Il Tirreno

Pontedera

Incapace d’intendere, ma pericolosa 

di Sabrina Chiellini
Incapace d’intendere, ma pericolosa 

È l’esito della perizia psichiatrica sulla donna che uccise madre e zia investendole con l’auto

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VOLTERRA. Daniela Marzetti, 50enne di Volterra, è stata ritenuta incapace di intendere e volere al momento in cui ha ucciso con l’auto la madre e l’anziana zia. Ma al tempo stesso, in base alla perizia psichiatrica a cui è stata sottoposta, su richiesta della Procura della Repubblica di Pisa come incidente probatorio, la donna è stata ritenuta anche socialmente pericolosa.
Nei giorni scorsi il Ctu nominato dalla Procura, Giuseppe Petracca, di Viareggio, aveva depositato la perizia psichiatrica e ieri mattina in tribunale a Pisa si è concluso l’incidente probatorio.
Il pm titolare dell’inchiesta, Aldo Mantovani, non era presente ed è stato sostituito dal collega Sisto Restuccia. Ora gli atti sono stati trasmessi alla Procura per le valutazioni del caso.
L’indagata si trova in carcere dal giorno della tragedia, il 9 gennaio scorso. Il suo difensore, l’avvocato Erica Ballatori, potrebbe chiedere la sostituzione della misura cautelare in carcere con una più idonea rispetto alle condizioni psichiatriche della donna, accusato di duplice omicidio volontario.
Daniela in questi mesi ha ripreso i rapporti con il figlio mentre i familiari sono ancora chiusi nel dolore. E nella rabbia che può provare chi più volte ha segnalato una condizione di disagio e non è stato ascoltato come avrebbe voluto. L’indagata era in cura al Cim di Volterra ormai da anni ed era stata seguita anche dal Sert.
Non è cambiato l’atteggiamento della donna rispetto all’incidente, avvenuto vicino al teatro romano. Lei dopo l’arresto ha detto di non ricordare i momenti in cui investì e uccise la mamma, Angela Cuviello, 70 anni, e la zia, Lucia Cuviello, di 75, “colpevoli” solo di volerla far curare. Quella mattina la donna era alla guida di una Fiat Panda, quando decise di investirle entrambe, di cancellarle dalla sua vita.
Quale meccanismo sia scattato nella mente della cinquantenne probabilmente non si capirà mai. E il consulente della Procura, che ha illustrato l’esito della perizia nel corso dell’udienza di ieri per l’incidente probatorio, ha spiegato che la rimozione del ricordo è probabile in condizioni di grande stress emotivo come quello riconosciuto nell’indagata.
È probabile dunque che presto per la donna si aprano le porte della Rems di Volterra, la struttura per malati psichiatrici che ha preso il posto dell’ospedale psichiatrico giudiziario.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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