La manifestazione
Il Comune riduce i gazebo e i ristoratori si arrabbiano
In piazza XX Settembre tre locali dovranno limitare l’utilizzo del suolo pubblico Gli esercenti: «Perderemo la metà del lavoro». E c’è chi minaccia licenziamenti
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VOLTERRA. In piazza XX Settembre scoppia la polemica del suolo pubblico e della riduzione di coperti a cui dovranno far fronte alcuni locali tra ristoranti e pizzerie. All’origine la decisione della giunta comunale di rimpicciolire l’area in cui poter montare i gazebo con l’obiettivo di rendere la piazza più armoniosa e ordinata. Il provvedimento colpisce tre locali, Il Giardinetto, Il Rifugio e la Carabaccia. I primi due parlano di «forti penalizzazioni», dal terzo affermano che non hanno ancora approfondito la questione, anche se sembra che in questo caso la riduzione sia di poco conto. Nella delibera votata da assessori e sindaco ci sarebbe anche l’assegnazione di due spazi per altrettante attività che finora non potevano allestire il loro dehors.
«Ci hanno comunicato questa decisione - dice Emanuela Cozzolino, del Rifugio - a pochi giorni dal periodo pasquale, senza darci nessun preavviso o darci spiegazioni approfondite che contemplassero anche la possibilità di trovare una soluzione alternativa. In questa maniera passeremo, invece, da 65 a 40 metri di spazio davanti al locale che equivale al dimezzamento del lavoro e, quindi, del guadagno. Il risultato è inevitabile. Abbiamo rilevato l’attività da due mesi e avevamo assunto tre persone con l’idea di avere tre camerieri fuori e due dentro. Così siamo costretti a licenziarne tre e a lavorare con un cameriere in sala e uno nel gazebo. Ma la cosa non finisce qui, perché se non rivedono la decisione imboccheremo le vie legali».
Meno drastico, ma altrettanto severo il giudizio sul provvedimento del Comune da parte di Marino Tiberi, titolare del Giardinetto: «Passeremo da 129 a 70 metri dimezzando i posti a sedere fuori. Per noi è una forte penalizzazione, a maggior ragione ora che ci avviciniamo alla bella stagione e all’arrivo dei turisti. Hanno tolto spazio a noi e l’hanno dato a due locali che non si sa se lo utilizzeranno».
Tra l’altro, come spiega Cozzolino, i gazebo dei due locali saranno spostati. «Non lo avremo più davanti al nostro ingresso - dice la ristoratrice - ma a ridosso del Giardinetto che, invece, lo avrà vicinissimo a un negozio di souvenir di alabastro. Probabilmente i nostri gazebo hanno creato invidia, ma il Comune penalizza noi invece dei bar in piazza dei Priori dove, in effetti, i tavolini sono a ridosso del palazzo comunale».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ci hanno comunicato questa decisione - dice Emanuela Cozzolino, del Rifugio - a pochi giorni dal periodo pasquale, senza darci nessun preavviso o darci spiegazioni approfondite che contemplassero anche la possibilità di trovare una soluzione alternativa. In questa maniera passeremo, invece, da 65 a 40 metri di spazio davanti al locale che equivale al dimezzamento del lavoro e, quindi, del guadagno. Il risultato è inevitabile. Abbiamo rilevato l’attività da due mesi e avevamo assunto tre persone con l’idea di avere tre camerieri fuori e due dentro. Così siamo costretti a licenziarne tre e a lavorare con un cameriere in sala e uno nel gazebo. Ma la cosa non finisce qui, perché se non rivedono la decisione imboccheremo le vie legali».
Meno drastico, ma altrettanto severo il giudizio sul provvedimento del Comune da parte di Marino Tiberi, titolare del Giardinetto: «Passeremo da 129 a 70 metri dimezzando i posti a sedere fuori. Per noi è una forte penalizzazione, a maggior ragione ora che ci avviciniamo alla bella stagione e all’arrivo dei turisti. Hanno tolto spazio a noi e l’hanno dato a due locali che non si sa se lo utilizzeranno».
Tra l’altro, come spiega Cozzolino, i gazebo dei due locali saranno spostati. «Non lo avremo più davanti al nostro ingresso - dice la ristoratrice - ma a ridosso del Giardinetto che, invece, lo avrà vicinissimo a un negozio di souvenir di alabastro. Probabilmente i nostri gazebo hanno creato invidia, ma il Comune penalizza noi invece dei bar in piazza dei Priori dove, in effetti, i tavolini sono a ridosso del palazzo comunale».
Andreas Quirici
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