Italia
Mobili di design per battere la crisi russa
Svolta storica per i mobilifici della Valdera A Milano la sterzata sullo stile contemporaneo
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MILANO. Monica e Valerio Mazzei immortalati col presidente della Repubblica Sergio Mattarella mentre gli mostrano una delle creazioni con cui si sono presentati quest’anno al Salone del Mobile di Milano.
Un’immagine, pubblicata sui social network, che è l’ennesimo riconoscimento per uno stile praticamente unico scelto dai proprietari di Edra di Perignano che festeggia 30 anni dalla fondazione. La sfida dell’arredamento sta tutta qui: decidere quale strada intraprendere e buttarsi a capofitto su quei mercati che possono essere ricettivi alle scelte stilistiche e di qualità. Un po’ come stanno provando a fare i tanti mobilifici della zona che, in questa edizione della fiera milanese hanno compiuto un passo deciso (finalmente, è proprio il caso di dirlo) verso il contemporaneo e l’internazionale, con l’abbandono del classico tradizionale ponsacchino.
Nuove collezioni. Se è ancora presto, infatti, per tirare le somme del Salone del Mobile di Milano (iniziato l’altro giorno e che si concluderà domenica) per le aziende della Valdera, si può tranquillamente dire che questo è l’anno zero per i mobilifici che cercano di invertire la rotta di un periodo durato vent’anni, in cui la Russia ha inglobato l’80% della produzione. È il caso della ditta Grilli di Perignano che ha svoltato completamente verso il contemporaneo con la collezione Zarafa, che valorizza il legno curvato e con la linea York, dalle ispirazioni orientali. Oppure come la Signorini & Coco, anche questa di Perignano, che a Milano, in questi giorni, ha lanciato la collezione Daytona, la cui matrice è il design Decò degli anni Trenta.
Addio Russia. «Alcune aziende avevano già intrapreso questa strada - racconta Donatella Turini, direttrice di Gimo Export, uno dei consorzi che racchiude mobilifici di Ponsacco e Perignano - ma in questa edizione si vede che la timidezza iniziale ha lasciato il posto a una più decisa sterzata verso gli stili che maggiormente piacciono al pubblico. D’altra parte, il cambiamento in atto è radicale e c’è da sostituire le quote di mercato inglobate da anni dal mercato russo che, al di là della crisi recente, si è trasformato e non potrà più rappresentare quello che è stato per le nostre aziende negli ultimi vent’anni». Quindi via all’esplorazione dei mercati europei, americani e cinesi, dove il gusto dei consumatori è totalmente diverso dalla produzione tradizionale di Ponsacco e dintorni. Solo che non è facile per chi ha battuto strade diverse (e spesso sempre le stesse) mettere in pratica il cambiamento.
Esplorando la Cina. Lo sa bene Alessandro Socci, dell’omonimo mobilificio di Ponsacco che, al Salone del Mobile, espone pezzi d’arredamento classico e che è associato al Ciac, l’altro consorzio della zona: «La Russia è un mercato che sta dando piccoli segnali di miglioramento rispetto al recente passato, ma che non è ancora in grado di assorbire tutta la produzione a cui ci aveva abituati in passato. Così bisogna esplorare altri mercati, come quello cinese per esempio, che a livello di numeri rappresenta un bacino pressoché sconfinato. Il problema è che, nonostante abbiamo già alcuni rivenditori, penetrare in quell’area non è per niente facile. I clienti cinesi sono difficili da catturare e ci sono tantissimi concorrenti. Oltre alla produzione interna. Però ci proviamo e stiamo avendo anche alcuni buoni risultati. Ma sappiamo che dobbiamo fare di più».
Lo stile Edra. Altro discorso per Edra che, in questi anni, ha saputo crearsi un mercato tutto suo e incrementare l’appeal di un marchio che fa del design, della creatività e della qualità i propri cavalli di battaglia. A quest’ultima edizione del Salone milanese si è affidata ancora ai creativi Francesco Binfarè e Jacopo Foggini che hanno prodotto le poltrone Chiara e Margherita e il divano Pack.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un’immagine, pubblicata sui social network, che è l’ennesimo riconoscimento per uno stile praticamente unico scelto dai proprietari di Edra di Perignano che festeggia 30 anni dalla fondazione. La sfida dell’arredamento sta tutta qui: decidere quale strada intraprendere e buttarsi a capofitto su quei mercati che possono essere ricettivi alle scelte stilistiche e di qualità. Un po’ come stanno provando a fare i tanti mobilifici della zona che, in questa edizione della fiera milanese hanno compiuto un passo deciso (finalmente, è proprio il caso di dirlo) verso il contemporaneo e l’internazionale, con l’abbandono del classico tradizionale ponsacchino.
Nuove collezioni. Se è ancora presto, infatti, per tirare le somme del Salone del Mobile di Milano (iniziato l’altro giorno e che si concluderà domenica) per le aziende della Valdera, si può tranquillamente dire che questo è l’anno zero per i mobilifici che cercano di invertire la rotta di un periodo durato vent’anni, in cui la Russia ha inglobato l’80% della produzione. È il caso della ditta Grilli di Perignano che ha svoltato completamente verso il contemporaneo con la collezione Zarafa, che valorizza il legno curvato e con la linea York, dalle ispirazioni orientali. Oppure come la Signorini & Coco, anche questa di Perignano, che a Milano, in questi giorni, ha lanciato la collezione Daytona, la cui matrice è il design Decò degli anni Trenta.
Addio Russia. «Alcune aziende avevano già intrapreso questa strada - racconta Donatella Turini, direttrice di Gimo Export, uno dei consorzi che racchiude mobilifici di Ponsacco e Perignano - ma in questa edizione si vede che la timidezza iniziale ha lasciato il posto a una più decisa sterzata verso gli stili che maggiormente piacciono al pubblico. D’altra parte, il cambiamento in atto è radicale e c’è da sostituire le quote di mercato inglobate da anni dal mercato russo che, al di là della crisi recente, si è trasformato e non potrà più rappresentare quello che è stato per le nostre aziende negli ultimi vent’anni». Quindi via all’esplorazione dei mercati europei, americani e cinesi, dove il gusto dei consumatori è totalmente diverso dalla produzione tradizionale di Ponsacco e dintorni. Solo che non è facile per chi ha battuto strade diverse (e spesso sempre le stesse) mettere in pratica il cambiamento.
Esplorando la Cina. Lo sa bene Alessandro Socci, dell’omonimo mobilificio di Ponsacco che, al Salone del Mobile, espone pezzi d’arredamento classico e che è associato al Ciac, l’altro consorzio della zona: «La Russia è un mercato che sta dando piccoli segnali di miglioramento rispetto al recente passato, ma che non è ancora in grado di assorbire tutta la produzione a cui ci aveva abituati in passato. Così bisogna esplorare altri mercati, come quello cinese per esempio, che a livello di numeri rappresenta un bacino pressoché sconfinato. Il problema è che, nonostante abbiamo già alcuni rivenditori, penetrare in quell’area non è per niente facile. I clienti cinesi sono difficili da catturare e ci sono tantissimi concorrenti. Oltre alla produzione interna. Però ci proviamo e stiamo avendo anche alcuni buoni risultati. Ma sappiamo che dobbiamo fare di più».
Lo stile Edra. Altro discorso per Edra che, in questi anni, ha saputo crearsi un mercato tutto suo e incrementare l’appeal di un marchio che fa del design, della creatività e della qualità i propri cavalli di battaglia. A quest’ultima edizione del Salone milanese si è affidata ancora ai creativi Francesco Binfarè e Jacopo Foggini che hanno prodotto le poltrone Chiara e Margherita e il divano Pack.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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