La manifestazione
Sorgeranno case e negozi al posto di Vitaminol
Con la variante di Val di Cava il Comune di Ponsacco propone la perequazione I volumi di stabili dismessi saranno recuperati in un’area edificabile
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PONSACCO. Terreni edificabili, recupero di vecchi capannoni e palazzi dismessi da tantissimo tempo. Sono gli elementi che caratterizzeranno la cosiddetta “Variante di Val di Cava”, che il Comune di Ponsacco ha intenzione di presentare nei primi giorni di maggio alla cittadinanza. Un provvedimento annunciato, ma anche atteso da tempo per un paese sostanzialmente diviso in due che la nuova strada di collegamento tra via Cavalcanti e via Terracini cercherà di cucire. Ma che ha bisogno di una serie d’interventi per essere sistemata a dovere. Così si attende la firma della convenzione tra l’amministrazione comunale e i privati intenzionati a costruire il centro commerciale nei terreni dietro la scuola della frazione. Ma si attendono anche proposte d’investimento su capannoni storici come quello dell’ex Vitaminol, dismesso da tempo, o il palazzo abbandonato e chiuso per gravi problemi di stabilità.
Recupero dell’ex Vitaminol. Saranno proprio queste due costruzioni a essere interessati dalla variante a cui il Comune lavora da tempo. E la carta da giocare sarà la possibilità di edificare e di realizzare operazioni di perequazione nell’area tra via delle Colline per Legoli e via Terracini (la strada che porta al Romito, per intenderci). Qui il Comune cercherà un’espansione di abitazioni controllata, ma anche di recuperare volumi di immobili industriali. «Prendiamo il capannone che ha ospitato per anni la Vitaminol — spiega Massimiliano Bagnoli, assessore ai lavori pubblici — In quell’area costruire un edificio con gli stessi volumi è sconsigliabile. Mancherebbe lo spazio. Con la variante che stiamo predisponendo, invece, sarà possibile trasferire tramite perequazione parte dei volumi nell’area edificabile della frazione. Così si riempiono vuoti tra il centro di Val di Cava e la parte periferica identificata con via Pinocchio. E si offrono opportunità ai privati di investire con un vantaggio economico e logistico non da poco. Se avessimo detto che in un’area da duemila metri quadrati si può costruire solo la metà dei volumi avremmo allestito un’offerta senza futuro». Per chi possiede strutture che erano adibite alla produzione sarà abbastanza semplice riconvertire le proprietà in residenziale e commerciale.
Ursus e il palazzo abbandonato. Il ragionamento coinvolgerà anche il capannone dell’ormai ex biliardi Ursus, azienda che ha cessato l’attività da pochi mesi dopo anni gloriosi. «Tra l’altro, i terreni che abbiamo identificato come edificabili sono proprio lì accanto», aggiunge Bagnoli che sottolinea anche la necessità di trovare una soluzione per il palazzo chiuso per carenze strutturali: «Nella variante ci sarà anche la possibilità per i proprietari di abbattere e ricostruire l’edificio con criteri diversi da quelli che hanno portato alla costruzione originale. Vediamo se ci sarà la possibilità di ottenere una risposta positiva alla nostra proposta dall’attuale proprietà dell’immobile». Una situazione, questa, che ha creato non pochi problemi ai vicini e che ha visto anche recentemente l’intervento dei vigili del fuoco e dell’Asl per valutare eventuali pericoli dovuti alla staticità dello stabile.
L’importanza della provinciale. «L’idea che vogliamo mettere sul tavolo della discussione con cittadini, professionisti ed eventuali investitori — dice ancora l’assessore — è quella di provare a dare più omogeneità alla frazione, puntando anche sulla vicinanza di una strada molto trafficata come via delle Colline per Legoli. Quella zona è vicina ai centri e ai collegamenti più importarti della Valdera ed è molto appetibile dal punto di vista edilizio e commerciale».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Recupero dell’ex Vitaminol. Saranno proprio queste due costruzioni a essere interessati dalla variante a cui il Comune lavora da tempo. E la carta da giocare sarà la possibilità di edificare e di realizzare operazioni di perequazione nell’area tra via delle Colline per Legoli e via Terracini (la strada che porta al Romito, per intenderci). Qui il Comune cercherà un’espansione di abitazioni controllata, ma anche di recuperare volumi di immobili industriali. «Prendiamo il capannone che ha ospitato per anni la Vitaminol — spiega Massimiliano Bagnoli, assessore ai lavori pubblici — In quell’area costruire un edificio con gli stessi volumi è sconsigliabile. Mancherebbe lo spazio. Con la variante che stiamo predisponendo, invece, sarà possibile trasferire tramite perequazione parte dei volumi nell’area edificabile della frazione. Così si riempiono vuoti tra il centro di Val di Cava e la parte periferica identificata con via Pinocchio. E si offrono opportunità ai privati di investire con un vantaggio economico e logistico non da poco. Se avessimo detto che in un’area da duemila metri quadrati si può costruire solo la metà dei volumi avremmo allestito un’offerta senza futuro». Per chi possiede strutture che erano adibite alla produzione sarà abbastanza semplice riconvertire le proprietà in residenziale e commerciale.
Ursus e il palazzo abbandonato. Il ragionamento coinvolgerà anche il capannone dell’ormai ex biliardi Ursus, azienda che ha cessato l’attività da pochi mesi dopo anni gloriosi. «Tra l’altro, i terreni che abbiamo identificato come edificabili sono proprio lì accanto», aggiunge Bagnoli che sottolinea anche la necessità di trovare una soluzione per il palazzo chiuso per carenze strutturali: «Nella variante ci sarà anche la possibilità per i proprietari di abbattere e ricostruire l’edificio con criteri diversi da quelli che hanno portato alla costruzione originale. Vediamo se ci sarà la possibilità di ottenere una risposta positiva alla nostra proposta dall’attuale proprietà dell’immobile». Una situazione, questa, che ha creato non pochi problemi ai vicini e che ha visto anche recentemente l’intervento dei vigili del fuoco e dell’Asl per valutare eventuali pericoli dovuti alla staticità dello stabile.
L’importanza della provinciale. «L’idea che vogliamo mettere sul tavolo della discussione con cittadini, professionisti ed eventuali investitori — dice ancora l’assessore — è quella di provare a dare più omogeneità alla frazione, puntando anche sulla vicinanza di una strada molto trafficata come via delle Colline per Legoli. Quella zona è vicina ai centri e ai collegamenti più importarti della Valdera ed è molto appetibile dal punto di vista edilizio e commerciale».
Andreas Quirici
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