Gioco
Un campo sportivo per l’unica frazione che non ce l’ha
Il nuovo impianto consoliderebbe l’attività calcistica e sociale La Borra si prepara a ospitare il raduno di mountain bike
3 MINUTI DI LETTURA
LA BORRA. Un campo sportivo per La Borra. Non è una semplice richiesta, ma quasi un grido d’aiuto quello che si alza dalla frazione all’indirizzo dell’amministrazione comunale che, a dire il vero, conosce bene il problema. «Siamo gli unici in tutta Pontedera a non avere un impianto vero», ha detto Massimiliano Vitillo dirigente della società sportiva del paese durante la quarta tappa del Caffè Tirreno dell’altro giorno al bar Il Pino. Malgrado l’attività legata ai bambini, ma anche al calcio femminile e a quello dei grandi sia più che fiorente.
L’area dove far sorgere il rettangolo verde con porte, spogliatoi e lo spazio per gli spettatori è già stata individuata. È quella vicina all’autolavaggio che si trova lungo la strada per Ponsacco. Ma quello che mancano sono le risorse del Comune. Negli ultimi anni, Palazzo Stefanelli ha concesso al circolo l’area nuova, a fianco dell’attuale sede. Ora, però, la dirigenza del circolo ha vent’anni di tempo per allestire la cucina, il salone, la sala biliardi e gli uffici. Come dire, qualcosa è stato fatto. Ma la richiesta di un campo sportivo è comunque forte. «Lo chiediamo da tempo — riprende Vitillo — È vero che ultimamente il Comune è intervenuto sul circolo, ma un campo ci serve, perché quello piccolo in cui facciamo attività è della scuola. E uno tutto nostro ci permetterebbe d’impostare una programmazione diversa da quello che abbiamo fatto finora».
Il che vuol tutte le squadre di settore giovanile, partendo dalla scuola calcio. Ma anche una squadra di calcio a cinque femminile e una di calcio a sette di ragazzi. «In questa stagione — dice ancora il dirigente — per la prima volta da 35 anni a questa parte non siamo riusciti a partecipare al campionato amatori. Come tutti i paesi abbiamo perso i giovani disposti a giocare per la nostra società».
Un piccolo neo in una realtà che rappresenta molto per l’intera frazione. La società sportiva della Borra porta avanti da anni un ruolo sociale fondamentale per giovani e famiglie del posto. E sa anche accogliere, come nel caso di Abel Balde, il senegalese diventato famoso in zona per essere arrivato in Italia e per un lungo periodo rimasto senza i documenti necessari per crearsi una vita nel nostro Paese. Qui a La Borra ha trovato una casa, ha fatto lavoretti come il custode del campo e ha giocato nella squadra amatori della frazione per poi essere acquisito dal Forcoli e, dopo due stagioni passare al Tuttocuoio dove è diventato addirittura professionista. Ora Balde vive a Boston, negli Stati Uniti, città della sua compagna, ma mantiene i contatti ancora con i ragazzi della Borra che gli riservano un posto nel loro cuore.
La parentesi di Abel serve a spiegare bene lo spirito aggregativo di questo posto che ha saputo svilupparsi in un’organizzazione sportiva di alto livello. Come dimostra l’attività del gruppo La Borra Bike, formato da appassionati di mountain bike, protagonisti di tante iniziative come quella in programma l’11 giugno con il raduno “Città di Pontedera”. «Siamo giunti all’ottava edizione — racconta Andrea Centi, uno dei dirigenti della società — di cui sei intitolate a Carlo Bertinotti. Anche quest’anno stiamo lavorando per accogliere i partecipanti che, mediamente, si aggirano sulle cento persone. Tante provengono da questo territorio, ma c’è anche chi arriva dalla provincia e da fuori regione. In una circostanza uno dei partecipanti era addirittura di Roma. Anche questo è un momento di aggregazione molto significativo per la nostra frazione che viene coinvolta pressoché completamente nell’organizzazione e nella gestione dell’evento».
A La Borra c’è passione per lo sport e grande spirito di gruppo che sfocia nel sociale. Ecco perché un campo sportivo nuovo di zecca sarebbe il giusto premio per il grande lavoro svolto negli anni dall’intera comunità.
Andreas Quirici
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’area dove far sorgere il rettangolo verde con porte, spogliatoi e lo spazio per gli spettatori è già stata individuata. È quella vicina all’autolavaggio che si trova lungo la strada per Ponsacco. Ma quello che mancano sono le risorse del Comune. Negli ultimi anni, Palazzo Stefanelli ha concesso al circolo l’area nuova, a fianco dell’attuale sede. Ora, però, la dirigenza del circolo ha vent’anni di tempo per allestire la cucina, il salone, la sala biliardi e gli uffici. Come dire, qualcosa è stato fatto. Ma la richiesta di un campo sportivo è comunque forte. «Lo chiediamo da tempo — riprende Vitillo — È vero che ultimamente il Comune è intervenuto sul circolo, ma un campo ci serve, perché quello piccolo in cui facciamo attività è della scuola. E uno tutto nostro ci permetterebbe d’impostare una programmazione diversa da quello che abbiamo fatto finora».
Il che vuol tutte le squadre di settore giovanile, partendo dalla scuola calcio. Ma anche una squadra di calcio a cinque femminile e una di calcio a sette di ragazzi. «In questa stagione — dice ancora il dirigente — per la prima volta da 35 anni a questa parte non siamo riusciti a partecipare al campionato amatori. Come tutti i paesi abbiamo perso i giovani disposti a giocare per la nostra società».
Un piccolo neo in una realtà che rappresenta molto per l’intera frazione. La società sportiva della Borra porta avanti da anni un ruolo sociale fondamentale per giovani e famiglie del posto. E sa anche accogliere, come nel caso di Abel Balde, il senegalese diventato famoso in zona per essere arrivato in Italia e per un lungo periodo rimasto senza i documenti necessari per crearsi una vita nel nostro Paese. Qui a La Borra ha trovato una casa, ha fatto lavoretti come il custode del campo e ha giocato nella squadra amatori della frazione per poi essere acquisito dal Forcoli e, dopo due stagioni passare al Tuttocuoio dove è diventato addirittura professionista. Ora Balde vive a Boston, negli Stati Uniti, città della sua compagna, ma mantiene i contatti ancora con i ragazzi della Borra che gli riservano un posto nel loro cuore.
La parentesi di Abel serve a spiegare bene lo spirito aggregativo di questo posto che ha saputo svilupparsi in un’organizzazione sportiva di alto livello. Come dimostra l’attività del gruppo La Borra Bike, formato da appassionati di mountain bike, protagonisti di tante iniziative come quella in programma l’11 giugno con il raduno “Città di Pontedera”. «Siamo giunti all’ottava edizione — racconta Andrea Centi, uno dei dirigenti della società — di cui sei intitolate a Carlo Bertinotti. Anche quest’anno stiamo lavorando per accogliere i partecipanti che, mediamente, si aggirano sulle cento persone. Tante provengono da questo territorio, ma c’è anche chi arriva dalla provincia e da fuori regione. In una circostanza uno dei partecipanti era addirittura di Roma. Anche questo è un momento di aggregazione molto significativo per la nostra frazione che viene coinvolta pressoché completamente nell’organizzazione e nella gestione dell’evento».
A La Borra c’è passione per lo sport e grande spirito di gruppo che sfocia nel sociale. Ecco perché un campo sportivo nuovo di zecca sarebbe il giusto premio per il grande lavoro svolto negli anni dall’intera comunità.
Andreas Quirici
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google