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Nuovo libro per Guido Genovesi dopo lo stop di “Panni sporchi”

Nuovo libro per Guido Genovesi dopo lo stop di “Panni sporchi”

CASCINA. Dopo la chiusura del Tg satirico “Panni sporchi” che Guido Genovesi conduceva — per 50 Canale — insieme a Niki Giustini, scomparso pochi mesi fa, l’ex gieffino di Cascina (anche se ora abita...

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CASCINA. Dopo la chiusura del Tg satirico “Panni sporchi” che Guido Genovesi conduceva — per 50 Canale — insieme a Niki Giustini, scomparso pochi mesi fa, l’ex gieffino di Cascina (anche se ora abita a Pontedera) sta completando la stesura finale di una raccolta di racconti che sarà pubblicata da MdS Editore, Società Cooperativa, nata nel 2012 e di cui è presidente Sara Ferraioli di Pisa. Non è un momento facile per “Guidino”, considerato il legame di amicizia che aveva con Giustini, la l’idea della casa editrice è stata per lui un valido motivo per riprendere a scrivere.
«È una casa editrice molto seria e ben strutturata, rigorosamente non a pagamento. Di questi tempi è un onore per la casa editrice e un vanto per l’autore sul quale decide di investire, di scommettere», spiega Genovesi che pensa di riuscire a presentare il libro in occasione della manifestazioni del Giugno pisano.
«Devo ringraziare Paolo Giommarelli, attore pisano di cinema e teatro, che lo scorso giugno ha avuto modo di leggere alcuni miei racconti e ha voluto presentarmi a MdS. Quest’incontro mi è stato di stimolo e ha risvegliato quella che poi è la mia passione preferita, ovvero la scrittura». E così, negli ultimi mesi, da settembre a gennaio, Genovesi ha scritto altri racconti. «In totale sono 37, — ora mi hanno stoppato — non so se verrà fatta una selezione della raccolta che verrà presentata nel corso del Giugno pisano e il cui titolo dovrebbe essere “Disconnessioni (idea di Fabrizio Bartelloni, editor di MdS e anche lui scrittore oltre che avvocato)».
Di questi tempi è facile stare connessi con cellulari e rete internet ma più difficile è stare legati o connessi alla realtà: dunque un titolo molto attuale come la scelta dei temi trattati, cioè del contenuto dei racconti. «Il filo conduttore è appunto questa nostra epoca dove siamo tutti costantemente connessi e dove però alla fine non ci riesce comunicare con un amico per telefono. Dove apriamo Facebook, diamo buongiorno al mondo e non salutiamo il nostro vicino di casa, dove con i nostri figli riusciamo a comunicare solo su Whatsapp. Ma vi sono vari fili conduttori, ad esempio la dissacrazione di certi status symbol nonché luoghi comuni, la dis-gregazione dei rapporti umani, la dialettica apparenza-realtà, qualche frecciatina ironica alla politica, o meglio ai partiti», spiega ancora l’autore, orgoglioso del risultato. «Insomma, avrei potuto chiamarli “Racconti umoristici”, perché il registro è ora ironico, ora grottesco, talvolta caustico, corrosivo. “Disconnessioni” è ancora più sottile e apre un campo semantico che va al di là della dialettica essere o non essere connessi. Perché tutto è incentrato sul valore privativo di quella particella dis, sulla sua funzione di distacco. Starà poi al lettore assegnare una valenza positiva o negativa a quel dis».
Se la scrittura è stata un’occasione di sollievo la morte di Giustini, compagno di tante giornare, ha segnato l’inizio di un momento particolare con la Tv. «Un momento delicato, di sofferenza — si lascia andare Genovesi — troppi i ricordi che mi trascino dietro, di giorno e di notte, fase di ripiegamento interiore dove la scrittura è forse attività più consona e purificatrice. Credo una pausa sia stata opportuna. Non sempre the show must go on, anche quando il dolore è pesante». E nel frattempo si è aperto anche un progetto per settembre, con l’avvento dei nuovi palinsesti, per una radio regionale toscana. «Non posso dire il nome, sia per scaramanzia, sia perché fino a cose fatte è sempre meglio non sbilanciarsi». Tra poche settimane forse sarà possibile saperne di più.

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