Il dolore
san miniato
Le opere di Macchi a Palazzo Grifoni
Sabato alle 17 sarà inaugurata la mostra “Le mura di Orfeo”
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SAN MINIATO. C’è un sincretismo quasi magico, etereo, fra antico e moderno, pagano e cristiano, nelle opere del sanminiatese Luca Macchi, protagonista di una mostra personale che aprirà i battenti sabato a Palazzo Grifoni e resterà aperta (ingresso gratuito) fino al 28 maggio.
La mostra su “Le mura di Orfeo e altre edicole del sacro e del mito” a cura di Nicola Micieli, sarà inaugurata sabato alle 17, 30 e introduce ai temi fondamentali di questo artista nato a San Miniato, dove ancora opera, che con le sue numerose rassegne in Italia e all’estero si è guadagnato la fama di erede “spirituale” di Dilvo Lotti. Opera che si è incontrata più volte con l’arte sacra in molti luoghi della zona, con realizzazioni per le chiese del capoluogo, Cigoli, Collegalli, Montopoli e Moriolo, riscuotendo l’apprezzamento di tanti “grandi” dell’arte toscana come Lotti e Mario Luzi.
«Un’arte che trova nella pittura la sua piattaforma d’elezione, all’interno di edicole che evocano il sacro e la cristianità — spiega Micieli — Ma che al tempo stesso, fra colori che richiamano tutti gli elementi e gli aspetti consueti della natura, ha tutti i simboli della classicità. Non a caso nella sua galleria podiventerà centrale la figura di Orfeo, il cui canto aveva la virtù di ammansire le fiere. Per Macchi, Orfeo è lo spirito dell’arte e della poesia. Come il Cristo, è il tramite fra la terra ed il cielo».
Opere che troveranno la loro collocazione in «un luogo come Palazzo Grifoni che ho sentito di dover rispettare», ha commentato l’artista, in una mostra realizzata col sostegno della Cassa Risparmio di San Miniato, di Regione e Provincia, dei Comuni di Santa Croce, Castelfranco e Montopoli e di svariati enti del mondo della cultura.
«Una mostra che inauguriamo con orgoglio, tanto più perché dà la possibilità di ammirare le opere di un’artista sanminiatese», dice la vicesindaca e l’assessora alla Cultura Chiara Rossi con il sindaco Vittorio Gabbanini, il quale ricorda: «Tutto nacque un anno fa, quando ebbi occasione di rimanere estasiato dalle sue opere». (n.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La mostra su “Le mura di Orfeo e altre edicole del sacro e del mito” a cura di Nicola Micieli, sarà inaugurata sabato alle 17, 30 e introduce ai temi fondamentali di questo artista nato a San Miniato, dove ancora opera, che con le sue numerose rassegne in Italia e all’estero si è guadagnato la fama di erede “spirituale” di Dilvo Lotti. Opera che si è incontrata più volte con l’arte sacra in molti luoghi della zona, con realizzazioni per le chiese del capoluogo, Cigoli, Collegalli, Montopoli e Moriolo, riscuotendo l’apprezzamento di tanti “grandi” dell’arte toscana come Lotti e Mario Luzi.
«Un’arte che trova nella pittura la sua piattaforma d’elezione, all’interno di edicole che evocano il sacro e la cristianità — spiega Micieli — Ma che al tempo stesso, fra colori che richiamano tutti gli elementi e gli aspetti consueti della natura, ha tutti i simboli della classicità. Non a caso nella sua galleria podiventerà centrale la figura di Orfeo, il cui canto aveva la virtù di ammansire le fiere. Per Macchi, Orfeo è lo spirito dell’arte e della poesia. Come il Cristo, è il tramite fra la terra ed il cielo».
Opere che troveranno la loro collocazione in «un luogo come Palazzo Grifoni che ho sentito di dover rispettare», ha commentato l’artista, in una mostra realizzata col sostegno della Cassa Risparmio di San Miniato, di Regione e Provincia, dei Comuni di Santa Croce, Castelfranco e Montopoli e di svariati enti del mondo della cultura.
«Una mostra che inauguriamo con orgoglio, tanto più perché dà la possibilità di ammirare le opere di un’artista sanminiatese», dice la vicesindaca e l’assessora alla Cultura Chiara Rossi con il sindaco Vittorio Gabbanini, il quale ricorda: «Tutto nacque un anno fa, quando ebbi occasione di rimanere estasiato dalle sue opere». (n.d.m.)
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