Finanza
SANITà: Disservizi
«Per l’ecodoppler ripassi tra un anno»
PONTEDERA. I tempi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche, si sa, a volte sono abbastanza lunghi. Ma la storia che racconta e al tempo stesso denuncia un cittadino di Pontedera fa davvero...
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PONTEDERA. I tempi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche, si sa, a volte sono abbastanza lunghi. Ma la storia che racconta e al tempo stesso denuncia un cittadino di Pontedera fa davvero pensare che qualcosa possa essere rivisto. Riccardo Petrocchi spiega che la madre, una pensionata di 88 anni, ha bisogno di effettuare un esame e per questo si è rivolta accompagnata dalla figlia al Cup di via Fleming a Pontedera. La donna doveva prenotare l’ecodoppler venoso e lo ha fatto con la richiesta del medico di famiglia che, stando a quanto dice il cittadino, ha indicato che si tratta di un esame da svolgere con tempi rapidi, come prioritario.
«La risposta è stata che possiamo avere un appuntamento per il 5 aprile 2018, cioè tra un anno e questo non mi sembra proprio bello da spiegare a un cittadino che paga le tasse. So anche che è brutto dirlo ma mia madre potrebbe “non arrivare “a quella data. Ovviamente noi speriamo che questo non accada ma lo abbiamo fatto presente all’impiegato del Cup che con tutta calma ci ha spiegato che volendo si può fare l’esame a pagamento spendendo 120 euro.
Allora sono andato da un privato che con circa 60 eurofarà la visita la prossima settimana e l’esame richiesto. Nel frattempo però abbiamo deciso di protestare pubblicamente.
Dopo avere ricevuto la segnalazione del cittadino ci siamo rivolti all’Asl per chiedere come stava la situazione.
L’azienda ha spiegato che questi ritardi non ci sono e con la richiesta prioritaria i tempi di attesa non possono essere lunghi. Insomma, stando all’Asl, poteva esserci un errore. Forse qualcuno non aveva capito bene.
Il cittadino è tornato al Cup ma questa volta all’ospedale Lotti. Qui un’altra impiegata gli ha confermato che non si possono prendere appuntamenti e che l’agenda del 2018 non poteva vederla.
«Mia sorella questa volta ha registrato con il telefono la conversazione. Perché non ci piace quello che è successo. Faremo l’esame a pagamento ma vogliamo protestare. Chi deve organizzare un servizio e ridurre le liste d’attesa lo faccia, come noi paghiamo le tasse».
Resta quindi da capire quale sarà ora la risposta dell’azienda sanitaria. Come è possibile che dopo due volte il cittadino non sia riuscito a prendere un appuntamento con il sistema sanitario pubblico?
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La risposta è stata che possiamo avere un appuntamento per il 5 aprile 2018, cioè tra un anno e questo non mi sembra proprio bello da spiegare a un cittadino che paga le tasse. So anche che è brutto dirlo ma mia madre potrebbe “non arrivare “a quella data. Ovviamente noi speriamo che questo non accada ma lo abbiamo fatto presente all’impiegato del Cup che con tutta calma ci ha spiegato che volendo si può fare l’esame a pagamento spendendo 120 euro.
Allora sono andato da un privato che con circa 60 eurofarà la visita la prossima settimana e l’esame richiesto. Nel frattempo però abbiamo deciso di protestare pubblicamente.
Dopo avere ricevuto la segnalazione del cittadino ci siamo rivolti all’Asl per chiedere come stava la situazione.
L’azienda ha spiegato che questi ritardi non ci sono e con la richiesta prioritaria i tempi di attesa non possono essere lunghi. Insomma, stando all’Asl, poteva esserci un errore. Forse qualcuno non aveva capito bene.
Il cittadino è tornato al Cup ma questa volta all’ospedale Lotti. Qui un’altra impiegata gli ha confermato che non si possono prendere appuntamenti e che l’agenda del 2018 non poteva vederla.
«Mia sorella questa volta ha registrato con il telefono la conversazione. Perché non ci piace quello che è successo. Faremo l’esame a pagamento ma vogliamo protestare. Chi deve organizzare un servizio e ridurre le liste d’attesa lo faccia, come noi paghiamo le tasse».
Resta quindi da capire quale sarà ora la risposta dell’azienda sanitaria. Come è possibile che dopo due volte il cittadino non sia riuscito a prendere un appuntamento con il sistema sanitario pubblico?
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