Il Tirreno

Pontedera

Lo comprano due coniugi ma il castello è solo di lei 

Lo comprano due coniugi ma il castello è solo di lei 

Il Tribunale di Firenze ha stabilito che l’immobile è di chi lo ha pagato anche se l’acquisto era stato fatto in comune e indiviso da parte della coppia

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. Di chi è il castello? La vicenda finisce in tribunale a Firenze e dopo dieci anni il prestigioso immobile resta alla moglie che lo aveva pagato.
La storia inizia quando una coppia di Houston Texas, nell’anno 2007, ha acquistato un castello con annessi terreni a Città di Castello per farne la propria abitazione per le vacanze.
Al momento del rogito notarile il bene fu acquistato in comune e indiviso fra i coniugi. In realtà l’intero pagamento del prezzo del castello fu effettuato con denari della moglie come risultava dai documenti relativi ai trasferimenti bancari, nonché da un documento che il marito aveva rilasciato alla moglie.
In occasione di un incontro degli avvocati Valerio e Vittorio Valori dello Studio legale Valori Scali & Associati di S. Croce Sull’Arno con la coppia, avvenuto ad Houston nell’anno 2014, i coniugi texani chiesero ai professionisti chiarimenti sulla legislazione italiana in materia di acquisto d’immobili in comunione.
Il problema, infatti, non era di poco conto. Entrambi i coniugi, infatti, erano reduci da un precedente matrimonio, dal quale erano nati figli, ed erano entrambi divorziati. Peraltro il marito, in relazione alla propria attività imprenditoriale, aveva importanti contenziosi che, potenzialmente, avrebbero potuto avere conseguenze pregiudizievoli sul bene simulatamente acquistato in comunione legale con la moglie. In ogni caso la verità risultante dall’atto di acquisto del castello, relativamente a chi avesse pagato il relativo prezzo, era diversa alla reale verità dei fatti, cosa che avrebbe potuto, senza dubbio, creare in futuro non pochi problemi ai coniugi.
Su tutte queste problematiche la coppia, nell’incontro in Houston, chiese una consulenza agli avvocati Valori i quali tenuto conto di tutte le implicazioni relative alla scelta, fatta dai coniugi al momento della stipula dell’atto, di far risultare una situazione diversa da quella reale, fecero presente agli stessi che la strada più opportuna da seguire era quella di promuovere un giudizio di simulazione per far prevalere quella che era stata la realtà dei fatti, relativamente al soggetto che aveva pagato interamente il castello, rispetto a quella diversa risultante dall’atto notarile.
In pratica gli avvocati proposero ai propri clienti di promuovere una causa civile per far stabilire al giudice che l’atto di acquisto era simulato e, quindi, per far accertare e prevalere la verità dei fatti e, cioè, che il bene era in realtà acquistato dalla moglie e che la stessa doveva quindi essere considerata, a tutti gli effetti, l’unica proprietaria del castello. E causa civile è stata in Tribunale di Firenze.
Ora il Tribunale di Firenze ha accolto integralmente la domanda presentata dalla moglie e ha stabilito che il castello doveva intendersi acquistato in proprietà esclusiva dalla moglie.
A questo punto dovranno essere espletate le necessarie formalità presso il competente ufficio del territorio, secondo le regole legali relative alla pubblicità degli atti di trasferimento dei beni immobili, affinché chiunque possa venire a conoscenza che il castello, che era stato originariamente acquistato in comune dai coniugi, in realtà deve invece intendersi comprato in proprietà esclusiva dalla moglie con tutte le conseguenze. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa