La manifestazione
il caso
Multata l’auto del Comune La sindaca: pagherò io
CASCINA. L’auto del Comune, in uso alla sindaca Susanna Ceccardi, è stata multata a Firenze perché viaggiava sulla corsia preferenziale. Solo pochi giorni fa era uscita la notizia delle multe non...
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CASCINA. L’auto del Comune, in uso alla sindaca Susanna Ceccardi, è stata multata a Firenze perché viaggiava sulla corsia preferenziale. Solo pochi giorni fa era uscita la notizia delle multe non pagate dall’ex sindaco Alessio Antonelli (all’epoca Pd) e che per ora sono state pagate con i soldi del Comune, quindi del contribuente.
«Pagherò di tasca mia la multa — dice la sindaca — e sono in grado di spiegare per quale motivo l’auto era a Firenze di notte. La mattina avevo l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze alla Corte dei Conti, la sera prima un appuntamento a Firenze. Ho deciso di dormire a Firenze, ovviamente a spese mie. Da quando sono stata eletta non ho chiesto rimborsi spese e, come sapete, ho rinunciato all’autista. Le multe può capitare di prenderle, anche se sarebbe meglio non succedesse. In ogni caso pagherò la multa di tasca mia, a differenza di quanto ha fatto finora l’ex sindaco Antonelli che da un anno deve pagare le sue».
Ceccardi spiega che l’auto viene usata, come nel caso al centro della vicenda, per soli incontri legati all’attività del sindaco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Pagherò di tasca mia la multa — dice la sindaca — e sono in grado di spiegare per quale motivo l’auto era a Firenze di notte. La mattina avevo l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze alla Corte dei Conti, la sera prima un appuntamento a Firenze. Ho deciso di dormire a Firenze, ovviamente a spese mie. Da quando sono stata eletta non ho chiesto rimborsi spese e, come sapete, ho rinunciato all’autista. Le multe può capitare di prenderle, anche se sarebbe meglio non succedesse. In ogni caso pagherò la multa di tasca mia, a differenza di quanto ha fatto finora l’ex sindaco Antonelli che da un anno deve pagare le sue».
Ceccardi spiega che l’auto viene usata, come nel caso al centro della vicenda, per soli incontri legati all’attività del sindaco.
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