Sicurezza
Il giudice: la vespa è un oggetto di design
L’orgoglio pontederese tutelato dalla legge
PONTEDERA. Tutto era iniziato alla fiera delle due ruote nel 2013 col sequestro di cloni cinesi della Vespa. Ieri il Tribunale di Torino ha stabilito che il celebre scooter, in tutte le sue forme dal...
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PONTEDERA. Tutto era iniziato alla fiera delle due ruote nel 2013 col sequestro di cloni cinesi della Vespa. Ieri il Tribunale di Torino ha stabilito che il celebre scooter, in tutte le sue forme dal 1946, è un’opera di design industriale tutelata dalla legge sul diritto d'autore e nessun clone può essere commercializzato in Italia.
Una notizia storica, che Piaggio giudica «molto positiva che conclude una vicenda iniziata all’Eicma del 2013», a pochi giorni di distanza dal polverone attorno al gioiello pontederese alzato dal presidente americano Donald Trump e la sua idea d’imporre dazi del 100% a prodotti europei venduti negli Usa, Vespa della Piaggio compresa. Nel 2013 le fiamme gialle sequestrarono alcuni modelli di scooter tra cui il “Ves” prodotto da Taizhou Zhongneng per violazione dei diritti di proprietà intellettuale di titolarità di Piaggio, costituiti dal marchio tridimensionale a protezione della forma della Vespa registrato in Italia.
La Taizhou Zhongneng ha citato Piaggio davanti al Tribunale di Torino richiedendo l’annullamento della frazione italiana del suddetto marchio tridimensionale, nonché una pronuncia che escludesse la configurabilità della contraffazione del marchio tridimensionale rispetto allo scooter “Ves” sequestrato all’ Eicma. Ma la sentenza ha dato piena validità al marchio tridimensionale Vespa di Piaggio e stabilito la contraffazione dello scooter “Ves” di Znen. In più è stata riconosciuta la tutela della Vespa ai sensi del diritto d'autore, confermando il carattere creativo e il valore artistico propri della sua forma, così dichiarando che lo scooter Ves costituisca conseguentemente anche violazione del diritto d'autore di Piaggio.
Una notizia storica, che Piaggio giudica «molto positiva che conclude una vicenda iniziata all’Eicma del 2013», a pochi giorni di distanza dal polverone attorno al gioiello pontederese alzato dal presidente americano Donald Trump e la sua idea d’imporre dazi del 100% a prodotti europei venduti negli Usa, Vespa della Piaggio compresa. Nel 2013 le fiamme gialle sequestrarono alcuni modelli di scooter tra cui il “Ves” prodotto da Taizhou Zhongneng per violazione dei diritti di proprietà intellettuale di titolarità di Piaggio, costituiti dal marchio tridimensionale a protezione della forma della Vespa registrato in Italia.
La Taizhou Zhongneng ha citato Piaggio davanti al Tribunale di Torino richiedendo l’annullamento della frazione italiana del suddetto marchio tridimensionale, nonché una pronuncia che escludesse la configurabilità della contraffazione del marchio tridimensionale rispetto allo scooter “Ves” sequestrato all’ Eicma. Ma la sentenza ha dato piena validità al marchio tridimensionale Vespa di Piaggio e stabilito la contraffazione dello scooter “Ves” di Znen. In più è stata riconosciuta la tutela della Vespa ai sensi del diritto d'autore, confermando il carattere creativo e il valore artistico propri della sua forma, così dichiarando che lo scooter Ves costituisca conseguentemente anche violazione del diritto d'autore di Piaggio.
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