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La palazzina di Roffia sarà presto demolita 

La palazzina di Roffia sarà presto demolita 

È uno dei simboli dello spreco legati ai Mondiali di Italia 90 Era costata un miliardo di lire, ma ora nessuno sa cosa farne

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SAN MINIATO. Sarà demolita entro la fine dell’estate la palazzina del Bacino di Roffia. La giunta del Comune di San Miniato ha, infatti, approvato la delibera che prevede lo smantellamento della struttura in cemento armato costruita all’inizio degli anni Novanta lungo l’argine sud-est dell’invaso di Roffia. Un progetto sostenuto con un miliardo delle vecchie lire derivanti dagli investimenti per il campionati mondiali di calcio che si svolsero in Italia proprio nel 1990. Ma che, per vari motivi, è rimasto incompiuto senza che si trovassero soluzioni per evitarne la demolizione.
«Abbiamo già pronto il progetto esecutivo e stiamo avviando le procedure di gara per l’affidamento dei lavori - spiegano il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e l’assessore ai lavori pubblici Marzia Fattori - Prima di procedere all’approvazione della demolizione abbiamo contattato la Regione Toscana, il Coni e la Federazione Italiana Canottaggio per sapere se erano interessati a rilevare la struttura, ma ci hanno risposto di no. Da qui è partito il nostro progetto di interventi diviso in due lotti; il primo di questi riguarda appunto la demolizione della palazzina, con termine dei lavori fissato per la fine dell’estate. Il secondo lotto prevede invece lo spostamento a quota di sicurezza delle strutture di ricovero delle imbarcazioni utilizzate dalla società di canottaggio, interessate da allagamenti ogni volta che la cassa viene messa in funzione».
Il secondo stralcio di lavori potrà partire dopo l’estate, quando l’area della palazzina sarà sgombrata. «Questo fabbricato è soggetto ad un deterioramento delle strutture portanti e sottoposto a degrado - spiegano i due amministratori - pertanto ci è sembrato giusto intervenire. Oltre ad evitare il pericolo, questo intervento ci consente anche di restituire alla società di canottaggio ricoveri per le imbarcazioni idonei e non più a rischio allagamenti».
La palazzina di Roffia sarebbe dovuta diventare la base di arrivo delle competizioni di canottaggio di un grande bacino remiero. Una Cittadella dell’acqua che non è stata mai realizzata, salvo la preziosa attività portata avanti dalla Canottieri di San Miniato del presidente Enzo Ademollo (che lo scorso settembre disse che è «sbagliato parlare di uno spreco, perché fu la Provincia a bloccare tutto dopo l’inondazione del’93») . Prima il fallimento della ditta appaltatrice, poi la necessità di realizzare opere idrauliche per mettere in sicurezza la zona dal rischio inondazioni. E così, dopo vent’anni di degrado e vandalismi è arrivato l’ultimo tentativo da parte del Comune di trovare un soggetto che ristrutturasse l’edificio, il cui costo per il recupero è di 500mila euro, prima dell’inevitabile demolizione da parte proprio dell’amministrazione sanminiatese.
Uno spreco di risorse come tante altre legate a Italia 90. Sicuramente troppe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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