Lutto
Stella Maris, bufera dopo la chiusura di casette irregolari
L’associazione dei genitori chiede una soluzione urgente «A rischio lo svolgimento delle attività di riabilitazione»
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FAUGLIA. La Agosm, l’associazione dei genitori che hanno figli assistiti dalla Stella Maris nella struttura di Montalto, esprime crescente preoccupazione per la situazione dei ragazzi ospitati a Montalto ed un disagio enorme causato dal fatto che ai presunti maltrattamenti subiti dagli utenti all’interno della struttura, e per i quali è tuttora in corso l’indagine dell’autorità giudiziaria, si sono affiancate problematiche che riguardano la struttura stessa. Prima decisione tra tutte riguarda la chiusura dei moduli, casette di legno, dove avveniva la riabilitazione in quanto non a norma.
«Tali problematiche non possono e non devono far dimenticare agli inquirenti, alle istituzioni e alla dirigenza della Stella Maris ciò che purtroppo è accaduto all’interno della struttura e che è stato ripreso dalle videocamere istallate dai carabinieri, a seguito dei quali la Procura ha disposto la sospensione dal lavoro di ben nove dipendenti. Una così diffusa pratica di maltrattamenti da parte di operatori nei confronti dei ragazzi non può che sollevare dubbi sulla vigilanza e sulla gestione del personale, ma soprattutto sulla poca attenzione che sicuramente è stata rivolta ai bisogni degli utenti», spiega l’avvocato Annalisa Cecchetti, parlando a nome dell’associazione.
La scelta della struttura di Montalto, è avvenuta sempre in ragione delle necessità degli utenti e della serietà e dell’autorevolezza che la Fondazione Stella Maris ha nel campo della disabilità.
«È quindi doveroso che all’interno della struttura siano poste in essere tutte le attività necessarie (reperimento di personale idoneo, formazione continua, avvicendamenti, vigilanza, telecamere di sorveglianza, riabilitazione perché i ragazzi di Montalto abbiano le migliori cure», aggiunge l’avvocato.
Per tale motivo la Agosm intraprenderà tutte le azioni consentite perché i responsabili a qualsiasi titolo in questa vicenda siano puniti per i reati che verranno rilevati dall’autorità giudiziaria.
Il rilievo della vicenda ha indotto istituzioni e autorità a vario titolo coinvolti nella gestione di Montalto a porre in essere tutte le verifiche sulla struttura, e nel corso di tali verifiche sono state evidenziate molte delle irregolarità «che Agosm evidenziava da tempo e che, inspiegabilmente, fino ad oggi non avevano impedito alla struttura di mantenere l’accreditamento. Oggi tutti si sono mossi e hanno preso i provvedimenti imposti dalla normativa, tra cui la chiusura dei moduli prefabbricati finora utilizzati per la riabilitazione, e che sono stati giudicati non idonei».
«L’Associazione — prosegue l’avvocato — non può che valutare positivamente l’intervento delle istituzioni, a cui la stessa associazione si era più volte rivolta inutilmente, ma non può che rilevare che anche questa volta le esigenze delle persone con disabilità non sono state minimamente tenute di conto. I moduli che sono stati chiusi erano gli unici spazi disponibili per fare riabilitazione: una soluzione che anni fa era stata scelta in via provvisoria e che poi, nel silenzio di tutti, era diventata definitiva. Ora però la loro chiusura rende assai difficile lo svolgimento della riabilitazione e mette a rischio la stessa permanenza in attività della struttura».
I genitori di Montalto chiedono che gli enti competenti, di concerto con la Stella Maris e con la stessa Associazione, trovino una soluzione. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Tali problematiche non possono e non devono far dimenticare agli inquirenti, alle istituzioni e alla dirigenza della Stella Maris ciò che purtroppo è accaduto all’interno della struttura e che è stato ripreso dalle videocamere istallate dai carabinieri, a seguito dei quali la Procura ha disposto la sospensione dal lavoro di ben nove dipendenti. Una così diffusa pratica di maltrattamenti da parte di operatori nei confronti dei ragazzi non può che sollevare dubbi sulla vigilanza e sulla gestione del personale, ma soprattutto sulla poca attenzione che sicuramente è stata rivolta ai bisogni degli utenti», spiega l’avvocato Annalisa Cecchetti, parlando a nome dell’associazione.
La scelta della struttura di Montalto, è avvenuta sempre in ragione delle necessità degli utenti e della serietà e dell’autorevolezza che la Fondazione Stella Maris ha nel campo della disabilità.
«È quindi doveroso che all’interno della struttura siano poste in essere tutte le attività necessarie (reperimento di personale idoneo, formazione continua, avvicendamenti, vigilanza, telecamere di sorveglianza, riabilitazione perché i ragazzi di Montalto abbiano le migliori cure», aggiunge l’avvocato.
Per tale motivo la Agosm intraprenderà tutte le azioni consentite perché i responsabili a qualsiasi titolo in questa vicenda siano puniti per i reati che verranno rilevati dall’autorità giudiziaria.
Il rilievo della vicenda ha indotto istituzioni e autorità a vario titolo coinvolti nella gestione di Montalto a porre in essere tutte le verifiche sulla struttura, e nel corso di tali verifiche sono state evidenziate molte delle irregolarità «che Agosm evidenziava da tempo e che, inspiegabilmente, fino ad oggi non avevano impedito alla struttura di mantenere l’accreditamento. Oggi tutti si sono mossi e hanno preso i provvedimenti imposti dalla normativa, tra cui la chiusura dei moduli prefabbricati finora utilizzati per la riabilitazione, e che sono stati giudicati non idonei».
«L’Associazione — prosegue l’avvocato — non può che valutare positivamente l’intervento delle istituzioni, a cui la stessa associazione si era più volte rivolta inutilmente, ma non può che rilevare che anche questa volta le esigenze delle persone con disabilità non sono state minimamente tenute di conto. I moduli che sono stati chiusi erano gli unici spazi disponibili per fare riabilitazione: una soluzione che anni fa era stata scelta in via provvisoria e che poi, nel silenzio di tutti, era diventata definitiva. Ora però la loro chiusura rende assai difficile lo svolgimento della riabilitazione e mette a rischio la stessa permanenza in attività della struttura».
I genitori di Montalto chiedono che gli enti competenti, di concerto con la Stella Maris e con la stessa Associazione, trovino una soluzione. (s. c.)
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