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la polemica politica 

«Felice di non stare nel partito di Mazzeo» 

«Felice di non stare nel partito di Mazzeo» 

L’ex sindaco Alessio Antonelli sceglie Mdp e spara contro il Partito Democratico

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CASCINA. È un Alessio Antonelli a tuttotondo quello che si è confrontato coi fantasmi del passato recente negli studi di 50Canale, tornando sulla sconfitta alle elezioni senza fare sconti a nessuno, a cominciare dal Partito Democratico. Un bilancio che non ha scadenze. Dalle primarie «avvelenate» all’autocritica, dal ritorno sui temi del governo di un comune «alla ricerca di un’identità forte, fra Pontedera e Pisa» alla scelta di aderire al Movimento Democratico Progressista dopo aver perso una battaglia «da generale di un esercito non troppo leale» nel Pd, «partito fratricida».
«Qualcosa abbiamo sbagliato — ammette, tirando in ballo anche altri — Anche se abbiamo pagato una politica che non è mai stata concentrata solo sul presente: se dovevamo fare chiedere un mutuo, lo si faceva per costruire una scuola, non per tappare una buca. Aprire la carta del piano regolatore e togliere le aree edificabili vuol dire fare una cosa giusta, ma la paghi. Stessa cosa vale per il porsi fra Pisa e Pontedera col Polo Tecnologico, facendo interagire la famosa area pisana su alcuni fattori strutturali. Forse non siamo stati capaci di dare la scossa che avevamo promesso, ma abbiamo pagato scelte per le quali la storia ci valuterà diversamente».
E il futuro? «Sono felice di non stare più nel partito di Antonio Mazzeo, che sugli incontri precedenti alle primarie del partito non dice il vero — afferma, riferendosi alle dichiarazioni del consigliere regionale renziano che qualche tempo fa, sulla scorsa campagna elettorale cascinese, aveva detto di aver chiesto un passo indietro all’allora sindaco in lizza per il secondo mandato. — Il Pd si era espresso positivamente sul mio operato. Se il giudizio era errato, l’errore è di tutti. Anche un candidato forte si può indebolire».
La riflessione poi scivola sul governo locale a guida Lega. «Non vedo il famoso cambiamento che si evocava in campagna elettorale — dice Antonelli. — I bilanci sono stati portati avanti secondo le linee dettate, i dirigenti sono gli stessi. Scelte importanti come sulla Mostra del Mobilio, proseguono sul loro percorso. Al tempo stesso vedo che altre cose non sono cambiate, come il campo rom a Navacchio o la Tinaia. Quando in campagna elettorale si promettono cose convinti di non vincere e poi si vince, accade questo».
Nonostante tutto questo, ora la decisione di uscire dal partito, scegliendo Mdp e la sola politica militante.
«I congressi nel Pd oramai sono conte, non discussioni. Errore di quel partito è stato pretendere di rappresentare tutti, non prendere parte» dice.
E su Mdp annuncia: «Non mi ricandiderò, tutto ciò che potevo fare l’ho fatto».
Nessun riferimento alla difficile eredità lasciata dalla sua giunta in tanti settori del Comune.
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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