Sicurezza
Cambio al vertice alla Cassa volterrana
Il direttore generale Roberto Pepi va in pensione dopo 14 anni Lavorava nell’istituto di credito dal 1968. È la fine di un’epoca
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VOLTERRA . Inutile girarci intorno. Con il pensionamento di Roberto Pepi finisce un’era alla Cassa di risparmio di Volterra. L’uscita di scena del direttore generale, sostituito da Stefano Picciolini, che avrà come vice Stefano Pitti, si chiude un ciclo di 14 anni, esattamente il tempo in cui Pepi è rimasto alla guida dell’istituto di credito. «Avevo i requisiti della pensione da tempo - spiega il diretto interessato alludendo ai suoi quasi 70 anni e l’ingresso in banca alla fine del 1968 - Ma ora i tempi sono maturi per un avvicendamento. Non è che smaniassi all’idea di smettere di lavorare, ma è giusto che sia così».
Piccolini è entrato alla Volterra nel 2003, Pitti, invece, ha fatto tutta la trafila prima di arrivare alla vice direzione. Lo stesso percorso fatto da Pepi. «I tempi sono cambiati da allora - racconta ancora Pepi - ma la nostra Cassa ha saputo mantenere una propria identità. È rimasta a fianco della Valdicecina, territorio che ha risentito meno di altri della crisi e che ha ancora molte potenzialità inespresse».
«La nuova direzione - spiega una nota della banca - ha l’obiettivo di realizzare il piano strategico 2017-2019 che conferma la tradizione di banca del territorio della Cassa, l’attenzione ai bisogni delle famiglie e delle piccole e medie imprese locali. Gli elementi essenziali del nuovo Piano Strategico possono essere riassunti in centralità della struttura delle filiali al servizio anche delle località minori, servizi incentrati sempre più sulla consulenza a 360 gradi in modo da offrire soluzioni su misura ai bisogni della clientela e consulenza finanziaria tramite operatori certificati e dedicata al segmento private della clientela».
Da alcuni mesi l’istituto di credito volterrano ha imboccato la via percorsa anche da altre banche, cioè quella della riorganizzazione delle filiali con alcuni sportelli in cui è forte l’aspetto informatico. Infatti, un altro punto del piano strategico fino al 2019 riguarda «il potenziamento dei canali diretti in modo da permettere al cliente di accedere alla banca “dove-come e quando”». Il tutto per rinnovare «l’attenzione ai costi operativi. La Cassa conferma quindi la sua vocazione al territorio». Ma sottolinea anche la propria solidità, citando indici che «risultano superiori rispetto a quelli minimi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Piccolini è entrato alla Volterra nel 2003, Pitti, invece, ha fatto tutta la trafila prima di arrivare alla vice direzione. Lo stesso percorso fatto da Pepi. «I tempi sono cambiati da allora - racconta ancora Pepi - ma la nostra Cassa ha saputo mantenere una propria identità. È rimasta a fianco della Valdicecina, territorio che ha risentito meno di altri della crisi e che ha ancora molte potenzialità inespresse».
«La nuova direzione - spiega una nota della banca - ha l’obiettivo di realizzare il piano strategico 2017-2019 che conferma la tradizione di banca del territorio della Cassa, l’attenzione ai bisogni delle famiglie e delle piccole e medie imprese locali. Gli elementi essenziali del nuovo Piano Strategico possono essere riassunti in centralità della struttura delle filiali al servizio anche delle località minori, servizi incentrati sempre più sulla consulenza a 360 gradi in modo da offrire soluzioni su misura ai bisogni della clientela e consulenza finanziaria tramite operatori certificati e dedicata al segmento private della clientela».
Da alcuni mesi l’istituto di credito volterrano ha imboccato la via percorsa anche da altre banche, cioè quella della riorganizzazione delle filiali con alcuni sportelli in cui è forte l’aspetto informatico. Infatti, un altro punto del piano strategico fino al 2019 riguarda «il potenziamento dei canali diretti in modo da permettere al cliente di accedere alla banca “dove-come e quando”». Il tutto per rinnovare «l’attenzione ai costi operativi. La Cassa conferma quindi la sua vocazione al territorio». Ma sottolinea anche la propria solidità, citando indici che «risultano superiori rispetto a quelli minimi».
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