Sicurezza
«Pregate per lui e la sua famiglia» lutto per la morte del bimbo
Il piccolo è rimasto soffocato da un boccone. Il parroco della frazione di Cascina dove abita la famiglia ne ha parlato durante le celebrazioni di Pasqua. «Ricordiamolo affinché questo angelo ci aiuti»
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CASCINA. È stata una Pasqua di dolore per i genitori di un bambino di 5 anni morto sotto i loro occhi per soffocamento, mentre era a cena con loro e i fratelli. Il piccolo, disabile dalla nascita, stava mangiando quando gli è andato di traverso il cibo della cena e ogni tentativo, anche da parte del 118, di aiutarlo è rimasto senza esito, lasciando familiari e soccorritori nella disperazione.
Durante le celebrazioni religiose della Pasqua il sacerdote del paese dove vive questa famiglia ha chiesto di pregare per il bambino, strappato alla vita in maniera così prematura, e per i suoi genitori. Un invito alla preghiera, una testimonianza di vicinanza a chi in questo momento si trova a piangere per la morte del bambino.
«Preghiamo affinché questo angioletto possa aiutarci da lassù», ha ricordato il parroco durante tutte le messe celebrate nel giorno di Pasqua. La comunità si è unita al dolore di questa famiglia, che è molto conosciuta a Cascina.
«Siamo tutti colpiti da questa disgrazia - ha aggiunto il religioso -. Sono qui da più di 50 anni, ho visto e battezzato tanti padri di famiglia e i loro figli. Questa è una disgrazia che ci ha colpito tutti. Quando abbiamo saputo siamo rimasti addolorati, possiamo solo pregare», aggiunge il sacerdote.
La tragedia di venerdì sera è stata il pensiero dominante della Pasqua. Doveva essere una sera come le altre ma questa volta il bambino è rimasto vittima di una fatalità, di un incidente.
Il padre e la madre all’inizio hanno pensato che il bimbo potesse riprendersi, anche se non riusciva a respirare per colpa del cibo che era rimasto nella gola e gli impediva anche di deglutire. Nel frattempo, avevano chiamato subito i soccorritori ma è stato tutto inutile. Un momento drammatico anche per chi quel bambino lo vedeva per la prima volta ed era arrivato in quella casa sperando di riuscire a salvare una vita.
Inizialmente non c’è stata alcuna segnalazione ai carabinieri, anche se il bambino è morto in casa. Il protocollo, in casi come quello che ha strappato il bimbo ai suoi cari, è passato in secondo piano. Ma in ogni caso la segnalazione all’autorità giudiziaria non poteva non avvenire e così quando è stato chiesto l’intervento di un medico per certificare la morte di quell’angioletto, steso immobile nel letto di casa e poi nella sede della Pubblica Assistenza a Pisa, è stata informata anche l’autorità giudiziaria. Oggi si saprà se i genitori saranno in grado di evitare anche lo strazio dell’autopsia, potendo così dargli l’ultimo saluto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Durante le celebrazioni religiose della Pasqua il sacerdote del paese dove vive questa famiglia ha chiesto di pregare per il bambino, strappato alla vita in maniera così prematura, e per i suoi genitori. Un invito alla preghiera, una testimonianza di vicinanza a chi in questo momento si trova a piangere per la morte del bambino.
«Preghiamo affinché questo angioletto possa aiutarci da lassù», ha ricordato il parroco durante tutte le messe celebrate nel giorno di Pasqua. La comunità si è unita al dolore di questa famiglia, che è molto conosciuta a Cascina.
«Siamo tutti colpiti da questa disgrazia - ha aggiunto il religioso -. Sono qui da più di 50 anni, ho visto e battezzato tanti padri di famiglia e i loro figli. Questa è una disgrazia che ci ha colpito tutti. Quando abbiamo saputo siamo rimasti addolorati, possiamo solo pregare», aggiunge il sacerdote.
La tragedia di venerdì sera è stata il pensiero dominante della Pasqua. Doveva essere una sera come le altre ma questa volta il bambino è rimasto vittima di una fatalità, di un incidente.
Il padre e la madre all’inizio hanno pensato che il bimbo potesse riprendersi, anche se non riusciva a respirare per colpa del cibo che era rimasto nella gola e gli impediva anche di deglutire. Nel frattempo, avevano chiamato subito i soccorritori ma è stato tutto inutile. Un momento drammatico anche per chi quel bambino lo vedeva per la prima volta ed era arrivato in quella casa sperando di riuscire a salvare una vita.
Inizialmente non c’è stata alcuna segnalazione ai carabinieri, anche se il bambino è morto in casa. Il protocollo, in casi come quello che ha strappato il bimbo ai suoi cari, è passato in secondo piano. Ma in ogni caso la segnalazione all’autorità giudiziaria non poteva non avvenire e così quando è stato chiesto l’intervento di un medico per certificare la morte di quell’angioletto, steso immobile nel letto di casa e poi nella sede della Pubblica Assistenza a Pisa, è stata informata anche l’autorità giudiziaria. Oggi si saprà se i genitori saranno in grado di evitare anche lo strazio dell’autopsia, potendo così dargli l’ultimo saluto.
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