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Pontedera

Arrestata la banda delle slot grazie a una traccia di Dna 

Arrestata la banda delle slot grazie a una traccia di Dna 

Quattro uomini nei guai per furti al centro scommesse: due abitano a Zambra  Nel gennaio del 2016 portarono via 50mila euro aprendo la cassaforte 

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CASCINA. Avevano assaltato la sede della Sisal di Livorno, in via Provinciale Pisana, per ben due volte, il 6 e il 25 gennaio dello scorso anno, riuscendo a portar via, complessivamente, più di cinquantamila euro in contanti. L’8 aprile i quattro uomini ritenuti responsabili dei due furti sono stati arrestati dal personale della Squadra mobile di Livorno, con la collaborazione dei colleghi delle Mobili di Pisa e Prato.
Le indagini, attivate nell’immediatezza, presero un avvio positivo dopo il furto del 25 gennaio, quando le immagini del sistema di videosorveglianza interno evidenziarono le modalità dell’assalto: tre soggetti travisati dopo aver sfondato una vetrata utilizzando una mazza, si introducevano all’interno del centro scommesse. Strisciando per terra, per evitare i sensori dell’allarme, i tre malviventi entravano nell’ufficio ove era collocata la cassaforte, che aprivano utilizzando una “mola”, asportando dal suo interno la somma in contanti di circa 40 mila euro. Meno di venti giorni prima il locale era stato interessato da un colpo analogo, durante il quale però la cassaforte non era stata toccata. Durante il furto i tre mantenevano contatti con almeno un “palo” esterno tramite radio-portatili. I quattro poi si dileguavano senza lasciare tracce, dimostrano esperienza e professionalità criminale.
Sul posto, però, la polizia scientifica riusciva a repertare una lieve traccia di sangue, forse appartenente a uno dei malviventi che s’era ferito entrando da una delle finestre.
Il Dna estratto dal sangue rinvenuto sul posto, risultato appartenere a Romolo Satori, e una complessa attività di analisi e incrocio dei tabulati telefonici, permettevano infine ai poliziotti della mobile di identificare i presunti autori: oltre a Romolo Satori, di 33 anni, il fratello di questi, Lennon Satori, di 43, residenti a Zambra di Cascina, il cugino Juri Tauman, di 44 anni, e Angelo Grandini, di 45 anni, tutti nomadi sinti.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi e alcune mirate perquisizioni che permettevano di rinvenire gli indumenti indossati durante i due assalti predatori, confermavano i sospetti degli investigatori e convincevano il Pm, dottor Massimo Mannucci della Procura di Livorno, e il Gip, dottoressa Dani, ad adottare nei confronti dei quattro un provvedimento di custodia cautelare che li ha portati in carcere a Livorno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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