Sicurezza
Cambio di viabilità e più controlli contro sosta selvaggia
Gli abitanti del Romito propongono sensi unici diversi Tra le segnalazioni anche i marciapiedi da rifare
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PONTEDERA. «Non abito qui, ma frequento spesso il circolo del Romito e quindi il paese. Mi permetto di suggerire al Comune un problema che riguarda la viabilità». Fabrizio Cavallini, che vive a Ponsacco, solleva il problema dei problemi della frazione del comune di Pontedera. Una criticità emersa durante la tappa di ieri del Caffè Tirreno, ospitata dal circolo Arci del paese.
Cambio di viabilità. «L’unica strada che attraversa il paese e che è a doppio senso di marcia è via Gagarin o via delle Colline per Legoli - spiega Cavallini - Le strade che fanno parte della viabilità interna sono tutte a senso unico di marcia con direzione verso Ponsacco e Forcoli. Questo costringe gli automobilisti a fare il giro del paese ogni volta che devono tornare indietro e sono già entrati nel paese». Ecco spiegato il tema principale che in molti rimarcano. Franco Giani, per esempio, dice che «la viabilità del Romito è tutta sbagliata. Bisognerebbe invertire il senso unico in via Cadorna». Anche Giorgio Morelli chiede un cambiamento «per evitare di dover sempre fare il giro del paese, anche per percorrere pochi metri». Va detto che la consulta della frazione ha sollevato il problema col Comune, proponendo un prolungamento proprio di via Dini, la strada del circolo Arci, fino all’altezza di via Einstein che, a sua volta dovrebbe essere prolungata per creare un quadrato che darebbe maggiore sfogo alla viabilità del paese. Al momento, però, il progetto è bloccato per mancanza di risorse, ma sarebbe stato preso in considerazione da Palazzo Stefanelli.
Parcheggi selvaggi. Sia in via delle Colline per Legoli che nelle strade interne al Romito, un altro argomento di forte discussione sono i parcheggi. Ma non tanto l’assenza di posti in cui lasciare l’auto, quanto la scarsa disciplina degli automobilisti. Secondo Andrea Magozzi «i parcheggi in paese ci sono, ma non vengono sfruttati a pieno perché, come accade nella zona dell’ufficio postale, gli automobilisti parcheggiano dove capita causando problemi alla viabilità e al passaggio dei pedoni. Questa situazione di verifica anche in via Cadorna. Sarebbe opportuna la presenza frequente di un vigile urbano anche a scopo preventivo». Anche altri hanno sollevato il problema, come Franco Signorini: «Lasciare l’auto negli spazi giusti e camminare sembra un sacrilegio. Ormai tutti pretendiamo di parcheggiare di fronte a casa o al negozio in cui siamo diretti. Così, però, si crea il caos». Lisa Magrini, che arriva al circolo con due bimbi piccoli, di cui uno nel passeggino, conosce bene questo problema: «C’è chi lascia l’auto con due ruote sul marciapiede e chi ha bambini piccoli o è disabile o anziano non riesce proprio a passare». Anche Vincenzo Amato che con la cugina Roberta gestisce il bar Revive punta sullo stesso problema: «Molti nostri clienti si lamentano. Il problema dei parcheggi non esiste, perché ce ne sono a sufficienza, ma devono essere utilizzati in maniera migliore. Sono stati installati passamano per evitare la sosta selvaggia lungo via delle Colline. Un buon sistema per evitare “la giungla”, ma che riducono il numero dei clienti cosiddetti mordi e fuggi».
Marciapiedi da rifare. Lisa Magrini parla anche di un altro tema “gettonatissimo”, la sistemazione dei marciapiedi: «Alcuni sono da fare nuovi e da allargare, altri da rifare completamente». Giani segnala quello di via Gagarin e Valerio Magrini, il presidente del circolo Arci, da dietro il bancone sottolinea che «quello dei marciapiedi è uno dei pochi problemi della frazione, perché le richieste fatte al Comune, come la rotatoria, il campo sportivo e il sistema per evitare gli allagamenti sono state tutte realizzate». E torna sull’argomento anche Vincenzo Amato: «Lungo via della Colline i marciapiedi sono davvero dissestati».
Sicurezza ed erba alta. Per Marino Montesi, «l’unico problema della frazione è l’insicurezza per le case», alludendo ai furti che si verificano in paese. E poi ci sono i tanti punti in cui l’erba è alta, come sottolineato da Dario Tardelli: «È brutto da vedersi, ma anche poco sicuro, specie agli incroci dove la visibilità è ridotta».
Paese vivo. Il Romito è composto da abitanti con un forte senso di appartenenza. Un esempio è il circolo Arci, di cui parla Gino Masi, ex presidente del circolo Arci tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta: «Il circolo resta un punto di aggregazione fondamentale per la gente. Qui esiste ancora la mentalità paesana. Siamo tutti una famiglia. Negli anni, la vita del circolo è cambiata, ma lo spirito è lo stesso». E poi c’è il nuovo bar, aperto dalla famiglia Amato. «Abbiamo scelto di prendere in mano il locale - racconta Vincenzo - storico punto di riferimento della frazione. Stiamo cercando di farci conoscere. C’è un bel rapporto con le persone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cambio di viabilità. «L’unica strada che attraversa il paese e che è a doppio senso di marcia è via Gagarin o via delle Colline per Legoli - spiega Cavallini - Le strade che fanno parte della viabilità interna sono tutte a senso unico di marcia con direzione verso Ponsacco e Forcoli. Questo costringe gli automobilisti a fare il giro del paese ogni volta che devono tornare indietro e sono già entrati nel paese». Ecco spiegato il tema principale che in molti rimarcano. Franco Giani, per esempio, dice che «la viabilità del Romito è tutta sbagliata. Bisognerebbe invertire il senso unico in via Cadorna». Anche Giorgio Morelli chiede un cambiamento «per evitare di dover sempre fare il giro del paese, anche per percorrere pochi metri». Va detto che la consulta della frazione ha sollevato il problema col Comune, proponendo un prolungamento proprio di via Dini, la strada del circolo Arci, fino all’altezza di via Einstein che, a sua volta dovrebbe essere prolungata per creare un quadrato che darebbe maggiore sfogo alla viabilità del paese. Al momento, però, il progetto è bloccato per mancanza di risorse, ma sarebbe stato preso in considerazione da Palazzo Stefanelli.
Parcheggi selvaggi. Sia in via delle Colline per Legoli che nelle strade interne al Romito, un altro argomento di forte discussione sono i parcheggi. Ma non tanto l’assenza di posti in cui lasciare l’auto, quanto la scarsa disciplina degli automobilisti. Secondo Andrea Magozzi «i parcheggi in paese ci sono, ma non vengono sfruttati a pieno perché, come accade nella zona dell’ufficio postale, gli automobilisti parcheggiano dove capita causando problemi alla viabilità e al passaggio dei pedoni. Questa situazione di verifica anche in via Cadorna. Sarebbe opportuna la presenza frequente di un vigile urbano anche a scopo preventivo». Anche altri hanno sollevato il problema, come Franco Signorini: «Lasciare l’auto negli spazi giusti e camminare sembra un sacrilegio. Ormai tutti pretendiamo di parcheggiare di fronte a casa o al negozio in cui siamo diretti. Così, però, si crea il caos». Lisa Magrini, che arriva al circolo con due bimbi piccoli, di cui uno nel passeggino, conosce bene questo problema: «C’è chi lascia l’auto con due ruote sul marciapiede e chi ha bambini piccoli o è disabile o anziano non riesce proprio a passare». Anche Vincenzo Amato che con la cugina Roberta gestisce il bar Revive punta sullo stesso problema: «Molti nostri clienti si lamentano. Il problema dei parcheggi non esiste, perché ce ne sono a sufficienza, ma devono essere utilizzati in maniera migliore. Sono stati installati passamano per evitare la sosta selvaggia lungo via delle Colline. Un buon sistema per evitare “la giungla”, ma che riducono il numero dei clienti cosiddetti mordi e fuggi».
Marciapiedi da rifare. Lisa Magrini parla anche di un altro tema “gettonatissimo”, la sistemazione dei marciapiedi: «Alcuni sono da fare nuovi e da allargare, altri da rifare completamente». Giani segnala quello di via Gagarin e Valerio Magrini, il presidente del circolo Arci, da dietro il bancone sottolinea che «quello dei marciapiedi è uno dei pochi problemi della frazione, perché le richieste fatte al Comune, come la rotatoria, il campo sportivo e il sistema per evitare gli allagamenti sono state tutte realizzate». E torna sull’argomento anche Vincenzo Amato: «Lungo via della Colline i marciapiedi sono davvero dissestati».
Sicurezza ed erba alta. Per Marino Montesi, «l’unico problema della frazione è l’insicurezza per le case», alludendo ai furti che si verificano in paese. E poi ci sono i tanti punti in cui l’erba è alta, come sottolineato da Dario Tardelli: «È brutto da vedersi, ma anche poco sicuro, specie agli incroci dove la visibilità è ridotta».
Paese vivo. Il Romito è composto da abitanti con un forte senso di appartenenza. Un esempio è il circolo Arci, di cui parla Gino Masi, ex presidente del circolo Arci tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta: «Il circolo resta un punto di aggregazione fondamentale per la gente. Qui esiste ancora la mentalità paesana. Siamo tutti una famiglia. Negli anni, la vita del circolo è cambiata, ma lo spirito è lo stesso». E poi c’è il nuovo bar, aperto dalla famiglia Amato. «Abbiamo scelto di prendere in mano il locale - racconta Vincenzo - storico punto di riferimento della frazione. Stiamo cercando di farci conoscere. C’è un bel rapporto con le persone».
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