Il Tirreno

Pontedera

È stata la dimora di imprenditori 

Villa Crastan è un simbolo per Pontedera. Fu progettata nel 1928 dall’architetto Agenore Arrighi, su commissione di Manlio Crastan, fratello di Luzio. I due fratelli, trasferitisi in Italia dalla...

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Villa Crastan è un simbolo per Pontedera. Fu progettata nel 1928 dall’architetto Agenore Arrighi, su commissione di Manlio Crastan, fratello di Luzio. I due fratelli, trasferitisi in Italia dalla Svizzera, avevano già scelto la Valdera per fondare la fabbrica per la produzione di surrogati del caffè. I Crastan hanno abitato nella villa fino agli anni Sessanta. Nel 1966 il Comune acquistò l’edificio, che poi è stato sede della biblioteca comunale fino all’aprile 2014, quando quest’ultima è stata spostata nella nuova sede intitolata a Giovanni Gronchi, in via Rinaldo Piaggio. Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto “Viva Villa Crastan viva” , il sindaco Simone Millozzi ha rivelato che ci sono soggetti interessati allo spostamento dei volumi abitativi, nella zona del Chiesino, tra Pontedera e Fornacette, di due vecchi edifici commerciali e industriali presenti in città. Uno di questi è proprio lo stabilimento Crastan, in via Primo Maggio. L’altro immobile è un’ex concessionaria, anch’essa in via Primo Maggio, di fronte alla vecchia sede dell’Ipsia Pacinotti. «La fabbrica Crastan, comunque, resterà al suo posto. Credo che sia un bene importante per la città — ha spiegato Millozzi — ed è giusto che le nuove generazioni possano ammirarla e, perché no, viverla grazie a iniziative che potrebbero essere organizzate nello stabilimento». (t.s.)

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