Il Tirreno

Pontedera

Investigatori privati per ritrovare Unicka e Vampire Dany

di Sabrina Chiellini
Investigatori privati per ritrovare Unicka e Vampire Dany

Un pool di 007 affianca nelle indagini carabinieri e Procura Il sottosegretario Castiglione: «Ritrovarli è un impegno morale»

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INVIATA A ROMA. Erano e restano il sogno del rinascimento dell'ippica nazionale, anche se ormai Unicka e Vampire Dany, di cui era nonno materno il campionissimo Varenne, sono scomparsi nel nulla dal 7 marzo scorso. Per riportare a casa i due cavalli da corsa della scuderia Wave di Staffoli di proprietà di Gianluca e Giovanna Lami i carabinieri sono al lavoro dal giorno in cui è stato commesso il rapimento. A loro è stato affiancato un pool di investigatori privati, pronti a verificare insieme ai carabinieri ogni segnalazione. L'appello, ormai da un mese a questa parte, è sempre lo stesso: chi sa parli. «Non dovete credere alla storia del riscatto, nessuno si è fatto vivo con noi», ha detto Giovanna Lami durante una conferenza stampa organizzata a Roma, alla Camera dei deputati, insieme all'onorevole Giuseppe Castiglione, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al collega Edoardo Fanucci (Pd), di Montecatini Terme, e dunque molto sensibile ai problemi che travagliano l'ippica, allo stesso sindaco di Montecatini e ai presidenti degli ippodromi di Firenze e Napoli.

Ma nella conferenza romana tutti i riflettori sono stati per loro, soprattutto per la cavalla allenata da Erik Bondo e arrivata nell'Olimpo del trotto. «Hanno rapito un sogno, qualcosa che è di tutti», hanno detto sia Bondo che l'artiere Freborz Behemole, invitando gli autori del furto a far ritrovare i due cavalli, che sono il presente e il futuro di un mondo, quello dell'ippica, pieno di contraddizioni ma che vuole risollevarsi. «Tante volte ci hanno detto di assicurare i nostri due campioni - si dispiace Giovanna Lami, così legata ad Unicka da indossare al polso un braccialetto con il nome della campionessa - un gesto che come famiglia ci uccide anche se noi abbiamo deciso di andare avanti, di riprendere la nostra attività».

A chi le chiede se non ha mai pensato al silenzio stampa come talvolta capita nei sequestri di persona, Giovanna Lami, a tratti molto commossa, spiega con semplicità, riferendosi a rapimenti di cavalli avvenuti nel passato, che i tempi sono cambiati e che i social impongono atteggiamenti diversi, anche se lei dopo le prime dichiarazioni risalenti alla mattina del furto è tornata a parlare solo ieri. Ma il clamore successivo al furto è sempre molto forte e di rilievo anche internazionale, grazie anche alla mobilitazione sul web e all'iniziativa su Facebook “Riportiamoli a casa”.

E se gli appassionati e gli addetti ai lavori - qualcuno azzarda anche un “stanno per tornare” - c'è sempre una certa fiducia, ufficialmente viene spiegato che le indagini sono in corso e vanno in più direzioni.

«Chi sa vada in Procura - ha ripetuto l'onorevole Fanucci - se siamo qui è per mantenere viva l'attenzione su questo caso, per lanciare un appello e non cedere al ricatto morale che c'è dietro questo rapimento».

La sala stampa affollata e il silenzio con cui sono stati seguiti i video di presentazione, legati alle imprese e alla vita dei due cavalli, testimoniano la partecipazione ad una vicenda che ha ancora oggi molti lati oscuri.

«Non avevamo mai pensato ad assicurarli - ripete la proprietaria - pensavamo a tenerli al meglio, mai ad un furto».

«Due cavalli non possono sparire nel nulla», le ha fatto eco Fanucci.

Unicka nel 2016 ha vinto importanti corse al trotto, come Derby e Orsi Mangelli, mentre Vampire Dany, tre anni, è considerato una promessa anche per la parentela con Varenne. Entrambi sono dotati di certificazione che ne impedisce l'immissione sul mercato clandestino e non possono gareggiare. Ma chi li ha rubati sapeva tutto di loro e della vita nella scuderia di Staffoli. L'onorevole Castiglione, oltre ad esprimere fiducia nel lavoro dei carabinieri e della Procura, ha ribadito la vicinanza delle istituzioni. «Ritrovare i due cavalli è un impegno morale, Lo dobbiamo ai proprietari, ma anche perché il “sogno”, Unicka, possa tornare a gareggiare nei nostri ippodromi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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