Finanza
Il sindaco
«Difficile fare controlli di notte in quest’area»
SASSO PISANO. La vasca termale dove è avvenuta la tragedia si trova vicino all’area archeologica, delimitata da reti e cartelli, del complesso termale etrusco romano conosciuto come “Il Bagnone”....
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SASSO PISANO. La vasca termale dove è avvenuta la tragedia si trova vicino all’area archeologica, delimitata da reti e cartelli, del complesso termale etrusco romano conosciuto come “Il Bagnone”. «Non ci sono protezioni, la zona è di libero accesso», dicono gli abitanti del piccolo paese di Sasso Pisano. Ma è sempre stato così e gli appassionati dei percorsi termali e naturalistici, oltre che di archeologia, conoscono bene quest’area, così come avviene per il Masso delle Fanciulle a Pomarance.
Dopo la tragedia c’è anche chi si chiede se siano mai stati attivati controlli sulla qualità dell’acqua e sulle condizioni igieniche di questi bacini termali. Le indagini dei carabinieri sono ora volte anche a verificare la proprietà dell’area. Il sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini, ritiene che il fosso, anche se attraversa una proprietà vicina al complesso archeologico e quindi pubblica in quanto è della Soprintendenza, sia di proprietà demaniale.
«L’area archeologica - dice il sindaco - è delimitata da cancelli e recinzioni. Si può entrare solo quando c’è la sorveglianza. Sono dispiaciuto per la morte di questo ragazzo e mi unisco al dolore della famiglia. Credo comunque, da quanto mi è stato riferito, che i ragazzi fossero entrati in un’area in cui di fatto esiste un divieto di accesso, in particolare di notte. Controllare chi entra e chi esce o chi usa questi piccoli laghetti non è possibile - ripete il sindaco -. L’area archeologica è chiusa, capire chi fa il bagno in quelli che di fatto sono come fossi non è possibile». Tutta la zona di Sasso Pisano è ricca di manifestazioni geotermiche naturali come quella dove è morto il giovane residente a Cecina. Il complesso sacro-termale del Bagnone è al centro di scavi dalla metà degli anni’80. La Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha lavorato per riportare alla luce il complesso architettonico considerato di interesse storico e archeologico che attesta nella zona un insediamento termale di epoca tardo romana.
«Le prime notizie sulla presenza di antichi resti nel sito risalgono a circa trent’anni fa, quando fu portata all’attenzione degli archeologi una tegola con bollo in caratteri etruschi che secondo gli studiosi attestava l’esistenza di un edificio pubblico, dei quali rimanevano però soltanto alcune colonne e pochi capitelli di tufo. Gli scavi hanno invece riportato allla luce un sito ben più complesso, unico nella zona definita come Etruria settentrionale», spiegano le guide turistiche dedicate alla zona. Un’area non particolarmente curata, questa la prima impressione.
Queste terme “libere” sono amate in particolare dagli stranieri, oltre che da appassionati che abitano nelle province di Pisa e di Livorno e che conoscono come raggiungere un luogo difficilmente accessibile. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dopo la tragedia c’è anche chi si chiede se siano mai stati attivati controlli sulla qualità dell’acqua e sulle condizioni igieniche di questi bacini termali. Le indagini dei carabinieri sono ora volte anche a verificare la proprietà dell’area. Il sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini, ritiene che il fosso, anche se attraversa una proprietà vicina al complesso archeologico e quindi pubblica in quanto è della Soprintendenza, sia di proprietà demaniale.
«L’area archeologica - dice il sindaco - è delimitata da cancelli e recinzioni. Si può entrare solo quando c’è la sorveglianza. Sono dispiaciuto per la morte di questo ragazzo e mi unisco al dolore della famiglia. Credo comunque, da quanto mi è stato riferito, che i ragazzi fossero entrati in un’area in cui di fatto esiste un divieto di accesso, in particolare di notte. Controllare chi entra e chi esce o chi usa questi piccoli laghetti non è possibile - ripete il sindaco -. L’area archeologica è chiusa, capire chi fa il bagno in quelli che di fatto sono come fossi non è possibile». Tutta la zona di Sasso Pisano è ricca di manifestazioni geotermiche naturali come quella dove è morto il giovane residente a Cecina. Il complesso sacro-termale del Bagnone è al centro di scavi dalla metà degli anni’80. La Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha lavorato per riportare alla luce il complesso architettonico considerato di interesse storico e archeologico che attesta nella zona un insediamento termale di epoca tardo romana.
«Le prime notizie sulla presenza di antichi resti nel sito risalgono a circa trent’anni fa, quando fu portata all’attenzione degli archeologi una tegola con bollo in caratteri etruschi che secondo gli studiosi attestava l’esistenza di un edificio pubblico, dei quali rimanevano però soltanto alcune colonne e pochi capitelli di tufo. Gli scavi hanno invece riportato allla luce un sito ben più complesso, unico nella zona definita come Etruria settentrionale», spiegano le guide turistiche dedicate alla zona. Un’area non particolarmente curata, questa la prima impressione.
Queste terme “libere” sono amate in particolare dagli stranieri, oltre che da appassionati che abitano nelle province di Pisa e di Livorno e che conoscono come raggiungere un luogo difficilmente accessibile. (s.c.)
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