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Pontedera

Pronto badante, servizio prolungato altri due anni 

Pronto badante, servizio prolungato altri due anni 

Nel 2016 171 chiamate al numero verde prese in carico nelle 48 ore successive  I risultati del progetto finanziato dalla Regione e coordinato dal patronato Acli

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PONTEDERA. Venti persone fra operatori del patronato Acli, capofila del progetto, delle cooperative Spes e “Il Borgo”, volontari delle associazioni del territorio.
Non si ferma “Pronto Badante”, il numero verde gratuito (800. 583388) che porta i servizi direttamente in case dei nuclei familiari alle prese con un’improvvisa situazione di fragilità di un componente anziano, inclusa la possibilità di ottenere un blocchetto da trenta voucher del valore complessivo di 300 euro per assicurare l’assistenza a quei nuclei che, finora, non si sono mai avvalsi del sostegno di una lavoratrice di cura.
Un progetto che in Valdera e in Alta Valdicecina è stato attivato nel 2016 e prorogato dalla regione a tutto il 2017 alla luce dei buoni risultati raggiunti nel primo anno di attività e che sono stati presentati pubblicamente nei giorni scorsi in un momento di riflessione pubblica ospitato a Pontedera nella sala convegni dell’Unione della Valdera.
I numeri relativi al 2016 illustrati nell’occasione lo confermano ampiamente: 171 chiamate al numero verde prese in carico nelle successive 48 ore corrispondenti ad altrettante famiglie alle prese con un’improvvisa situazione di bisogno. La stragrande maggioranza di esse (159) ha anche ricevuto i voucher per assicurarsi l’aiuto di una lavoratrice di cura.
Per quanto riguarda i singoli territori comunali la parte del leone l’ha fatta Pontedera con 50 chiamate. Seguono Ponsacco (18), Casciana Terme-Lari e Terricciola (16), Santa Maria a Monte (13), Calcinaia e Peccioli (9), Pomarance (8), Bientina, Capannoli e Lajatico (5), Buti, Chianni e Palaia (4), Crespina-Lorenzana (3) e Castelnuovo Valdicecina (2).
Circa i tre quarti delle chiamate hanno riguardato disagi vissute da donne anziane, con un passato lavorativo da operaia o casalinga e limitate capacità di movimento: oltre i quattro quinti di esse, infatti, non è in grado di andare da sola a fare la spesa e circa di tre quarti non esce quasi mai di casa durante la giornata. Problemi acuiti dalla presenza di barriere architettoniche in poco più della metà delle abitazioni visitate.
Ecco, perché, probabilmente circa il 90% delle famiglie che hanno beneficiato del progetto ha espresso un apprezzamento nei confronti del servizio molto elevato (fra il “buono” e “l’ottimo”).
«Che sia un servizio utile per il territorio lo dicono chiaramente i dati — ha detto il presidente regionale del Patronato Acli Giacomo Martelli — Fondamentale al riguardo è stata l’istituzione del numero verde perché ha semplificato enormemente le modalità di accesso creando un punto unico di contatto».
Il sindaco di Pontedera e presidente della SdS della Valdera, Simone Millozzi, invece, ha sottolineato come «un progetto come questo s’inserisca in un tema di fondamentale importanza per il futuro dei nostri territori, quale il crescente invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle situazioni di fragilità».
La vicepresidente della Regione Stefania Saccardi ha evidenziato come «la chiave di volta che ha fatto il successo di questo servizio sia stata nel fatto che, di fronte ad una situazione d’iniziale smarrimento, la famiglia si trova in casa una persona competente che gli illustra tutto il ventaglio di possibilità offerte dai servizi del territorio: in questo modo le persone si sentono prese in carico e percepiscono la vicinanza del servizio pubblico. Ovviamente — ha concluso — la cosa funziona solo se c’è, come qui in Valdera e Alta Val di Cecina, una piena integrazione con gli altri servizi pubblici e del privato sociale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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