nella zona del cuoio
Con la gelata danni all’agricoltura
Francesca Cupelli, presidente della Cia: «Un duro colpo per le viti»
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SAN MINIATO. Gelo nel fondovalle e ancora si teme che ne verrà. Intanto è bastata una prima mattinata a far scattare la preoccupazione nel Comprensorio del Cuoio dove gli imprenditori del settore agricolo stanno cercando di capire se e quanti sono stati i danni.
La gelata incriminata è stata quella di giovedì mattina che ha “bruciato” una parte dei germogli dei vitigni.
Su questo aspetto interviene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Pisa con Francesca Cupelli, che ne è presidente.
«Non siamo ai livelli del Vicentino, dove si registrano già danni importanti, o di altre zone italiane dove pare potrebbero essere fatte richiesta danni per calamità naturale, ma i danni ci sono stati anche qui — dice Francesca Cupelli — Il Comprensorio del Cuoio è stato tra le zone più colpite della provincia. Si è salvata la collina, ma nella piana il gelo è stato importante».
Qui, inoltre, il vitivinicolo è un settore imprtante, conta più di cento aziende, centinaia di ettari e produzioni anche di alta qualità destinate alle esportazioni. Ci sono etichette che nel corso del tempo hanno avuto riconoscimenti rilevanti.
«I danni non è facile conteggiarli, si potrebbe fare una prima ipotesi del 30% in negativo di raccolta che si rifletterà sulla produzione — aggiunge Cupelli — Ma è prematura una considerazione del genere, perché alla fine la conta dei danni potrebbe essere anche superiore».
Ad accusare il colpo, oltre alle viti, sono state anche piante orticole, frutta e piante ornamentali. Infatti, in questa fase, dove la fioritura e la maturazione di varie produzioni sono in fase avanzata, il freddo risulta devastante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La gelata incriminata è stata quella di giovedì mattina che ha “bruciato” una parte dei germogli dei vitigni.
Su questo aspetto interviene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Pisa con Francesca Cupelli, che ne è presidente.
«Non siamo ai livelli del Vicentino, dove si registrano già danni importanti, o di altre zone italiane dove pare potrebbero essere fatte richiesta danni per calamità naturale, ma i danni ci sono stati anche qui — dice Francesca Cupelli — Il Comprensorio del Cuoio è stato tra le zone più colpite della provincia. Si è salvata la collina, ma nella piana il gelo è stato importante».
Qui, inoltre, il vitivinicolo è un settore imprtante, conta più di cento aziende, centinaia di ettari e produzioni anche di alta qualità destinate alle esportazioni. Ci sono etichette che nel corso del tempo hanno avuto riconoscimenti rilevanti.
«I danni non è facile conteggiarli, si potrebbe fare una prima ipotesi del 30% in negativo di raccolta che si rifletterà sulla produzione — aggiunge Cupelli — Ma è prematura una considerazione del genere, perché alla fine la conta dei danni potrebbe essere anche superiore».
Ad accusare il colpo, oltre alle viti, sono state anche piante orticole, frutta e piante ornamentali. Infatti, in questa fase, dove la fioritura e la maturazione di varie produzioni sono in fase avanzata, il freddo risulta devastante.
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