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Pontedera

NO ALLA RIFORMA DEL processo 

Avvocati “scioperano” una settimana 

Avvocati “scioperano” una settimana 

Domani volantinaggio davanti al Comune: «Si dilatano i tempi»

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PISA. Si astengono dalle udienze per una settimana e scendono in piazza per una mattina. Protesta nazionale e volantinaggio locale per gli avvocati penalisti che contestano la riforma della giustizia del governo Gentiloni.
Lo “sciopero”, iniziato ieri, andrà avanti fino a venerdì compreso. Domani, dalle 11 alle 13, gli avvocati penalisti di Pisa si ritroveranno in piazza XX settembre, davanti al Comune, per spiegare le ragioni dello sciopero e diffondere dei volantini. «La politica sta uccidendo il giusto processo sancito costituzionalmente e rinnegando le ragioni che hanno condotto all’approvazione del nuovo codice di procedura penale — spiegano la Camera Penale pisana -. Gli avvocati penalisti non scioperano per questioni economiche o per vedersi riconosciuti privilegi o per ottenere vantaggi. Gli avvocati, da sempre, presidio e garanzia dei diritti di tutti: degli indagati, degli imputati, delle vittime, protestano in modo fermo e determinato per i duri attacchi arrecati ai diritti. Prevedere un aumento dei termini prescrizionali non servirà a impedire che i processi terminino per prescrizione: è solo un modo per far sì che ciò continui ad accadere solo che accadrà più tardi. L’innocente sarà assolto più tardi. Il colpevole sarà condannato più tardi. La vittima verrà risarcita più tardi. La giustizia deve fare il suo corso quanto prima, non più tardi! E cosa vogliamo dire del processo “a distanza”? Del fatto che l’imputato viene allontanato come un ospite sgradito? Si intende abolire il diritto dell’imputato di essere presente laddove si discute di lui, della sua libertà».
Il presidente della Camera Penale di Pisa, Laura Antonelli, in occasione dello sciopero di marzo, disse che il disegno di legge era “menzognero” visto che «l’intitolazione ( “Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi”) si poneva in evidente discrasia con il contenuto. Non è affatto un caso che, dopo le innumerevoli manifestazioni di dissenso e di aperta contestazione, il titolo sia stato cambiato in “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”».

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