Sicurezza
La Provincia si insinua nel fallimento della Logli
L’ente locale chiede un risarcimento di 7,5 milioni di euro al tribunale di Arezzo per le carenze riscontrate nella costruzione del liceo Marconi di San Miniato
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SAN MINIATO. La Provincia aveva provato a presentare il conto: 7milioni e mezzo in tutto, comprensivi del prezzo pattuito nel 2009 per l’acquisto dell’immobile all’interporto, più i 442mila euro spesi per trasferire i ragazzi nel nuovo edificio a La Scala.
È la richiesta risarcitoria con la quale l’amministrazione provinciale aveva reclamato la propria parte nello stato passivo della Logi Immobiliare Srl, la società dalla quale fu acquistato, nel luglio 2009, il famigerato immobile che ha ospitato i ragazzi del liceo Marconi fino al mese di ottobre. Società che è stata dichiarata fallita alla vigilia di Natale, obbligando la Provincia a chiedere d’essere inserita tra i creditori per un importo di 7, 5 milioni. Una richiesta rifiutata dal curatore fallimentare e confermata dal giudice. È così che la Provincia ha deciso pochi giorni fa di presentare ricorso al tribunale di Arezzo, quanto meno per la mole di soldi pubblici in ballo, nel tentativo di ribaltare la prima decisione dei giudici e essere ammessa tra i creditori. Una battaglia legale complicata, ma che al momento rappresenta l’unica strada, al netto delle eventuali responsabilità che dovranno essere accertate dalla Procura, per provare a recuperare almeno parte dei soldi pubblici investiti.
La storia, ormai nota, è relativa all’acquisto della struttura a San Donato che dal 2008 aveva ospitato i ragazzi del liceo Marconi, dopo i problemi di stabilità emersi nel vecchio immobile di via Catena. Un investimento da 7 milioni di euro che ha sempre fatto discutere, giustificato come un’opportunità per “valorizzare” l’immobile stesso, cessando di pagare l’affitto e incamerando una proprietà che, un giorno, avrebbe potuto essere rivenduta proprio per reperire risorse necessarie alla ricostruzione del liceo. Lo scorso ottobre, poi, era arrivata la doccia fredda, quando l’immobile di San Donato aveva rilevato una serie di difetti di costruzione nei solai, costringendo la Provincia a cercare una nuova sede provvisoria a La Scala. Il 25 ottobre, 5 giorni dopo l’esposto in Procura, era stata inviata alla Logi Immobiliare la denuncia di «vizi e gravi difetti occulti», con conseguente richiesta di risarcimento, seguita da un sopralluogo congiunto a novembre. Il fallimento, poi, ha ulteriormente complicato il quadro: alla richiesta della Provincia di essere ammessa al passivo per 7, 5 milioni, il curatore ha replicato spiegando che non esistono i presupposti per la richiesta di risoluzione dell’atto di compravendita del 2009. Tesi confermata dal giudice che ha rigettato le successive osservazioni della Provincia, costretta a questo punto all’unica strada del ricorso.
Giacomo Pelfer
È la richiesta risarcitoria con la quale l’amministrazione provinciale aveva reclamato la propria parte nello stato passivo della Logi Immobiliare Srl, la società dalla quale fu acquistato, nel luglio 2009, il famigerato immobile che ha ospitato i ragazzi del liceo Marconi fino al mese di ottobre. Società che è stata dichiarata fallita alla vigilia di Natale, obbligando la Provincia a chiedere d’essere inserita tra i creditori per un importo di 7, 5 milioni. Una richiesta rifiutata dal curatore fallimentare e confermata dal giudice. È così che la Provincia ha deciso pochi giorni fa di presentare ricorso al tribunale di Arezzo, quanto meno per la mole di soldi pubblici in ballo, nel tentativo di ribaltare la prima decisione dei giudici e essere ammessa tra i creditori. Una battaglia legale complicata, ma che al momento rappresenta l’unica strada, al netto delle eventuali responsabilità che dovranno essere accertate dalla Procura, per provare a recuperare almeno parte dei soldi pubblici investiti.
La storia, ormai nota, è relativa all’acquisto della struttura a San Donato che dal 2008 aveva ospitato i ragazzi del liceo Marconi, dopo i problemi di stabilità emersi nel vecchio immobile di via Catena. Un investimento da 7 milioni di euro che ha sempre fatto discutere, giustificato come un’opportunità per “valorizzare” l’immobile stesso, cessando di pagare l’affitto e incamerando una proprietà che, un giorno, avrebbe potuto essere rivenduta proprio per reperire risorse necessarie alla ricostruzione del liceo. Lo scorso ottobre, poi, era arrivata la doccia fredda, quando l’immobile di San Donato aveva rilevato una serie di difetti di costruzione nei solai, costringendo la Provincia a cercare una nuova sede provvisoria a La Scala. Il 25 ottobre, 5 giorni dopo l’esposto in Procura, era stata inviata alla Logi Immobiliare la denuncia di «vizi e gravi difetti occulti», con conseguente richiesta di risarcimento, seguita da un sopralluogo congiunto a novembre. Il fallimento, poi, ha ulteriormente complicato il quadro: alla richiesta della Provincia di essere ammessa al passivo per 7, 5 milioni, il curatore ha replicato spiegando che non esistono i presupposti per la richiesta di risoluzione dell’atto di compravendita del 2009. Tesi confermata dal giudice che ha rigettato le successive osservazioni della Provincia, costretta a questo punto all’unica strada del ricorso.
Giacomo Pelfer
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