Attenzione
“Ricostruiamo santa croce” sul piede di guerra
Quel regolamento paralizzerà le concerie
SANTA CROCE. Per mettersi in regola ci sono due anni di tempo. Da qui al 2019, le aziende conciarie di Santa Croce dovranno dotarsi di linee fognarie e vasche di raccolta differenziate per tenere...
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Per mettersi in regola ci sono due anni di tempo. Da qui al 2019, le aziende conciarie di Santa Croce dovranno dotarsi di linee fognarie e vasche di raccolta differenziate per tenere separate le acque meteoriche di tetti e coperture da quelle dei piazzali. Lo prevede il regolamento adottato pochi giorni fa dal Comune recependo un decreto della presidenza regionale del 2008.
Un regolamento che non convince affatto i consiglieri di “Ricostruiamo Santa Croce”, per i quali le regole fissate dall’amministrazione vanno molto al di là della legislazione regionale, finendo in un certo senso per sconfessarla. «In consiglio comunale – spiega la consigliera Fulvia Quirici – il regolamento è stato giustificato con la necessità di mettersi al passo col decreto del 2008. In realtà, se andiamo a leggere la normativa regionale, scopriamo che per le aree ad alta densità produttiva come la nostra, la raccomandazione è di inviare tutte le acque a depurazione, senza distinzione, esattamente come avviene già da anni nel nostro comune. A maggior ragione, quindi, non avevamo nessun obbligo di dotarci di questo regolamento. È evidente che si è voluto inserire prescrizioni aggiuntive rispetto alla legge preordinata».
Su questo la lista “Ricostruiamo” reclama un chiarimento, «riservandoci in caso contrario – annuncia il capogruppo Flavio Baldi – di chiedere un consiglio comunale aperto». Per i consiglieri, infatti, il rischio non è solo di costringere le aziende a costosi interventi edili, ma anche di paralizzarne l’attività, «perché per le aziende conciarie - sottolinea Quirici – i piazzali sono parte integrante del ciclo produttivo. Anche l'art. 42 del decreto regionale, precisa che per richiedere di differenziare le acque occorre tener conto dell'attività e degli spazi di manovra».
Giacomo Pelfer
Un regolamento che non convince affatto i consiglieri di “Ricostruiamo Santa Croce”, per i quali le regole fissate dall’amministrazione vanno molto al di là della legislazione regionale, finendo in un certo senso per sconfessarla. «In consiglio comunale – spiega la consigliera Fulvia Quirici – il regolamento è stato giustificato con la necessità di mettersi al passo col decreto del 2008. In realtà, se andiamo a leggere la normativa regionale, scopriamo che per le aree ad alta densità produttiva come la nostra, la raccomandazione è di inviare tutte le acque a depurazione, senza distinzione, esattamente come avviene già da anni nel nostro comune. A maggior ragione, quindi, non avevamo nessun obbligo di dotarci di questo regolamento. È evidente che si è voluto inserire prescrizioni aggiuntive rispetto alla legge preordinata».
Su questo la lista “Ricostruiamo” reclama un chiarimento, «riservandoci in caso contrario – annuncia il capogruppo Flavio Baldi – di chiedere un consiglio comunale aperto». Per i consiglieri, infatti, il rischio non è solo di costringere le aziende a costosi interventi edili, ma anche di paralizzarne l’attività, «perché per le aziende conciarie - sottolinea Quirici – i piazzali sono parte integrante del ciclo produttivo. Anche l'art. 42 del decreto regionale, precisa che per richiedere di differenziare le acque occorre tener conto dell'attività e degli spazi di manovra».
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google