Sicurezza
Bandito in fuga la caccia continua
L’auto su cui si è dileguato dopo la morte del complice non è stata trovata: il malvivente potrebbe essere fuori zona
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CASCINA. Dopo l’esame esterno — l’incarico è stato affidato ieri mattina — la salma del rapinatore morto lunedì mattina durante l’assalto alla Banca Popolare di Lajatico, alla filiale di Navacchio, potrà essere consegnata alla famiglia.
Ciro Veneruso aveva 47 anni (era nato il primo febbraio 1970) e viveva a Napoli dove era nato. Non aveva un lavoro stabile ed aveva già avuto guai con la giustizia, sempre per reati commessi in trasferta.
All’identificazione dell’uomo i carabinieri sono arrivati nelle ore successive alla rapina attraverso l’Afis: si tratta del sistema automatizzato di identificazione delle impronte a disposizione delle forze di polizia.
Il complice di Veneruso quello che ha avuto gli atteggiamenti più violenti, che ha minacciato il cassiere e gli ha puntato un coltello alla gola, è riuscito a fuggire e finora pare sia anche riuscito a fare perdere le proprie tracce.
I carabinieri lavorano sia sulle tracce lasciate dal malvivente nella banca che sulle immagini riprese dalle telecamere della banca e di privati.
Non è escluso che la coppia possa avere un basista nella zona o che avesse studiato il colpo già da qualche giorno.
Tuttavia anche da quello che viene spiegato si intuisce che i due uomini non sono sprovveduti in fatto di rapine ed è altrettanto chiaro che quello che avevano organizzato a Navacchio non era certo un colpo che li avrebbe resi molto più ricchi. Infatti la cifra che il bandito in fuga è riuscito a portare via è inferiore a 4mila euro.
Da quanto è stato spiegato i due uomini erano molto agitati, in particolare il malvivente armato di trincetto. La Procura della Repubblica non ha ritenuto necessario richiedere l’autopsia per Veneruso, come invece era sembrato in un primo momento, in quanto la causa della morte è abbastanza chiara: si è trattato di un infarto.
I carabinieri lavorano per dare un nome anche al secondo rapinatore che potrebbe avere raggiunto un complice e potrebbe essere tornato in Campania. Finora l’auto usata per la rapina non è stata trovata abbandonata da qualche parte e questo lascia aperte varie ipotesi, compresa quella che l’uomo che viene ricercato sia ancora nella zona.
Le indagini vanno avanti in maniera serrata, anche se sono coperte da un comprensibile riserbo.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ciro Veneruso aveva 47 anni (era nato il primo febbraio 1970) e viveva a Napoli dove era nato. Non aveva un lavoro stabile ed aveva già avuto guai con la giustizia, sempre per reati commessi in trasferta.
All’identificazione dell’uomo i carabinieri sono arrivati nelle ore successive alla rapina attraverso l’Afis: si tratta del sistema automatizzato di identificazione delle impronte a disposizione delle forze di polizia.
Il complice di Veneruso quello che ha avuto gli atteggiamenti più violenti, che ha minacciato il cassiere e gli ha puntato un coltello alla gola, è riuscito a fuggire e finora pare sia anche riuscito a fare perdere le proprie tracce.
I carabinieri lavorano sia sulle tracce lasciate dal malvivente nella banca che sulle immagini riprese dalle telecamere della banca e di privati.
Non è escluso che la coppia possa avere un basista nella zona o che avesse studiato il colpo già da qualche giorno.
Tuttavia anche da quello che viene spiegato si intuisce che i due uomini non sono sprovveduti in fatto di rapine ed è altrettanto chiaro che quello che avevano organizzato a Navacchio non era certo un colpo che li avrebbe resi molto più ricchi. Infatti la cifra che il bandito in fuga è riuscito a portare via è inferiore a 4mila euro.
Da quanto è stato spiegato i due uomini erano molto agitati, in particolare il malvivente armato di trincetto. La Procura della Repubblica non ha ritenuto necessario richiedere l’autopsia per Veneruso, come invece era sembrato in un primo momento, in quanto la causa della morte è abbastanza chiara: si è trattato di un infarto.
I carabinieri lavorano per dare un nome anche al secondo rapinatore che potrebbe avere raggiunto un complice e potrebbe essere tornato in Campania. Finora l’auto usata per la rapina non è stata trovata abbandonata da qualche parte e questo lascia aperte varie ipotesi, compresa quella che l’uomo che viene ricercato sia ancora nella zona.
Le indagini vanno avanti in maniera serrata, anche se sono coperte da un comprensibile riserbo.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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