Finanza
Tra Comune e Regione è scontro sui rifiuti
Il motivo è la scarsa pulizia delle sponde dell’Arno tra San Romano e via Vaghera Montopoli accusa Genio civile e Servizio difesa del suolo di non aver sorvegliato
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MONTOPOLI. La Regione Toscana porta il Comune di Montopoli in tribunale, con un ricorso al Tar che potrebbe fare scuola nei rapporti tra amministrazioni comunali e uffici regionali. È una vera e propria guerra tra enti quella che si è appena scatenata.
Al centro del contendere c’è il problema dei rifiuti abbandonati lungo l’Arno, nel territorio comunale di Montopoli, che in molti casi hanno finito per riempire anche le opere idrauliche realizzate lungo l’ansa del fiume, la cui competenza è passata dalla Provincia alla Regione il 1° gennaio. Da qui la posizione di Montopoli che, con una determina del 16 gennaio, ordinava ai due enti la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti «entro e non oltre 60 giorni», minacciando in caso contrario l’applicazione di sanzioni. Per tutta risposta, il 22 marzo, la Regione ha fatto sapere di aver presentato ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana.
All’origine di tutto, come detto, c’è il problema dei rifiuti gettati lungo le sponde dell’Arno tra San Romano e la zona di via Vaghera. Rifiuti che hanno riempito anche canali di scolo, scivoli e cateratte di proprietà demaniale, come rivelato dopo gli ultimi tagli di vegetazione. Da qui i solleciti del Comune di Montopoli verso gli uffici del Genio civile in Regione e verso il Servizio difesa del suolo della Provincia (accusata di non aver attuato una «costante vigilanza») per chiedere una rapida rimozione dei rifiuti.
Nelle comunicazioni di risposta al Comune, tuttavia, i due enti avevano spiegato che i rifiuti non rappresentano un ostacolo al deflusso delle acque, relegando la questione solo a un problema «di decoro urbano» e pertanto escluso dalla propria competenza.
La risposta non è affatto piaciuta dalle parti di piazza San Matteo, dove il dirigente del settore assetto del territorio e ambiente, Fausto Condello, ha firmato il 16 gennaio una determina che ordina ai due enti di provvedere quanto prima, accusandoli di «sottovalutare — si legge — la portata delle norme in tema di corretta gestione e tutela dell’ambiente», e sottolineando come i rifiuti possano costituire un «ostacolo al buon funzionamento delle opere idrauliche quali cateratte, valvole e paratoie».
Il dirigente Condello, pertanto, tirava in ballo direttamente il presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, il consigliere con delega all’Ambiente Simone Millozzi, l’assessore regionale Federica Fratoni e il dirigente del Genio civile Francesco Pistone, ingiungendo di «ottemperare o far ottemperare agli uffici competenti la rimozione dei rifiuti abbandonati e il loro smaltimento — si legge — entro e non oltre 60 giorni dalla notifica del provvedimento».
Avvertendo anche che, in caso di inottemperanza, il Comune avrebbe applicato le sanzioni previste. Per tutta risposta, intorno allo scadere dei 60 giorni, la Regione ha scelto di impugnare la determina del fronte al Tar per chiederne l’annullamento e reclamare una sospensiva in attesa della sentenza. Dopo la notizia del ricorso, arrivata negli uffici comunali il 22 marzo, la giunta comunale ha deliberato di tenere il punto e di resistere di fronte ai giudici del Tar. L’amministrazione ha quindi affidato l’incarico all’avvocato Luigi Bimbi e impegnato 4mila euro per le relative spese legali.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Al centro del contendere c’è il problema dei rifiuti abbandonati lungo l’Arno, nel territorio comunale di Montopoli, che in molti casi hanno finito per riempire anche le opere idrauliche realizzate lungo l’ansa del fiume, la cui competenza è passata dalla Provincia alla Regione il 1° gennaio. Da qui la posizione di Montopoli che, con una determina del 16 gennaio, ordinava ai due enti la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti «entro e non oltre 60 giorni», minacciando in caso contrario l’applicazione di sanzioni. Per tutta risposta, il 22 marzo, la Regione ha fatto sapere di aver presentato ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana.
All’origine di tutto, come detto, c’è il problema dei rifiuti gettati lungo le sponde dell’Arno tra San Romano e la zona di via Vaghera. Rifiuti che hanno riempito anche canali di scolo, scivoli e cateratte di proprietà demaniale, come rivelato dopo gli ultimi tagli di vegetazione. Da qui i solleciti del Comune di Montopoli verso gli uffici del Genio civile in Regione e verso il Servizio difesa del suolo della Provincia (accusata di non aver attuato una «costante vigilanza») per chiedere una rapida rimozione dei rifiuti.
Nelle comunicazioni di risposta al Comune, tuttavia, i due enti avevano spiegato che i rifiuti non rappresentano un ostacolo al deflusso delle acque, relegando la questione solo a un problema «di decoro urbano» e pertanto escluso dalla propria competenza.
La risposta non è affatto piaciuta dalle parti di piazza San Matteo, dove il dirigente del settore assetto del territorio e ambiente, Fausto Condello, ha firmato il 16 gennaio una determina che ordina ai due enti di provvedere quanto prima, accusandoli di «sottovalutare — si legge — la portata delle norme in tema di corretta gestione e tutela dell’ambiente», e sottolineando come i rifiuti possano costituire un «ostacolo al buon funzionamento delle opere idrauliche quali cateratte, valvole e paratoie».
Il dirigente Condello, pertanto, tirava in ballo direttamente il presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, il consigliere con delega all’Ambiente Simone Millozzi, l’assessore regionale Federica Fratoni e il dirigente del Genio civile Francesco Pistone, ingiungendo di «ottemperare o far ottemperare agli uffici competenti la rimozione dei rifiuti abbandonati e il loro smaltimento — si legge — entro e non oltre 60 giorni dalla notifica del provvedimento».
Avvertendo anche che, in caso di inottemperanza, il Comune avrebbe applicato le sanzioni previste. Per tutta risposta, intorno allo scadere dei 60 giorni, la Regione ha scelto di impugnare la determina del fronte al Tar per chiederne l’annullamento e reclamare una sospensiva in attesa della sentenza. Dopo la notizia del ricorso, arrivata negli uffici comunali il 22 marzo, la giunta comunale ha deliberato di tenere il punto e di resistere di fronte ai giudici del Tar. L’amministrazione ha quindi affidato l’incarico all’avvocato Luigi Bimbi e impegnato 4mila euro per le relative spese legali.
Giacomo Pelfer
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