Gioco
Benzina “sparita”: agente della municipale accusato di peculato
L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Ceccardi ha deciso di costituirsi parte civile al processo penale
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CASCINA. Certe storie fanno dei giri immensi e poi ritornano... È andata avanti l’indagine contro un agente della polizia municipale che la precedente amministrazione comunale aveva segnalato alla Procura della Repubblica per alcuni ammanchi connessi alla benzina consumata dalle auto di servizio della municipale. In sostanza, stando alla denuncia che era stata presentata, il dipendente aveva fatto rifornimento di benzina per la sua auto usando la carta di credito del Comune. La storia, che risale ad alcuni anni fa, era finita nel dimenticatoio e molti pensavano che non avesse avuto alcun esito.
L’imputato è indagato per peculato continuato in danno dell’amministrazione comunale e ora la fase delle indagini preliminari si è conclusa con il rinvio a giudizio del dipendente. In passato c’era già stato un procedimento disciplinare con una sanzione nei confronti del dipendente, disposta in maniera tardiva e contro la quale l’agente aveva presentato ricorso riuscendo ad avere ragione. Il dipendente si era scusato e aveva spiegato che si era trattato di un errore e che i pagamenti alla fine erano esigui e comunque non si erano ripetuti nel tempo. Ma il procedimento penale, a quanto emerge dagli atti e dalle decisioni assunte dalla giunta in questi giorni, deve avere fatto il suo percorso. Tanto che la vecchia questione, una di quelle lasciate in eredità dall’ex sindaco, Alessio Antonelli, è rimbalzata — come succede per le patate bollenti — sulle scrivanie dei nuovi amministratori comunali. Tant’è che la sindaca, Susanna Ceccardi, e il suo staff hanno dovuto ricostruire di nuovo la vicenda dal punto amministrativo e decidere il da farsi dal punto di vista penale dopo avere ricevuto la comunicazione dalla Procura rispetto al processo.
Nei giorni scorsi la nuova amministrazione comunale ha deciso di costituirsi parte civile. Al termine processo penale, in base a quello che sarà l’esito, potrebbe essere riaperto (e valutato diversamente dal passato) il procedimento disciplinare nei confronti del dipendente indagato. La delibera, adottata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta, prevede che amministrazione comunale si costituisca in giudizio così che il legale del Comune possa anche accedere agli atti e valutare quanto è stato ricostruito nella fase delle indagini. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’imputato è indagato per peculato continuato in danno dell’amministrazione comunale e ora la fase delle indagini preliminari si è conclusa con il rinvio a giudizio del dipendente. In passato c’era già stato un procedimento disciplinare con una sanzione nei confronti del dipendente, disposta in maniera tardiva e contro la quale l’agente aveva presentato ricorso riuscendo ad avere ragione. Il dipendente si era scusato e aveva spiegato che si era trattato di un errore e che i pagamenti alla fine erano esigui e comunque non si erano ripetuti nel tempo. Ma il procedimento penale, a quanto emerge dagli atti e dalle decisioni assunte dalla giunta in questi giorni, deve avere fatto il suo percorso. Tanto che la vecchia questione, una di quelle lasciate in eredità dall’ex sindaco, Alessio Antonelli, è rimbalzata — come succede per le patate bollenti — sulle scrivanie dei nuovi amministratori comunali. Tant’è che la sindaca, Susanna Ceccardi, e il suo staff hanno dovuto ricostruire di nuovo la vicenda dal punto amministrativo e decidere il da farsi dal punto di vista penale dopo avere ricevuto la comunicazione dalla Procura rispetto al processo.
Nei giorni scorsi la nuova amministrazione comunale ha deciso di costituirsi parte civile. Al termine processo penale, in base a quello che sarà l’esito, potrebbe essere riaperto (e valutato diversamente dal passato) il procedimento disciplinare nei confronti del dipendente indagato. La delibera, adottata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta, prevede che amministrazione comunale si costituisca in giudizio così che il legale del Comune possa anche accedere agli atti e valutare quanto è stato ricostruito nella fase delle indagini. (s. c.)
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