Il Tirreno

Pontedera

Ricorso al Tar contro i divieti di accendere botti

Ricorso al Tar contro i divieti di accendere botti

CASCINA. Continua la battaglia dei commercianti e dei produttori di fuochi d’artificio per chiedere ai sindaci di rispettare la legge in tema di botti e fuochi d’artificio di fine anno. Nei giorni...

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Continua la battaglia dei commercianti e dei produttori di fuochi d’artificio per chiedere ai sindaci di rispettare la legge in tema di botti e fuochi d’artificio di fine anno.
Nei giorni scorsi alcuni commercianti del settore — che hanno attività anche a Cascina — hanno presentato un ricorso al Tar della Toscana contro il Comune di Viareggio e contro il ministero dell’Interno chiedendo che venga dichiarata illegittima, con tutti i danni economici che potranno essere riconosciuti da quest’atto, l’ordinanza emessa dal sindaco di Viareggio avente per oggetto il divieto dell’uso di strumenti pirotecnici di ogni genere. C’è una ragione per cui il ricorso parte proprio dalla Versilia. Il sindaco di Viareggio (che ha vietato i fuochi su tutto il territorio comunale, che notoriamente è pieno di locali e che il 31 dicembre è stracolmo di gente) ha richiamato una legge abrogata dal 2015 (decreto legislativo 58/2010); ha vietato anche la Cat. F1 CE, ovvero le stelline e le fontanine a uso interno che nessun viareggino e nessuna discoteca avrebbe potuto accendere, come invece fanno tutto l’anno, data la assoluta innocuità: questo hanno più volte fatto presente gli operatori del settore.
Per il settore dei fuochi d’artificio, ordinanze come queste hanno costituito un danno economico, per cui il sindacato della categoria sia era subito attivato e ora anche i singoli operatori percorrono la strada della giustizia amministrativa.
Se il Tribunale amministrativo regionale dovesse accogliere il ricorso, il sindaco potrebbe trovarsi nella condizione di dover pagare di tasca sua, dato che il ministero dell’Interno con la circolare n. 18798 del 9 dicembre 2016 lo aveva fatto ben presente, come già alcuni prefetti.
«Ma in Italia vige la regola “aurea” che ognuno vuole comandare», come è stato ribadito, in segno di protesta, anche durante il secondo congresso nazionale del Sinop che si è tenuto presso il centro congressi Nai’r a Pisa lo scorso marzo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa