il sindaco, la cifra non sarà sufficiente. Poi bisogna comprare il terreno, dopodiché ci sono i costi per la realizzazione: 15 milioni senza considerare gli imprevisti, che rispetto ai 500mila che si spera di ottenere dalla Regione sono 30 volte tanto. La Provincia ha detto di non avere un euro, mentre dallo Stato si aspettano da mesi 700mila euro per la messa a norma del Santa Chiara. E il resto in quanti anni si troverà?».
Da qui la posizione del Comitato, per il quale, in un quadro generale di assoluta incertezza, l’amministrazione «cerca di distogliere l’attenzione dai problemi reali - si legge in una nota - per portare avanti progetti megalomani che sanno solo di campagna elettorale. Guarda caso giugno 2018 coincide con le elezioni politiche: in questo modo si tengono in ballo i voti di tanti cittadini di San Miniato Basso e Ponte a Egola (altra sede papabile) che sono i paesi “dei voti numericamente utili”, non certo di frazioni spopolate».
Il Comitato invita quindi a valutare soluzioni «meno campate in aria»: «Il buon padre di famiglia - dicono -, specie se avesse sborsato inutilmente 10 milioni in 10 anni, cercherebbe di capire cosa può realizzare con quello che ha, cercando di recuperarlo innanzitutto. Anche perché gli istituti vicini si stanno ampliando e a breve potranno offrire un’alternativa valida. Al ministro Fedeli arriveranno quindi anche le ragioni dei cittadini, stufi di assistere allo sperpero di denaro pubblico e di essere presi in giro». (g.p.)
Decisione che è attesa ora dalla grande incognita dei finanziamenti, per la quale il sindaco Vittorio Gabbanini ha inviato pochi giorni una lettera al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, nella speranza di ottenere intanto 500mila euro dalle Regione per sostenere la progettazione.
«Dunque - commentano dal Comitato - solo per il nuovo progetto servono 500mila euro, anche se, da quanto afferma il sindaco, la cifra non sarà sufficiente. Poi bisogna comprare il terreno, dopodiché ci sono i costi per la realizzazione: 15 milioni senza considerare gli imprevisti, che rispetto ai 500mila che si spera di ottenere dalla Regione sono 30 volte tanto. La Provincia ha detto di non avere un euro, mentre dallo Stato si aspettano da mesi 700mila euro per la messa a norma del Santa Chiara. E il resto in quanti anni si troverà?».
Da qui la posizione del Comitato, per il quale, in un quadro generale di assoluta incertezza, l’amministrazione «cerca di distogliere l’attenzione dai problemi reali - si legge in una nota - per portare avanti progetti megalomani che sanno solo di campagna elettorale. Guarda caso giugno 2018 coincide con le elezioni politiche: in questo modo si tengono in ballo i voti di tanti cittadini di San Miniato Basso e Ponte a Egola (altra sede papabile) che sono i paesi “dei voti numericamente utili”, non certo di frazioni spopolate».
Il Comitato invita quindi a valutare soluzioni «meno campate in aria»: «Il buon padre di famiglia - dicono -, specie se avesse sborsato inutilmente 10 milioni in 10 anni, cercherebbe di capire cosa può realizzare con quello che ha, cercando di recuperarlo innanzitutto. Anche perché gli istituti vicini si stanno ampliando e a breve potranno offrire un’alternativa valida. Al ministro Fedeli arriveranno quindi anche le ragioni dei cittadini, stufi di assistere allo sperpero di denaro pubblico e di essere presi in giro». (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google