Il dolore
Antonelli lascia il Pd per seguire Rossi Esce anche Ribechini
CASCINA. Non solo Alessio Antonelli, ex sindaco di Cascina, ha lasciato il Pd, dopo la sconfitta elettorale dello scorso giugno. Anche l’ex assessore allo sport, Alessandro Ribechini, e l’ex...
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CASCINA. Non solo Alessio Antonelli, ex sindaco di Cascina, ha lasciato il Pd, dopo la sconfitta elettorale dello scorso giugno. Anche l’ex assessore allo sport, Alessandro Ribechini, e l’ex segretario dell’Unione comunale del Pd, Edoardo Baglini. La conferma, dopo che Antonelli lo aveva dichiarato pubblicamente in occasione della presentazione dell’associazione “Il Megafono”, arriva dalla stessa segretaria del Pd cascinese, Cristina Conti: «Antonelli mi ha scritto una lettera per comunicare la sua intenzione di uscire dal partito. Diversamente hanno fatto Ribechini e Baglini con i quali ho avuto anche la possibilità di avere uno scambio di opinioni a voce».
I rapporti tra Antonelli e il suo ex partito sono tesi da quando l’ex sindaco aveva avanzato la sua candidatura a sindaco per la seconda legislazione e invece dal Pd era arrivata l’indicazione delle primarie per scegliere il candidato. La sconfitta poi, che in parte è dovuta alle diverse correnti interne al Pd, deve averlo convinto a cambiare strada e c’è chi lo vuole pronto a prossimi impegni politici con altre formazioni. Anche se la segretaria del Pd non entra più di tanto nel merito delle scelte, non può non fare una considerazione rispetto all’ex sindaco: «Non ha ancora preso coscienza che c’è stato un giudizio di merito anche sul suo operato, non capirlo sarebbe miope anche se poi sulla sconfitta a Cascina hanno pesato pure altre situazioni».
Alcuni giorni fa Antonelli, dopo la presentazione ufficiale della sezione locale dell’associazione Il Megafono, di cui è presidente, Antonelli ha parlato della decisione di uscire dal Pd. «Ho aderito sin dall’inizio ad Articolo 1 Mdp — spiega l’ex sindaco — poiché credo che ci sia grande necessità di tornare a rappresentare e discutere di alcuni argomenti che abbiamo un po’tralasciato».
Tra i fondatori del nuovo movimento politico, che al suo interno integra parte della sinistra Pd e parte dell’ala destra di Sinistra Italiana, ci sono politici di carattere nazionale come Pierluigi Bersani ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Anche se non è mai stato ammesso pubblicamente da alcun esponente del Pd cascinese, alle ultime amministrative che portarono alla vittoria del centro destra, il partito si spaccò su diversi punti: fare o no le primarie, sostenere unitamente o no il secondo mandato del sindaco uscente. La rottura interna al Partito democratico, nata anche per la scelta di Antonelli di correre con il sostegno di Sinistra Italiana per Cascina, dei Riformisti per Cascina e di alcune liste civiche (Cittadini per Cascina, In lista per Cascina e Casciniamo) , si concretizzò prima nella guerra delle primarie tra Andrea Paganelli e l’ex sindaco di Cascina; poi nelle bassissime affluenze registrate il 5 (55, 55%) e il 19 giugno (51, 03%) , giorno del ballottaggio, perso contro Susanna Ceccardi per 101 voti (rispetto al 63, 23% di votanti registrati nel 2011) .
«Eravamo convinti — conclude — che spostandoci un pochino più al centro, verso posizioni tra virgolette più borghesi, avremmo ottenuto maggiore consenso. Mentre credo che ci sia grande necessità di tornare a discutere di argomenti che abbiamo tralasciato», è la posizione di Antonelli.
In casa Pd, come abbiamo visto, non tutti concordano con questa valutazione dei fatti. (s. c.-c. p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I rapporti tra Antonelli e il suo ex partito sono tesi da quando l’ex sindaco aveva avanzato la sua candidatura a sindaco per la seconda legislazione e invece dal Pd era arrivata l’indicazione delle primarie per scegliere il candidato. La sconfitta poi, che in parte è dovuta alle diverse correnti interne al Pd, deve averlo convinto a cambiare strada e c’è chi lo vuole pronto a prossimi impegni politici con altre formazioni. Anche se la segretaria del Pd non entra più di tanto nel merito delle scelte, non può non fare una considerazione rispetto all’ex sindaco: «Non ha ancora preso coscienza che c’è stato un giudizio di merito anche sul suo operato, non capirlo sarebbe miope anche se poi sulla sconfitta a Cascina hanno pesato pure altre situazioni».
Alcuni giorni fa Antonelli, dopo la presentazione ufficiale della sezione locale dell’associazione Il Megafono, di cui è presidente, Antonelli ha parlato della decisione di uscire dal Pd. «Ho aderito sin dall’inizio ad Articolo 1 Mdp — spiega l’ex sindaco — poiché credo che ci sia grande necessità di tornare a rappresentare e discutere di alcuni argomenti che abbiamo un po’tralasciato».
Tra i fondatori del nuovo movimento politico, che al suo interno integra parte della sinistra Pd e parte dell’ala destra di Sinistra Italiana, ci sono politici di carattere nazionale come Pierluigi Bersani ed il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Anche se non è mai stato ammesso pubblicamente da alcun esponente del Pd cascinese, alle ultime amministrative che portarono alla vittoria del centro destra, il partito si spaccò su diversi punti: fare o no le primarie, sostenere unitamente o no il secondo mandato del sindaco uscente. La rottura interna al Partito democratico, nata anche per la scelta di Antonelli di correre con il sostegno di Sinistra Italiana per Cascina, dei Riformisti per Cascina e di alcune liste civiche (Cittadini per Cascina, In lista per Cascina e Casciniamo) , si concretizzò prima nella guerra delle primarie tra Andrea Paganelli e l’ex sindaco di Cascina; poi nelle bassissime affluenze registrate il 5 (55, 55%) e il 19 giugno (51, 03%) , giorno del ballottaggio, perso contro Susanna Ceccardi per 101 voti (rispetto al 63, 23% di votanti registrati nel 2011) .
«Eravamo convinti — conclude — che spostandoci un pochino più al centro, verso posizioni tra virgolette più borghesi, avremmo ottenuto maggiore consenso. Mentre credo che ci sia grande necessità di tornare a discutere di argomenti che abbiamo tralasciato», è la posizione di Antonelli.
In casa Pd, come abbiamo visto, non tutti concordano con questa valutazione dei fatti. (s. c.-c. p.)
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